CON LA SCUSANTE DEL “DIRITTO DI SATIRA”

Di Mamdouh AbdEl Kawi Dello Russo

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Purtroppo sono anni che ci provano, ed ogni volta lo fanno prendendo di mira il simbolo dell’Islam: il Profeta Muhammad (pace e benedizione su di lui), con la scusante del “diritto di satira”, offendendo invece miliardi di musulmani sparsi per il mondo. Quando con delle vignette, quando con video o “filmetti” girati e montati tra l’altro malissimo, giusto per fare notizia, e provocare.
Diritto di satira? Io la chiamerei invece provocazione di pessimo gusto, e blasfemia, come le vignette di Charlie Hebdo, che fino a ieri non ne sapevo l’esistenza, come non avevo mai sentito il suo nome prima del suo assassinio, sono convinto che la maggior parte di voi non l’aveva sentito nominare prima del tragico evento.
Mi sono astenuto fino ad ora nel trattare questo argomento, persino su Facebook. Il mio account sul social-network tra l’altro l’ho disattivato il giorno dopo quella tragedia, non è stata questa la causa della mia decisione, e a questo punto, riflettendoci, penso di aver fatto bene, risparmiandomi i vari commenti e il grande caos.
Come ho riportato nell’Editoriale questo sarà, inshaAllah, l’ultimo numero di “Mondo Islam” e prima di chiudere non potevo astenermi nell’affrontare questo argomento.
Ho visto purtroppo le vignette su internet, non solo sono offensive per i musulmani, a mio avviso lo sono anche per i cristiani. Qui si tocca pure la cristianità: la trinità, il Papa, l’immacolata concezione ecc. Non sto qui a descrivervi cosa ho visto, lascio a voi immaginare… Ciò naturalmente non significa che sto giustificando l’assassinio, ma prendo le distanze anche da un certo tipo di “satira” che io non chiamerei nemmeno satira. La vera satira e tutt’altra cosa. Piuttosto prendete in giro qualcun altro, fate ironia su di me, su qualsiasi persona comune, su un politico, su un cantante, su un attore, su uno sportivo, ma non su un Profeta, indipendentemente dal fatto che crediate o meno in quel Profeta. Perché scomodare persino Dio, il Papa, Gesù, e sua madre Maria? Per noi musulmani è un’offesa fare satira anche su di loro.
Dopo l’assassinio del vignettista, l’indomani i giornali, internet e la Tv hanno cominciato a fare la loro parte. Si sa ormai quanto condizioni i cervelli della gente l’informazione diffusa dai mass media. Quindi via ai titoloni, alle interviste sulla Rai, Mediaset, ed altri canali Tv, persino le piccole emittenti private locali hanno dato spazio, in modo abbondante a quell’avvenimento. Subito il dito accusatorio puntato su tutti i musulmani, come se tutti fossero colpevoli di quanto successo. Appena capita qualcosa collegata in qualche modo all’Islam, la colpa la fanno ricadere su tutti coloro che appartengono a questa religione.
Quindi ti devi scusare, dissociare, fare manifestazioni in piazza, intervenire in Tv. È sufficiente? No!
Innumerevoli sono così le ospitate di musulmani nei vari canali Tv. Quello che ho visto in questi anni nei programmi? Musulmani che parlano male l’italiano, oppure lo parlano perfettamente, perché figli di immigrati, o convertiti all’Islam, a questo punto mancano due cose fondamentali: la profonda conoscenza dell’Islam, e il tempo a disposizione per parlare. Pochissimi sono gli interventi che ritengo validi.
Cosa accade in questi programmi? Musulmani buttati in pasto ai “leoni”, di fronte ai soliti politici anti-Islam, conduttori televisivi di parte, pubblico pagato e comandato seguendo un copione. Assistiamo alle solite scene, le stesse da anni ormai, le situazioni sono diverse: l’11 settembre 2001, il vignettista di turno, il terrorista di turno… Scene Tv che contribuiscono a far odiare ancora di più i musulmani, già alle prese con problemi vari, a questi se ne aggiungono altri: donne con il velo insultate per strada, alcune di queste si vedono strappare dal loro capo con prepotenza il velo, oppure si vedono sputare addosso, musulmani che non vengono assunti, oppure che perdono il lavoro dall’oggi al domani, e così via.
Per non parlare poi degli insulti che dobbiamo leggere su internet rivolti a noi solo perché musulmani [nel sito, sotto a questo articolo, sicuramente arriveranno valanghe di commenti negativi, che non pubblicherò, è già un avviso]. Sarebbe l’ideale invitare alle trasmissioni, non un musulmano, ma tre, e non tra il pubblico, ma seduti di fronte al conduttore. Tre musulmani preparati che possano rispondere a tutte le domande, mantenendo la calma, cosa non facile. La preparazione e la padronanza della lingua italiana è importantissima, dato che i musulmani che vengono invitati di solito non sono al corrente della scaletta del programma e se lo sono, c’è sempre qualche cambiamento improvviso.
Naturalmente i programmi in Tv adottano un metodo totalmente diverso da quello da me proposto in questo articolo, creando solo confusione. Sarà questo il vero intento, creare confusione? Tanti sono i musulmani che dicono agli altri musulmani che vanno in Tv “non bisogna partecipare a questi programmi”, a questo punto mi viene una domanda spontanea da fare: se nessuno vi partecipa chi potrà rispondere alle tante domande poste? Chi può spiegare che quanto riportano sull’Islam non corrisponde al vero? Credo ormai sia giusto parteciparvi, ma chi deve intervenire deve possedere i requisiti che ho riportato sopra.
Dovrebbero intervenire gli imam, sarebbe meglio, non certo noi persone comuni, ma questi imam sono davvero preparati? Parlano perfettamente l’italiano? Ed anche qui sarebbe da lavorarci sopra, con impegno.

Tratto da “Mondo Islam” n. 20