EMIGRARE PER VIVERE L’ISLAM

Nei paesi non musulmani ci sono mille impedimenti, tantissimi ostacoli per poter vivere la propria fede (l’Islam) in pace. Mi riferisco alle preghiere obbligatorie, all’essere derisi, maltrattati, all’impedimento della costruzione dei luoghi di culto (moschee), di scuole per poter insegnare ai bambini la lingua araba e il Corano…

Nei paesi di prevalenza musulmana prevale il disordine, la corruzione, la menzogna, la miseria, in certi paesi arabi sei addirittura ostacolato se cerchi di vivere l’Islam seguendo la Sunnah del Profeta Muhammad (che Allah lo elogi e lo preservi) e deriso dagli stessi musulmani, o meglio, da certi musulmani. Però ci sono le moschee, si può pregare in orario, c’è l’Adhan, senza dover ricorrere al cellulare o ai foglietti con riportato gli orari delle preghiere.

Insomma, la perfezione non esiste da nessuna parte in questo mondo che va sempre verso il peggio, l’importante però è emigrare nel posto che per noi è un po’ meno peggio.

Il Profeta Muhammad (che Allah lo elogi e lo preservi) disse:

« L’emigrazione [Al Hijra] non finirà fino a quando finirà il pentimento, e il pentimento non cesserà fino a  quando si alzerà il sole ad Occidente». Riportato da Ahmad

Lo stesso Profeta (che Allah lo elogi e lo preservi) emigrò con i musulmani da Mecca, quando erano perseguitati dai Quraysh (coreisciti) e si rifugiarono presso i cristiani in Etiopia chiedendo protezione al loro re Negus, che li accolse pacificamente. – vedi “Mondo Islam” n. 1, settembre 2010, articolo “I musulmani in Etiopia”-.

Molti musulmani di oggi lasciano il loro paese per emigrare in occidente. Scappano dalle guerre, dalla povertà, solo che in molti paesi vengono respinti a causa del terrorismo scambiato per Islam.

Mamdouh AbdEl Kawi Dello Russo

Tratto da “Mondo Islam Magazine” n. 24