CORANO IN ITALIANO?

A cura di Amr Mohamed

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La Parola di Dio, il Corano appunto, è solo ed esclusivamente in lingua araba.

Da questa precisazione si elevano alcune considerazioni importanti legate a varie questioni come:

– La denominazione, infatti il termine “Corano” indica esclusivamente -come è stato già ricordato- la Parola di Dio con la sua identità divina, sia nella sua terminologia sia nei suoi significati, quindi perfetta e assoluta. Tutto ciò a differenza della traduzione che rappresenta invece la parola del traduttore, quindi d’identità umana, limitata e povera nella sua terminologia e nei significati compresi in questa terminologia, e ciò è dovuto sia dalla natura umana dell’autore sia dalla lingua diversa da quella araba.

– Il consenso di lettura, intendendo la possibilità o meno di leggere il Corano in stato d’impurità maggiore. Il Corano infatti non può essere recitato in stato d’impurità maggiore, a differenza della traduzione.

– La ricompensa, difatti leggendo il Corano, per ogni lettera si ottiene un’opera buona e ciascuna di questa è decupla (1=10), come disse il Profeta, che Allah lo elogi e lo preservi, a differenza della traduzione.

– La lettura durante la preghiera, che va eseguita solo con il Corano, che è esclusivamente in lingua araba, appunto.

– La protezione ottenuta grazie alla lettura. La lettura delle Parole di Dio rappresenta una prevenzione e cura dalle malattie, dal malocchio e dalla magia che potrebbero colpire l’individuo, che Iddio ci curi e ci preservi.

Come chiamarlo dunque?

È più opportuno quindi chiamarlo “traduzione dei significati coranici”, “traduzione interpretativa”, “esegesi del Corano in lingua italiana “, “tafsiir del Corano in lingua italiana”, “tafsir in italiano” o “tafsir di Piccardo” in riferimento alla copia più diffusa in lingua italiana ecc….

Non ho inteso fare un elenco completo di tutte le considerazioni possibili, bensì mi sono limitato a ricordare solo alcuni degli aspetti più rilevanti, in modo comunque semplice e alla portata di tutti, col permesso di Dio.

Tratto da “Mondo Islam” n. 17