DUE PESI, DUE MISURE

Premesso che questo non è un articolo che vuole spingere il lettore al razzismo –come potremmo, visto il nostro amore per il mondo etnico? nell’Islam tra l’altro il razzismo è vietato- , bensì vuole far riflettere su certe questioni. Come è ben noto, molti stranieri svolgono in Italia lavori in nero, sottopagati, in questo modo contribuiscono a far aumentare a macchia d’olio le attività di italiani che assumono stranieri senza previdenza per pochi soldi, escludendo così i tantissimi italiani disoccupati che sono a casa senza lavoro. È tutto un mercato marcio, di una società sporca e corrotta, che contribuisce a far crescere la disoccupazione. Spesso ci siamo sentiti dire proprio da stranieri “Non è possibile che non riusciate a trovare lavoro, siete italiani”, la nostra risposta: “Proprio perché siamo italiani che non ci assumono”. È questa la società di oggi. O rimani a casa senza un lavoro per mesi, se non addirittura per anni, o trovi un’occupazione a condizione che ti fai sfruttare, producendo il più possibile, facendo più cose nello stesso ambiente lavorativo – perché il titolare vuole risparmiare- , e per giunta sottopagato. Quando poi non va peggio e il titolare, approfittando del lavoro saltuario in nero,  scompare senza pagare, una cattiva usanza purtroppo diffusasi ultimamente. Usanza tra l’altro adottata anche da musulmani purtroppo, ignorando o fingendo di ignorare che è vietato tutto questo nell’Islam! Io stesso purtroppo sono stato protagonista, mio malgrado, di datori di lavoro –anche musulmani- che mi hanno sfruttato, spremuto come un limone fino all’ultima goccia, maltrattato, denigrato, sottopagato e addirittura costretto al licenziamento da loro stessi, per il loro comportamento scorretto! Datori di lavoro abituati alla menzogna, che mentono con naturalezza come se niente fosse e che usano anche la religione (l’Islam) come facciata …. Ma ripeto sempre che la vita è un boomerang e che ad Allah nulla sfugge! Abbiamo visto stranieri svolgere lavori che potrebbero fare benissimo anche italiani come: il portinaio nei palazzi, le pulizie, il barista, il cameriere, la sicurezza in strutture come centri commerciali e negozi, o altro. È giusto che assumano stranieri, ma prima non dimenticatevi dei tantissimi italiani che non riescono a trovare un lavoro! Non vogliamo generalizzare, ma a volte capita che il lavoratore straniero (ma anche italiano) assunto fisso, protetto da qualcuno e strapagato, diventa strafottente ben sapendo che non potrà essere licenziato; abbiamo visto di persona casi simili. Per quanto riguarda il lavoro in nero la colpa non è solo di chi assume, ma anche del lavoratore – straniero e non- che accetta pur di lavorare, contribuendo così a fare crescere il lavoro in nero e lo sfruttamento. Per quanto riguarda lo straniero, spesso accetta il lavoro in nero perché convinto di rimanere in Italia per poco tempo, lo scopo è quello di guadagnare il più possibile, non importa se in regola o in nero, l’importante è il guadagno che serve per la famiglia –in Italia o rimasta all’estero-, non sono interessati ai contributi per la pensione. Per noi italiani il discorso cambia, cosa faremo da anziani? Chi ci manterrà in futuro senza una pensione, lo Stato?

È tutto il sistema che deve cambiare e comunque sia, come dice il titolo, qui si hanno due pesi, due misure.  Tratto da “Nuovi Etnomondi” n. 37 e “Mondo Islam Magazine” n. 23

Mamdouh AbdEl Kawi Dello Russo