DEDICATO AGLI PSEUDO SALAFITI E NON SOLO

dedicato agli pseudo salafiti

Spesso sentiamo citare nomi come ibn Taymiyya, Al Albani ecc, senza conoscere la loro storia, cosa hanno fatto nella vita, qual’è il loro contributo nell’Islam?

Sheikh Ibn Taymiyya

Il nome vero di Sheikh ibn Taymiyya (che Allah abbia misericordia di lui) è Ahmad ibn ‘Abdul-Halim ibn’ Abdus Salam. Nacque a Harran, nello Sham, nell’anno 661dell’ Egira, 1263 dell’era cristiana, il decimo o il dodicesimo del mese Rabi ‘al-Awwal, e morì il 26 settembre del 1328 (era cristiana) a Damasco, in Siria.

Ibn Taymiyya acquisì una vasta conoscenza dell’Islam sin da giovanissimo, basandosi sul Sacro Corano, sugli hadith del Profeta Muhammad (pace e benedizione su di lui), giurisprudenza (fiqh), teologia dogmatica (kalâm), teologia, ecc. Era un teologo, perseguitato durante la sua vita. Nel 1293 entrò in conflitto con le autorità locali per aver contestato una frase contro il nostro Profeta (pace e benedizione su di lui) detta da un cristiano.

Nel corso degli anni ibn Taymiyya si impegnò intensamente in una questione piuttosto polemica contro i Kasrawan sciiti in Libano, i Rifa’iyah, una confraternita religiosa sufi che insegnò ai seguaci che il Creatore e il creato diventano tutt’uno, sembrerebbe che questa scuola sia nata dalla dottrina di ibn al-‘Arabî, morto nel 1240. Nel 1306 circa, fu accusato di antropomorfismo [attribuire caratteristiche umane ad Allah] ed imprigionato per ben 18 mesi, due anni dopo fu di nuovo imprigionato per aver denunciato il culto dei sufi per i santi, in contrasto con la shari’ah, fu mandato ad Alessandria in Egitto, agli arresti domiciliari. Nel 1313 lasciò l’Egitto, per Damasco, dove trascorse gli ultimi 15 anni della sua vita. Promosso al rango di maestro di scuola, raccolse intorno a sé una cerchia di discepoli di ogni classe sociale. Il più famoso di questi è ibn Qayyim al-Jawziyya, morto nel 1350.

Accusato di sostenere una dottrina che ridurrebbe la facilità per un musulmano di rinnegare sua moglie, per poi divorziare, ibn Taymiyya fu così incarcerato a Damasco nel 1320, per un anno. Morì in carcere, privato dei suoi libri e materiali per la scrittura. La sua tomba esiste ancora oggi.

Tra i tanti libri di Ibn Taymiyya, oltre alle innumerevoli fatwe il suo “As-Siya-sat ash-shar’iyah” sulle questioni giuridiche, “Minhaj as-Sunnah” che significa “La Via della Tradizione”, è la più ricca opera di teologia. Seguono: “Fatawa al Kubra”, “Fatawa al Masriyya” , “Gli amici di Allah e gli amici dello Shaitan” e “Il Libro della Fede”.

Tra i suoi insegnanti:

Abu’l-‘Abbas Ahmad ibn ‘Abd ad-Da’im al-Maqdasi

Abu Nasr ‘Abdul-‘Aziz ibn ‘Abdul-Mun’im

Abu Muhammad Isma’il ibn Ibrahim at-Tanukhi

Al-Manja ibn ‘Uthman at-Tanukhi ad-Dimashqi

Abu’l-‘Abbas al-Mu’ammil ibn Muhammad al-Balisi

Abu ‘Abdullah Muhammad ibn Abi Bakr ibn Sulayman al-‘Amiri

Abu’l-Faraj ‘Abdur-Rahman ibn Sulayman al-Baghdadi

Sharaf ad-Din al-Maqdasi, Ahmad ibn Ahmad ash-Shafi’i

Muhammad ibn ‘Abdul-Qawi al-Maqdasi

Taqi ad-Din al-Wasiti, Ibrahim ibn ‘Ali as-Salihi al-Hanbali

Sitt ad-Dar bint ‘Abdus-Salam ibn Taymiyyah

Le fonti di ibn Taymiyya sono il Corano e la Sunna. Ibn Taymiyya ha voluto descrivere Dio come è descritto nel Corano e dal Profeta nella Sunnah, che lo portò a schierarsi con scuole teologiche in disaccordo. Questa posizione è stato il punto di partenza per una critica, spesso condotta con argomenti molto sottili, sulle idee di tali teologi come al-Ash’ari o Fakhr ad-Din ar-Razi, filosofi come Avicenna e Averroè, o mistici come ibn al-‘Arabî. Anche se ibn Taymiyya aveva numerosi avversari politici e religiosi nel suo tempo, ha fortemente influenzato l’Islam moderno per gli ultimi due secoli. Muhammad ibn ‘Abd al-Wahhab, morto nel 1792, fu ispirato dagli scritti di ibn Taymiyya.

Ibn Taymiyya era un seguace della scuola Hanbali, secondo alcune fonti appena vent’enne fu riconosciuto come capo della Scuola hanbalita da tutti i principali studiosi hanbaliti. La scuola era lontana dalle innovazioni e deviazioni. Ibn Taymiyya iniziò una rivoluzione. Era stanco di tutte le innovazioni e deviazioni. Tra i quattro più amati dai salafiti odierni [ Al Albani, Al Uthaymìn, bin Baz], sheikh ibn Taymiyya è meno contemporaneo, poiché visse tra il 1200 e il 1300, gli altri tre hanno lasciato questa vita in tempi più recenti, tra il 1999 e il 2001. Per questo motivo non si comprende il comportamento di certi salafiti odierni o pseudo-salafiti, che seguono ciecamente questi quattro shiukh – seppur validi ma arrivati molto dopo- evitando sapienti altrettanto validi come i quattro imam delle scuole di Fiqh: Abu Hanifa, Malik, Shafa’i e ibn Hanbal (che Allah abbia misericordia di tutti loro).

Sheikh Al Albani

Vero nome Muhammad Nasiruddin, nacque nel 1332 dell’Egira (1914 d.C.) ad Ashkodera – o Shkoder, Shkodra, Scutari-, all’epoca capitale dell’Albania.

Sheikh Al Albani (che Allah abbia misericordia di lui) nacque da una famiglia molto povera, suo padre Nooh Najaatee al-Albani era tra i più grandi studiosi della scuola hanafi ed insegnò al figlio l’Islam e il mestiere dell’orologiaio. L’Albania ormai stava diventando sempre più un paese laico, che opprimeva e perseguitava i musulmani, così l’intera famiglia si trasferì nello Shaam, a Damasco, in Siria.

Il giovane Al Albani imparò il Sacro Corano, diventò un Muhaddith (studioso di hadith), studioso di Fiqh e si trasferì anni dopo ad Amman, in Giordania, dove ricoprì il ruolo di insegnante. Iniziò a scrivere libri, uno fra i primi che scrisse era sul Fiqh. Al Albani fu invitato da molte università islamiche, si specializzò nel campo degli hadith. Questo lo portò ad allontanarsi nel seguire ciecamente un madhab e si allontanò così dalla scuola hanafi. Questo gli procurò diversi problemi con gli shiukh locali e molte antipatie, soprattutto tra i sufi che l’avevano nominato ‘Wahabita deviato’. Il suo scopo era quello di promuovere il Tawhid e la Sunnah. Diventato ormai noto, Al Albani fu scelto dall’Università di Medina per insegnare gli hadith del Profeta Muhammad (pace e benedizione su di lui). Lasciò la bottega nelle mani del fratello, per dedicarsi sempre più all’Islam. Girò il mondo per fare Da’wah e per tenere delle conferenze, si spostava spesso tra la Siria e la Giordania.

Fra i suoi più grandi estimatori: sheikh bin Baaz, sheikh Abdul Aziz al Hudda che lo definì “l’oceano della conoscenza”, lo sheikh Muhammad ibn Ibrahim, che disse di lui: “E’ il sostenitore della Sunnah, della verità e contro la gente della menzogna”, lo sheikh Al Uthaymin disse di lui: “Seguiva seriamente la Sunnah e lottava contro le innovazioni. Aveva una grandissima conoscenza di hadith”.

Ha guadagnato negli anni una grandissima fama, notorietà in tutte le parti del mondo, diventando così una persona molto amata dai musulmani ed anche odiata. Ha cercato di rimanere umile, come è sempre stato, ripetendo spesso la frase “L’amore per la fama romperà la schiena”.

Disse: “in verità il migliore discorso è il discorso di Allah e la migliore guida è la guida del Profeta Muhammad (pace e benedizione su di lui). E le peggiori cose sono le nuove materie inventate, ed ogni nuova materia inventata è un’ innovazione. Ogni innovazione è smarrimento, ed ogni smarrimento è nel fuoco dell’Inferno”.

Ripeteva anche le parole del Califfo Abu Bakr (che Allah sia soddisfatto di lui): “O Allah, non ritenermi responsabile per ciò che essi dicono, rendimi migliore di quello che pensano di me e perdonami per ciò che non sanno”. Ed aggiunse: “E’ la verità, ed io dico la verità, che non sono la persona che è stata descritta, sono soltanto uno studente di Conoscenza. Nient’altro”.

Lasciò questa vita il 22 di Jumaada Thaaniyah, del 1420 dell’ Egira,  il 2 ottobre del 1999. Pregarono per lui cinquemila persone.

Vi riportiamo alcuni titoli dei suoi libri:

At-Targhib wa’t-Tarhib (Volumi 1–4)

At-Tasfiyah wa’t-Tarbiya

Irwa al-Ghalil (Volumi 1–9)

Sahih wa Da’if Sunan Abu Dawood (Volumi 1–4)

Sahih wa Da’if Sunan at-Tirmidhi (Volumi 1–4)

Sahih wa Da’if Sunan ibn Majah (Volumi 1–4)

Al-Aqidah at-Tahawiyyah Sharh wa Ta’liq

La differenza tra sheikh Al Albani e gli pseudo-salafiti di oggi

Su sheikh Al Albani (1914/ 1999) si è detto molto negli ultimi decenni, in bene e in male. Hanno scritto articoli su di lui, libri che si possono scaricare anche da internet gratuitamente, in tutte le lingue, soprattutto in arabo, inglese e in albanese, sua lingua madre.

È stato definito tra i più grandi sapienti del nostro secolo da seguire, ha scoperto più di 5 mila hadith deboli -ciò non significa che siano hadith falsi-. Era specializzato in hadith e Fiqh, ed ha trattato argomenti come lo shirk, l’Aqidah ecc. Le sue opere sono più di un centinaio, la maggior parte libri sugli hadith e sulle scienze. Smise di seguire la scuola hanafi tanto amata dal padre, il suo timore era quello di seguire cecamente una scuola, un imam. Era una persona molto umile, disse in un incontro: “sono soltanto uno studente di Conoscenza. Nient’altro”. Secondo certe fonti era un autodidatta, aveva imparato quasi tutto da solo senza ottenere alcuna qualifica. Anche lui non è esente da errori, ne hanno trovati più di 50, ma non è questo l’argomento che affronterò in questo articolo, ed Allah ne sa di più.

Personalmente non ho nulla contro di lui, che Allah lo ricompensi per le cose belle che ha fatto, e lo perdoni per i suoi sbagli, ma mi infastidisce il comportamento di certi suoi seguaci, soprattutto di quelli più giovani, che con arroganza giudicano gli altri, spargendo Fitnah su internet. Sono gli pseudo-salafiti di oggi, che non hanno nulla a che fare con i salaf pii predecessori [le prime tre generazioni di musulmani]. Hanno creato una specie di quinta madhab, scuola di Fiqh, che esclude e critica fortemente tutti gli imam, compreso i quattro più noti -Hanafi, Maliki, Shafa’i e ibn Hanbal-. Gli unici secondo loro da seguire sono i quattro: Al Albani, ibn Taymiyya, Al Uthaymin e bin Baz, arrivati molto dopo dei quattro imam di Fiqh, tutti gli altri  sono deviati – sempre secondo loro-, astaghfarullah.

Criticano tutto e tutti nei vari social network, nei siti web ecc. Mancano di umiltà, allontanandosi così dal comportamento di sheikh Al Albani, da loro tanto amato e preso come modello da seguire.

Un musulmano deve seguire per forza sheikh Al Albani -in fatto di Fiqh- per essere un buon muslim? È questa la domanda posta anche nel sito islamqa.info

Sheikh al Munajjid risponde:

“Non sappiamo nulla di Shaykh al-Albani (che Allah abbia misericordia di lui) se non che era uno degli studiosi di primo piano nel campo della ijtihad e fatwa. È uno degli imam della nostra era in questo senso. I suoi libri, cassette e halaqah testimoniano questo. Gli imam di fatwa e ijtihad elogiano la sua conoscenza e prendono lui come riferimento, citando le sue parole. Colui che dice che era un Muhaddith ma non un Faqeeh si sbaglia. Piuttosto era un Faqeeh esperto… Non si sa su quali principi si basava la sua conoscenza dell’Islam, piuttosto ha seguito lo stesso percorso degli imam fra i salaf giusti…”

“Shaykh al-Albani (che Allah abbia misericordia di lui) era un essere umano, che ha fatto cose buone e commesso degli errori. Nessuno deve credere che le sue parole siano infallibili”

“Non è ammissibile per ogni seguace di Shaykh al-Albani continuare a seguire l’opinione dello shaykh, quando il parere di un altro studioso è più forte; piuttosto egli deve seguire la verità ovunque essa sia”.

“Il semplice musulmano che si impegna a seguire Shaykh al-Albani (che Allah abbia misericordia di lui), o qualsiasi altro studioso del passato o del presente, non deve emettere fatwe o discutere con gli altri”.

“non è consentito a nessuno seguire ciecamente Shaykh al-Albani o chiunque altro”.

Gli studiosi del Comitato delle fatwe hanno detto di Shaykh al-Albani:

“Quest’uomo è a noi noto per la sua conoscenza e la virtù, la sua dedizione al servizio della Sunnah e il suo sostegno agli Ahl al-Sunnah wa’l-Jama’ah, tenendoli in guardia dal seguire ciecamente [qualcosa e qualcuno]. I suoi libri sono molto utili, ma come qualsiasi altro studioso non è infallibile; commette errori e fa cose giuste”.

Sheikh Al Uthaymìn

Sheikh Muhammad ibn al Uthaymin, nome completo: Abu ‘Abd Allah Muhammad ibn Saalih ibn Muhammad ibn al-Uthaymin at-Tamimi an-Najdi. Nacque nel 1929 ( o nel 1925) nella città di Unayzah, nella provincia di Al-Qasim, in Arabia Saudita, da una famiglia religiosa.

Memorizzò il Sacro Corano e studiò altri libri di testo letterario all’età di 14 anni, tramite suo nonno ed altri studiosi. Tra i suoi insegnanti: Abd ar-Rahman as-Saa’di, Muhammad Ash-Shanqeeti ed Abd al Aziz Ibn Baz. Al Uthaymin, svolse gli studi alla Grande Moschea di Unayzah, dove studiò scienze come il monoteismo, la tradizione profetica, giurisprudenza, grammatica della lingua araba, la morfologia e la matematica. Lesse il “Sahih” di Al-Bukhari, diverse opere di ibn Taymiyya ed altri libri di giurisprudenza. Nel 1952, Al Uthaymin iniziò ad insegnare nella Grande Moschea nel momento in cui gli istituti scientifici erano aperti nella città di Riyadh. Di conseguenza, completò gli studi nel 1953. Dopo due anni si laureò e cominciò ad insegnare nell’Istituto Scientifico di Unayzah, mentre studiava presso la Facoltà di Giurisprudenza. Fu nominato imam della Grande Moschea in Unayzah e poi insegnò nella Libreria Nazionale di Unayzah nel 1957. Le sue lezioni comprendevano vari argomenti, tra i quali l’Aqidah, Fiqh, Hadith, Tafsir. Al Uthaymin era noto per la sua semplicità e per la sua modestia Nel 1978 si trasferì per insegnare nella facoltà di legge all’Università Islamica di Muhammad ibn Saud ad Al-Qasim.

Insegnò anche alla Moschea al-Haram di Mecca ed anche nella Moschea del Profeta Muhammad (pace e benedizione su di lui) a Medina, durante il pellegrinaggio e nel mese sacro di Ramadan dal 1982.

Tra le altre posizioni: membro del Comitato degli studiosi nel 1987, membro del Consiglio scientifico presso l’Università islamica dell’ Imam Muhammad ibn Saud, dal 1969 al 1980 e presidente della Unayzah Charity per la memorizzazione del Sacro Corano, nel 1985. Al Uthaymin è considerato uno tra i più importanti studiosi del 20° secolo. Per più di 50 anni si impegnò duramente per diffondere la scienza, insegnando, partecipando a conferenze. E’ l’autore di più di 40 libri sulle diverse scienze islamiche, tra cui Tafsir (interpretazione del Sacro Corano), il monoteismo e fatwa (sentenze o decreti islamici).

Ha scritto il suo primo libro nel 1962 dal titolo “Spiegazione di una sintesi di Al-Aqidah Al-Hamawiyya di ibn Taymiyya”. Il suo libro intitolato “Tafseer Ayat al-Kursi” (Una spiegazione di Aayat al-Kursi) descrive la più grande aayah (versetto) nel Sacro Corano. Tra gli altri suoi libri pubblicati: “Verdetti islamici sui pilastri dell’Islam”, “Il sussurro di Satana e la sua cura”, “Morte e Resurrezione”, “I frutti della taqwa”,” Come acquisire buone maniere “.

Al Uthaymin ha lasciato questa vita il 10 gennaio 2001 nella città di Jeddah, all’età di 74 anni. E’ stato sepolto alla Mecca. Al suo funerale parteciparono circa 500 mila persone provenienti da diverse parti del Regno.

Vi riportiamo alcuni titoli dei sui libri:

Tafsir Ayat al-Kursi

Tafsir Juz Amma

Tafsir Surah al-Baqarah

Tafsir Surah al-Kahf

Aqeedah Ahlus-Sunnah wal-Jamaa’ah

Sheikh bin Baz

Sheikh bin Baz (che Allah abbia misericordia di lui) visse con la madre, poiché il padre morì quando bin Baz aveva solo 3 anni. È stata la madre ad incoraggiarlo a studiare la Shari’a. Studiò anche il Sacro Corano, gli hadith, Fiqh e Tafsir, diventò col tempo un Gran Mufti dell’Arabia Saudita, emise un gran numero di Fatawa [plu. di Fatwa].

Conosciamolo meglio. Nome completo: ‘Abd al- Aziz ibn ‘AbdAllah ibn Baz, nacque a Riyad il 21 novembre del 1910 (1330 dell’ Egira) e morì a Mecca il 13 maggio del 1999 (1420 dell’ Egira).

Dopo aver memorizzato l’intero Corano, sheikh bin Baz continuò a studiare le altre scienze islamiche sotto molti studiosi di Ryadh, tra questi:

  1. Shaikh Muhammad bin ‘Abdil-Lateef Aali Shaikh, il pronipote dell’Imam Muhammad bin ‘Abdil-Wahhaab,
  2. Shaikh Saalih bin ‘Abdil-‘Azeez Aali Shaikh, il pronipote dell’Imam Muhammad bin ‘Abdil-Wahhaab giudice e capo di Riyadh,
  3. Shaikh Sa’ad bin Hamad Al-‘Ateeq, giudice di Riyadh,
  4. Shaikh Hamad bin Faaris, vice cancelliere del Tesoro di Riyadh,
  5. Shaikh Sa’ad Waqqaas Al-Bukhaaree, tra gli studiosi di Mecca che ha imparato la scienza del Tajweed dal 1355 dell’Egira,
  6. Shaikh Muhammad bin Ibrahim Aali Shaikh, ex capo mufti del Regno dell’Arabia Saudita. Ha frequentato i suoi circoli di studio per circa dieci anni, imparando tutte le scienze islamiche da lui, dal 1347 al 1357 dell’Egira, quando il suo insegnante lo ha nominato giudice.

Sheikh bin Baz, venne nominato giudice del distretto di Kharj, incarico che accettò a malincuore perché costretto. Non aveva alcuna ambizione, nessun attaccamento alle cose materiali e ai vari ruoli di prestigio, a lui interessava solo acquisire conoscenza dell’Islam, e questo non può che essere positivo per un musulmano. Tuttavia svolgeva bene il suo compito nel ruolo di giudice, poiché giudicava il suo popolo con giustizia e bontà. Ricoprì questo ruolo per ben quattordici anni.

Sheikh bin Baz era noto in tutto il mondo islamico per le sue Fatawa e per i suoi libri.

Tra i suoi libri più noti:

“L’obbligo di seguire la Sunnah”

“L’attacco ideologico”

“La vita e chiamata  dell’Imam Muhammad bin ‘Abdil-Wahhaab”

“Tre trattati sulla preghiera”

“Le lezioni importanti per la Ummah musulmana”

“Due saggi sul digiuno e sulla Zakaat”

“La sentenza sulle Foto”

“La sentenza sul festeggiare il compleanno del Profeta”

“Un avvertimento contro le innovazioni”

Ha insegnato anche presso l’Istituto d’istruzione di Ryadh e nel collegio sulla Shari’a, è stato vice-rettore dell’Università islamica di Medina, per poi diventare rettore, capo del consiglio per la ricerca islamica, capo mufti dell’Arabia Saudita ecc.

Sheikh Al Uthaymìn è stato tra i suoi studenti. Quindi in fatto di sapienza il primo fra tutti è stato ibn Taymiyya, seguito da bin Baz, da Al Uthaymìn per finire con Al Albani, inshaAllah.

Anche sheikh Al Fawzan era tra i suoi allievi. Sheikh bin Baz era umile, buono e generoso con la gente. Quando aveva 16 anni cominciò a perdere la vista a causa di una grave infezione agli occhi, a 40 anni diventò cieco, nonostante questo aveva memorizzato cose fondamentali come un numero infinito di hadith. Morì a 89 anni per insufficienza cardiaca alcuni mesi prima di sheikh Al Albani (che Allah abbia misericordia di loro).

Mamdouh AbdEl Kawi Dello Russo

Tratto da “Mondo Islam Magazine” n. 22

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