ABU UBAYDAH IBN AL- JARRAH: IL CUSTODE DELLA UMMAH

Il nome completo: Aamir ibn Abdullah ibn al-Jarrah, noto come Abu Ubaydah (che Allah sia soddisfatto di lui.

Il Sahabah Abdullah ibn Umar disse di lui:

“Tre persone della tribù dei Quraysh erano i più importanti, avevano il miglior carattere ed erano i più modesti. Quando parlavano non mentivano e se ti rivolgevi a loro non ti accusavano di menzogna, questi erano: Abu Bakr as-Siddiq, Uthman ibn Affan e Abu Ubaydah ibn al-Jarrah “.

Abu Ubaydah fu uno dei primi ad accettare l’Islam e quindi a fare la Shahadah [attestazione di fede] un giorno dopo Abu Bakr (che Allah sia soddisfatto di lui). Infatti, tramite Abu Bakr divenne musulmano.

Abdur Rahman ibn Aut, Uthman ibn Mazun e al-Arqam ibn Abu al-Arqam assieme ad  Abu Ubaydah accompagnati da Abu Bakr fecero la Shahadah di fronte al Profeta Muhammad (che Allah lo elogi e lo preservi). Queste persone sono i primi pilastri su cui è stato costruito il grande edificio dell’Islam, Allahu Akbar!

Abu Ubaydah diede dimostrazione di forza, coraggio, sopportazione, pazienza e  grande fede, con la dura esperienza che visse dall’inizio sino alla fine in Makkah (Mecca), tra insulti e violenza. Nonostante il suo aspetto quasi delicato, era molto forte e la sua più grande forza proveniva da dentro, ed era la Fede. Quella fede che gli illuminava il volto. Era cortese, umile, abbastanza timido, ma nel momento giusto, come nelle battaglie, sapeva diventare lampeggiante come una lama tagliente di una spada.

Nella battaglia di Badr non guardò in faccia a nessuno. Combatté ed uccise suo padre, schierato dalla parte del nemico. In questi casi non fu come se avesse ucciso suo padre, con quel gesto uccise il politeismo nella persona. Un gesto estremamente simbolico.

Allah l’Altissimo fece scendere così il seguente versetto:

“Non troverai un popolo che crede in Allah e nell’ultimo giorno che sia amico di coloro che si oppongono ad Allah e al Suo Messaggero anche se si dovesse trattare dei loro padri, dei loro figli, dei loro fratelli o del loro clan: Allah Ha posto la fede nei loro cuori e li ha rafforzati con uno spirito proveniente da Lui, li farà entrare nei giardini dove scorrono i ruscelli, in cui rimarranno in perpetuo. Allah si compiace di loro e loro si compiacciono di Lui. Essi sono il partito di Allah. Ebbene, il partito di Allah non è forse quello di coloro che avranno successo? ” (Surah Al-Mujadilah/ La Disputante, v. 22)

Certo, Abu Ubaydah non aveva alcuna intenzione di uccidere suo padre e fu straziante per lui, ma suo padre lo mise in quella condizione: ti ammazzo o ti difendi e mi uccidi.

Questo che sia di esempio per i denigratori di ieri, di oggi e di domani, che cercano e cercheranno di infangare l’Islam tirando fuori nei loro discorsi le battaglie dei musulmani, descrivendo l’Islam stesso e quindi i musulmani violenti. In realtà i musulmani fecero le battaglie solo per difendersi dal nemico, questo dopo aver sopportato per molto tempo la persecuzione e la violenza.

Abu Ubaydah era descritto “Amin”, il custode della comunità di Muhammad (che Allah lo elogi e lo preservi)

Lasciò questa vita contagiato dalla peste, disse poco prima di morire, alla fine del suo discorso, parole che fanno riflettere:

“Non lasciate che il mondo vi distrugga, poiché anche se l’uomo potesse vivere mille anni finirebbe nello stato in cui mi vedete”.

Mamdouh AbdEl Kawi Dello Russo

Tratto da “Mondo Islam Magazine” n. 24