DAL CRISTIANESIMO, ALL’EBRAISMO, ALL’ISLAM: LA MIA CONVERSIONE

Di Ibrahim Abramo

Sono entrato 15 anni orsono nell’Islam. Prima ero un fervente e assiduo cattolico che praticava la religione appresa da bambino quando da chierichetto andavo a servire la prima messa nella chiesa del mio paesello nativo. Sono cresciuto all’ombra del campanile ma non in modo bigotto. Ho potuto così cogliere tutti gli aspetti, come solo un bambino sa fare, di questa religione. L’oratorio era l’unico posto di svago “organizzato” che avevamo. Poi gli anni passarono ed io continuai a restare ancorato a questi principi facendo della religione sempre un punto di riferimento, soprattutto nel marasma degli anni della contestazione. I sani principi che mi avevano trasmesso i miei genitori con il loro esempio: il rispetto per il prossimo, la famiglia, l’onestà, il lavoro. Arrivò lo Tsunami dell’adolescenza e come tutti la sete del divertimento con i coetanei prese il soppravvento, pur continuando a frequentare gli ambienti della parrocchia. Lo studio, poi il lavoro. Alla fine una persona comincia a chiedersi “dove vado?”. Pur nella sofferenza e nelle contraddizioni che la religione cattolica mi dava, la ritenevo l’unica possibile risposta alle domande autentiche che ciascuno di noi si pone. Non riuscivo a vedere alternative. Decisi allora di impegnarmi ancora di più nello studio della Bibbia e nella frequenza alle attività parrocchiali, decanato, ecc. Con la segreta speranza che il mio impegno avrebbe portato i risultati sperati. Furono anni, per dirla alla Leopardi, di studio matto e disperatissimo. Lungi da me l’idea di farmi prete comunque…. Poi arrivò quello che potrei definire l’inizio della svolta: un pellegrinaggio in Terra Santa. Per me fu come atterrare su un altro pianeta. La terra dove aveva parlato, camminato, vissuto Gesù (pace su di lui): Nazareth, Cafarnao, il lago di Tiberiade, la Galilea, la Giudea, la Samaria, la città di Davide (pace su di lui) Betlemme, tutti i luoghi e la storia sacra, infine Gerusalemme. Il calvario, la roccia del sacrificio. “E ora i nostri piedi si fermano alle tue porte: Gerusalemme è costruita come città salda e compatta. Lì salgono le tribù. Le tribù di Israele per lodare il nome del Signore”. (salmo di Davide). Fu amore a prima vista! Capitarono in seguito dei fatti che rafforzarono ancora di più questo legame. Nel frattempo le mie granitiche certezze sulla mia religione cominciarono a vacillare… Troppe contraddizioni nella dottrina cristiana venivano ancora di più accentuate dalla presa di coscienza dell’ebraismo, tantè che escludevo l’ Islam a priori dal confronto religioso, ritenendolo non adatto per la mia mentalità occidentale che vedeva il mondo arabo come un ostacolo insormontabile, per mentalità e abitudini di vita. L’ultimo pensiero era quello di diventare musulmano: me ne guardavo bene talmente invalicabili ritenevo le differenze. Per diverso tempo il contenzioso cristianesimo , l’ebraismo occupò gran parte delle mie riflessioni. L’unicità di Dio. Le sinagoghe spoglie senza orpelli, la Torah di Mosè (pace su di lui), i rabbini ortodossi che pregavano al muro del pianto del tempio di Salomone (pace su di lui), innescarono una crisi profonda con la religione cattolica che praticavo in modo sempre meno convinto. Poi anche con l’ebraismo i conti non quadravano. Se un merito era quello di riportare il tutto alle origini, togliendo in un colpo solo tutta la stratificazione cultuale degli ultimi due millenni. Oltre questo però null’altro. L’idea che per pregare Dio dovevi appartenere alla razza ebraica escludeva noi poveri mortali dall’essere ammessi al cospetto della divinità. Quale più grande tragedia per un uomo non poter far parte di cotanto consesso. E passai un certo periodo che ci rimasi molto male. È a quel punto che l’Islam incontrò me! E come sarebbe stato possibile altrimenti?! Se 2+2 fa quattro, allora l’unica cosa che rimaneva da sondare era l’Islam, haimè nonostante i pregiudizi che mi ero fatto più sulle persone, che sulla religione che non conoscevo affatto e che non volevo conoscere: i pregiudizi sulle persone erano quanto mai fondati anche alla luce di quello che mi è capitato! Su questo però sorvoliamo. Acquistai per la prima volta in vita mia la traduzione in italiano del Corano in modo del tutto casuale avendolo visto sullo scaffale. Ero scettico. Cominciai a leggerlo e a sfogliarlo per sommi capi. Ci capivo poco, mi sembravano cose scollegate abituato com’ero alla narrazione Biblica e dei Vangeli. Ho pensato al disordine del mondo arabo…….! Però mi colpì una frase di un versetto, là dove si diceva che Abramo (pace su di lui) era un Hanifa, cioè un vero adoratore del Dio Unico. Capii pur con molta ritrosia, che questa era la strada che dovevo percorrere. Adesso non sto a narrare tutti i passaggi della mia conversione all’Islam, è piuttosto lunga la storia, di certo posso affermare che non è stata tutta rose e fiori. Posso assicurare però che ho trovato l’approdo definitivo. Un libro, il Corano che è una Guida per i timorati, sicura e chiara, dove non ci sono dubbi. Una religione che rende la persona pienamente appagata, perchè se la pratichi hai la certezza di tributare a Dio, l’unico culto che Lui accetta. E questo sulla scorta dell’insegnamento di tutti i profeti a cominciare da Abramo (as) fino Muhammad (pace e benedizione su di lui) .

Tratto da “Mondo Islam” n. 9