CHI ERA UMAR IBN AL-KHATTAB?

CHI ERA UMAR IBN AL-KHATTAB?

A cura di AbdEl Jalìl Umberto Marcozzi

e Mamdouh AbdEl Kawi Dello Russo

Siamo entrati da poco nel 21° secolo e proprio oggi notiamo il forte sviluppo dei mass media (TV, giornali, internet…), chi ne ha accesso spesso dà una brutta immagine dell’Islam e purtroppo anche parecchi musulmani danno un’immagine distorta dell’Islam dovuta dal loro comportamento che è frutto della loro ignoranza e che è priva dei valori dell’Islam.

L’immagine proposta dai media non è eccessivamente diversa dalla realtà che anche noi vediamo nella nostra vita. Questa situazione cari fratelli assomiglia a questo esempio: “Un uomo vive alla sorgente di un fiume, vede l’acqua bella, limpida, pura, fresca. Questo fiume scende dalla montagna, attraversa i ponti, i paesi, costeggia le strade, le città e giunge al mare. Durante il percorso questo fiume si carica di rifiuti, rami spezzati, fango e sporcizie di ogni genere. Un altro uomo vive al mare, dove finisce il fiume. Quest’uomo vede lo stesso fiume, ma lo vede molto inquinato. Quest’uomo descrive il fiume per come lo vede: sporco e puzzolente. Chi può dire che quest’uomo stia sbagliando? Invece l’uomo di montagna descrive la purezza, la bellezza e la limpidezza del fiume, anche quest’uomo ha certamente ragione”.Questo paragone descrive la nostra situazione, perché la sorgente è l’Islam, con la sua bellezza, la sua purezza. Invece la fine del fiume rappresenta come i recenti musulmani hanno trasmesso una figura inquinata dell’Islam.

Cari fratelli, torniamo tutti alla sorgente del fiume, alla vera figura dell’Islam, quello puro, praticato dai pii, dai giusti, dai Nobili Sahaba. Dice il Profeta Muhammad (saw): “I Miei Compagni sono come le stelle, qualunque seguirete sarete ben guidati.” Perciò oggi accenniamo ad una stella fra queste stelle, parliamo di Umar ibn al-Khattab (ra), la sua vita prima dell’Islam e dopo l’Islam per vedere come questa religione cambia l’essenza degli esseri umani. Umar ibn al-Khattab (ra) prima dell’Islam era uno dei grandi nemici dell’Islam. Seguiva il Profeta Muhammad (saw), in qualunque posto andasse ed impediva alla gente di ascoltare le parole di Allah (swa), e torturava i musulmani per farli tornare pagani, si racconta che avesse una schiava che è ritornata all’Islam. La frustava fino a che arrivava a stancarsi, Omar le diceva:“Mi fermo solo perché mi sono stancato!” Lei gli rispondeva con tutta la sua fede e tutta la pazienza: “Hai visto come Allah ti ha fatto stancare?!”.

Cari fratelli, Omar ibn al-Khattab, era l’uomo più alto e muscoloso fra i Coreisciti, la gente aveva il terrore di farlo arrabbiare. Si racconta che quando la gente lo vide venire da lontano, pensò che fosse un uomo su un cavallo per quanto fosse alto. Secondo voi, una donna che sopporta una tortura di un uomo del genere, nonostante le bastasse una sola parola per salvarsi, e non rinnega la sua fede, quanto è forte? Quanta fede ha?

Questa è la Fede che quando riempie il cuore, ti fa disprezzare tutto al confronto dell’amore di Allah. Omar (ra), come la maggior parte dei Coreisciti e come altre tribù viveva le tradizioni della Jahilya (l’ignoranza): la schiavitù, il grande dislivello tra l’uomo e la donna, il seppellimento delle figlie neonate ancora vive. Omar era tra coloro che avevano seppellito la figlia. Omar (ra), racconta che quando era pagano e stava lontano da Mecca, faceva un idolo con i datteri e lo adorava. Quando poi aveva fame lo mangiava. Un giorno Omar si stancò della presenza crescente dei musulmani e di quella “piaga” che ai suoi occhi era l’Islam. Umar decise di porre fine all’Islam uccidendo il  suo simbolo: il Profeta Muhammad (saw.) Mentre si stava recando per ucciderlo, incontrò un uomo che celò la sua fede e, vedendo negli occhi di Umar una grande rabbia, capì che la sua intenzione era di uccidere il Profeta (saw). Allora gli disse: “Umar dove vai?”, Umar rispose: “Vado ad uccidere Muhammad”. Il Sahabi disse: “Ma dove scapperai poi, se la tribù di Muhammad ti verrà a cercare?” Umar rispose: “Vedo che anche tu hai seguito la religione di Muhammad!” e il Sahabi: “Mai! Ma anziché uccidere Muhammad va a vedere tua sorella e suo marito che lo hanno seguito”. Umar si voltò all’istante e andò immediatamente da sua sorella, bussò alla porta con rabbia…Dentro casa c’erano sua sorella Fatimah, suo marito Sa’id e Khabbab, stavano recitando il Corano. Quando sentirono la voce di Omar, Khabbab si nascose mentre Sa’id gli aprì la porta. Senza troppi complimenti Omar lo afferrò e gli disse: “Hai rinunciato alla tua religione!”. Sa’ id gli rispose con tutta la fede: “Non vedi che la verità non è nella tua religione?”. Omar allora lo scaraventò a terra ed iniziò a picchiarlo, prendendolo a pugni sul viso. Sua sorella Fatimah (ra) intervenne per salvare suo marito cercando di spingere via Umar.

Umar le diede una botta ferendola sul viso. Fatimah gli disse con cuore pieno di fede: “Oh Umar, non vedi che la verità non è nella tua religione?” e dalla sua mano cadde un foglio. Umar chiese di poterlo vedere, ma sua sorella disse: “Non puoi leggerlo finchè non ti sarai purificato”. Umar si rese conto che fece male a sua sorella, quindi andò a lavarsi e iniziò a leggere il foglio dove c’erano scritte le parole di Allah (swt). Erano i primi 8 versetti di Sura Ta-Ha:

“Non abbiamo fatto scendere il Corano su di te per renderti infelice, ma come Monito per chi ha timore [di Allah], sceso da parte di Colui Che ha creato la terra e gli alti cieli. Il Compassionevole Si è innalzato sul Trono. Appartiene a Lui quello che è nei cieli e quello che sta sulla terra, quello che vi è frammezzo e nel sottosuolo. È inutile che] parli ad alta voce, ché in verità Egli conosce il segreto, anche il più nascosto. Allah, non c’è dio all’infuori di Lui! A Lui appartengono i nomi più belli”.

Quando Umar lesse i versetti, disse: “Nessuno può dire queste Parole, se non Allah (swt).” E pronunciò la Shahada “Ashhadu an la ilaha illa Allah wa Ashhadu anna Muhammad RasululLah”. “Ditemi, dove stà il Profeta (saw)?”. A questo punto uscì Khabbab dal suo nascondiglio e disse: “Oh Omar, il Profeta (saw) sta nella casa del Arkam” – e anche – “giuro su Allah che la tua conversione è il frutto dell’invocazione del Profeta Muhammad (saw), quando ha chiesto ad Allah di onorare l’Islam con uno dei due Omar”.

Cari fratelli, noi leggiamo il Quran al-Karim (Corano) almeno una volta alla settimana e non sentiamo la grandezza della Parola di Allah, invece Umar ibn al Khattab appena lo ha sentito ha rinunciato a 33 anni della sua vita come pagano ed è diventato musulmano ascoltando qualche ayat del Quran al Karim. Fino a quando i nostri cuori saranno lontani dal Corano? Quando inizieremo cari fratelli a leggere il Corano con i nostri cuori, piuttosto che con la lingua? Se lo avessimo fatto, avremmo cambiato molte cose sbagliate della nostra vita. Omar (ra) andò subito dal Profeta Muhammad (saw) e quando i Sahaba lo videro da lontano con la sua spada, con grande timore dissero al Profeta (saw): “Omar sta arrivando”. Il Profeta (saw) disse: “Lasciatelo entrare.” Appena arrivò il Profeta (saw)  lo  afferrò con forza e gli disse: “Non sarebbe ora di diventare musulmano, Omar?”. Omar (ra) pronunciò subito la Shahada.Tutti i Sahaba erano felici per la conversione di Umar all’Islam, perché un uomo come lui avrebbe dato tanto alla Religione. Subito dopo Umar (ra) chiese al Profeta (saw): “Oh Profeta, siamo sulla Retta via, non è vero? e loro lo sono?” Il Profeta (saw) disse: “Certo”. Disse Omar: “Allora andiamo per le strade della città, vicino la Ka’aba per far conoscere alla gente che siamo musulmani”. E subito dopo il Profeta (saw) ordinò ai credenti di uscire fuori per compiere il Tawaf attorno la Ka’aba. I musulmani uscirono dalla casa dell’Arkam facendo due file, a capo della prima fila c’era Hamza (ra) e della seconda c’era Umar (ra) a guidare i musulmani, e nel mezzo c’era il Profeta Muhammad (saw), e recitavano a voce alta “Allahu akbar Allahu akbar”.

Cari fratelli, se riflettiamo un po’ su questa storia, vediamo un uomo che appena entrò nell’Islam, diventò subito il primo uomo a difendere questa religione e far vedere a tutto il mondo la sua fierezza di essere musulmano. Dice Ibn Mas’oud (ra): “Noi musulmani eravamo inferiori di numero e nessuno di noi aveva il coraggio di pregare o recitare il Corano vicino alla Ka’aba, ma quando entrò Umar (ra) nell’Islam iniziammo subito a pregare e a fare il Tawaf, a recitare il Corano e a parlare con la gente dell’Islam anche vicino alla ka’aba, era un giorno in cui Dio onorò l’Islam, con la conversione di Umar.”

La maggior parte di noi è nato musulmano, da più di vent’anni siamo musulmani, cosa abbiamo dato all’Islam? Omar (ra) il primo giorno che diventò musulmano chiese ai Sahaba: “Chi è il peggior uomo che attacca l’Islam e i musulmani?”, i sahaba risposero ” Abu Jahel”. Omar andò subito da Abu Jahel e bussò alla sua porta, gli aprì Abu Jahel. Umar (ra) disse: “Lo sai che io Attesto che non c’è altra divinità all’infuori di Allah e che Muhammad è il Suo Messaggero e Profeta (Shahada)?”, Abu Jahel disse: “Vattene via , hai rovinato la mia giornata!!!”, e chiuse la porta. Poi Omar andò a casa di Abu Sufian e gli disse: “Lo sai che io sono diventato musulmano?” e Abu Sufian:“Guai a te, sei maledetto!!!” e chiuse la porta, ma Omar si aspettava anche di più, aspettava che la gente andasse a pubblicare il fatto che Omar diventò finalmente musulmano. Omar (ra) si ricordò di un uomo che si chiamava Jamil, quest’uomo non riusciva a tenere nascosto alcun segreto, Omar andò da lui e disse: “Oh Jamil, ti voglio confidare un segreto ma non lo devi dire a nessuno, sono diventato musulmano!”. Jamil, appena sentite queste parole, si precipitò per le strade di Mecca urlando: “Omar è diventato miscredente”. E Omar  lo seguì e disse ad alta voce: “Io non sono miscredente! Io sono musulmano!”. Omar (ra) era fiero ed orgoglioso di essere musulmano, fino al punto che voleva che tutta la gente sapesse della sua conversione. I miscredenti si riunirono attorno ad Omar (ra) ed iniziarono a colpirlo, ed Omar si difendeva colpendoli, dopo un paio di ore Omar si stancò e non riuscì più a combattere, così prese un uomo importante fra loro, lo scaraventò per terra, mise le sue dita (indice e medio) sopra gli occhi di quest’uomo e minacciando: “Se voi non mi lasciate andare, strapperò gli occhi di quest’uomo” e cosi lo lasciarono.

Avete capito perché Omar l’ha fatto? Omar (ra) voleva sentire la sofferenza e la tortura che tutti i musulmani sentivano -anche a causa sua prima della conversione-. Cari fratelli, tanti musulmani vivono una vita difficile, tanti di loro non hanno casa o sono malati o sono orfani e vivono una situazione terribile. Hai mai pensato di mandargli un aiuto o condividere con loro la tristezza o la fame o almeno di fargli un Du’a nella notte? Cari fratelli, Omar (ra) dal primo giorno ha condiviso con i musulmani tutta la sofferenza, la tortura, e noi che da più di vent’anni che siamo musulmani, ci mettiamo a pensare molto tempo prima di dare 20 euro per la moschea o di adottare un orfano.

Omar ibn Al-Khattàb nominato “Amìr al muminìn” (Principe dei credenti) prese il posto di Abu Bakr e governò per 10 anni, dal 634 al 644, l’anno in cui è stato ucciso. Il Profeta Muhammad disse: “Se dopo di me ci fosse stato un altro Profeta, quell’uomo sarebbe stato Omar”, naturalmente dopo Il Sigillo dei profeti Muhammad (saw) non ci furono altri profeti. Un giorno Omar vide una donna : “Perché piangono questi bambini?”, la donna rispose “Perché hanno fame”. Omar tornò subito in città e riempì un sacco con farina, datteri, vestiti e soldi ed ordinò di farselo caricare sulle spalle per portarlo ai bambini bisognosi. “No Amir al muminìn, -gli disse un Sahabi- cosa fai, io porterò il sacco”, ma Omar (che Dio sia compiaciuto di lui) non volle e disse: “Come, porterai tu il mio carico nel Giorno del Giudizio? Io devo portare questa borsa perché a me verrà chiesto nell’Aldilà di questa donna -madre dei bambini-”. Omar giunse alla casa dei bambini, consegnò il sacco e servì il cibo alla famiglia. La donna non sapendo che fosse Omar disse: “Che Dio ti ricompensi per la tua gentilezza! In verità tu meriteresti di prendere il posto del Califfo Omar”. Omar quando guidava la preghiera a volte piangeva talmente tanto che si sentiva il suo pianto fino alle ultime file, piangeva soprattutto quando recitava la Sura “Al Kahaf/ La Caverna”, “Ta-Ha” e soprattutto “Yusuf/ Giuseppe”. Piangeva talmente tanto che a volte cadeva per terra e si ammalava. Questo era il vero timore dei Sahaba, compagni del Profeta. Omar, il cui solo nome faceva paura ai miscredenti, aveva paura solo di Dio. Una volta quando scoprì che il latte che stava bevendo era dei cammelli della Zakat, si mise le dita in gola e vomitò tutto quello che aveva ingerito. Non poteva nutrirsi di cose haràm (illecite). Ecco il discorso di Omar al momento della sue elezione:

“O popolo! Voi avete dei diritti su di me, che potete sempre reclamare. Uno dei vostri diritti è che se qualcuno di voi viene da me con una lagnanza, andrà via solo dopo che la sua lagnanza abbia avuto soddisfazione. Un altro vostro diritto è che esigiate che io non prenda nulla che non mi spetti dall’entrata dello stato o dai bottini di guerra. Potete anche esigere che aumenti le vostre paghe e i vostri salari quando nelle casse del tesoro entri più denaro; e che rafforzi le frontiere e non vi esponga a rischi. E’ anche vostro diritto che se dovete andare in guerra io non vi impedisca di tornare a casa, e mentre voi siete lontani a combattere io mi prenda cura delle vostre famiglie come un padre”.

Omar era di un carattere forte e deciso, sua figlia Hafsah sposò il Profeta. Il Califfo si rifiutò di pregare in una chiesa per rispetto ai cristiani, perché se avesse pregato dentro, un giorno i musulmani sapendo che vi aveva pregato Omar, l’avrebbero tolta ai cristiani. Baciò alla Mecca la pietra nera dicendo:

“So che tu sei una pietra, e non sei né d’utilità né di danno; e se non avessi visto l’Inviato di Allah che ti baciava, non ti bacerei”.

Con lui molti si convertirono. Lo ammazzarono.  E’ stato per molto tempo giudice dell’Islam e conosceva molto bene il Corano.

da “Mondo Islam” n. 3