EID MUBARAK! FESTA DEL SACRIFICIO

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Assalamu aleikum, oggi 12 settembre è il giorno della festa del sacrificio. EID MUBARAK  a tutti.

Quì sotto la kutbah della moschea di Voghera sulla festa del sacrificio.

La lode appartiene ad Allah e a Lui appartiene tutto ciò che c’è nei cieli e sulla terra. Il Saggio, Il conoscitore di ogni cosa.

Testimonio che non c’è divinità all’infuori di Allah e testimonio che Muhammad è Suo servo e Messaggero.

Cari fratelli e sorelle in Allah, i nostri migliori auguri per la festa del sacrificio, festa che ci ricorda la storia del padre dei Profeti ovvero il Profeta Abramo (la pace sia su di lui), l’amico di Allah.

Ricordiamo cosa disse Abramo nel nobile Corano affermando il puro monoteismo: “In tutta sincerità rivolgo il mio volto verso Colui Che ha creato i cieli e la terra: e non sono tra coloro che associano”. (Sura al An’am, v. 79)

Questa festa ci ricorda quando Abramo distrusse gli idoli che venivano adorati all’infuori di Allah, chiamando il suo popolo alla verità invitandoli ad adorare Allah unicamente, ma questi rifiutarono decidendo di bruciare vivo il Profeta di Allah: (gli idolatri) “Dissero: “Bruciatelo e andate in aiuto dei vostri dèi, se siete [in grado] di farlo” (Al Anbiya, v. 68)

Abramo rispose: “Mi basta Allah e a Lui mi affido totalmente”. Allah così lo salvò dal fuoco dandogli pace e frescura.

Questa festa ci ricorda Abramo quando emigrò per ordine di Allah e Lo invocò affinché gli donasse un figlio, Allah lo ascoltò ed esaudì le sue preghiere donandogli Ismaele: “Signore, donami un [figlio] devoto”. (Assaffat, v. 100)

Ricordiamo quando Abramo abbandonò la moglie Hajar con il figlio neonato Ismaele nel luogo desertico della Mecca, Hajar chiese ad Abramo il motivo per il quale li lasciò in quel posto, ma non le rispose nonostante ripeté la domanda più di una volta senza ricevere risposte. Poi chiese ad Abramo: “È Allah che te lo ha ordinato?” Abramo rispose: “Sì”. Hajar disse: “Allah non ci abbandonerà”.

Da questo esempio possiamo capire che l’essere umano che cerca la forza si affida ad Allah in modo assoluto e quindi la sua fede è sincera, questo non significa che il credente rimane fermo a guardare o ad aspettare la sussistenza o un cambiamento da parte di Allah, ma al contrario deve essere dinamico e cercare il cambiamento lasciando il risultato finale alla volontà del Signore, come l’esempio  di Hajar che da sola con figlio Ismaele in braccio cominciò a correre tra le colline di Safa e Marwa per cercare l’acqua per il figlio finché Allah facilitò la fuoriuscita  dell’acqua del pozzo di Zamzam da cui poterono bere.

Oltre questo, quando Allah mise alla prova Abramo e suo figlio in cui sognava di sacrificarlo, si sottomisero alla volontà di Allah: Poi, quando raggiunse l’età per accompagnare [suo padre questi] gli disse: “Figlio mio, mi sono visto in sogno mentre ti sacrifico. Dimmi cosa ne pensi”. Rispose: “Padre mio, fai quel che ti è stato ordinato: se Allah vuole, sarò paziente”. (Assaffat, v. 102)

Per cui entrambi obbedirono ad Allah superando questa grande prova di fede e Allah salvò Ismaele dal sacrificio sostituendolo con un montone per cui dice Allah: Quando poi entrambi si sottomisero, e lo ebbe disteso con la fronte a terra, Noi lo chiamammo: “O Abramo, hai realizzato il sogno. Così Noi ricompensiamo quelli che fanno il bene. Questa è davvero una prova evidente”. E lo riscattammo con un sacrificio generoso”. (Assaffat, vv. 103-107)

Perciò da questo esempio ricordiamo che tutti noi musulmani siamo messi alla prova in questa vita e che dopo ogni difficoltà verrà il successo con il permesso di Allah l’Altissimo.

Voghera, Lunedì  12  Settembre 2016/ 10 Dhul Hijja 1437