GLI ALTRI SIAMO NOI

Di Mamdouh AbdEl Kawi Dello Russo

Venti anni fa c’era una canzone che parlava di solidarietà verso il prossimo, dei mali del mondo e dei sensi di colpa verso chi soffre, si intitolava proprio “Gli altri siamo noi”. Ciò significa che non possiamo fingere, far finta che tutto va bene tanto chi soffre non è vicino a noi. Il male degli altri, dei nostri fratelli musulmani e non, ci riguarda. L’indomani dell’11 Settembre 2001 lo slogan era “siamo tutti americani” ricordate? Ogni anno quando si ricorda la Shoa si sente ripetere spesso “siamo tutti israeliani”, non sento mai dire però “siamo tutti libici”, “siamo tutti yemeniti, siriani, palestinesi ecc…” . Come possiamo rimanere indifferenti di fronte al dolore dei nostri fratelli nel mondo? Recentemente ho visto un video straziante su Youtube dove mostra la morte in diretta: siriani scesi in piazza per protestare contro il loro governo, ed ammazzati selvaggiamente, trattati peggio delle bestie, con la carne a brandelli, il sangue che scorre, urla dei parenti, lacrime versate a volontà. “Siria pacificaaa, pacificaaaa!!! Giuro su Allah che l’abbiamo voluta, la vogliamo e la vorremo sempre. Pacificaaaa!!!!”. Questa scena si ripete ovunque, ed io soffro veramente come se uno della mia famiglia stesse soffrendo, morendo. Sono i miei fratelli!!! Mi hanno colpito le parole di un fratello algerino, che descrive la situazione del suo paese: “prega sempre per me fratello! sai che in Algeria martedì scorso ci hanno massacrato di botte, che pensavo stessi per morire sotto le loro bastonate e calci, ci hanno malmenato, massacrato, guarda cosa fanno allo studente, al laureato e al medico in Algeria !!! Hanno lanciato un attacco senza avvisare come bestie …o come vedi nei film di guerra contro giovani a mani nudi ed hanno massacrato donne e uomini, presi a bastonate sul naso, sulla faccia, testa, collo, schiena, hanno rovinato tutti. Ed io per esempio che zoppicavo e non potevo scappare mi hanno picchiato finchè non potessi stare in piedi e quando sono caduto si sono messi a darmi calci dappertutto ..e in più gli insulti e le bestemmie contro Allah!!!”.

Vittorio Arrigoni, di cui hanno parlato tutti, tranne il sottoscritto, – lo faccio adesso- è stato ucciso per la Palestina, anche lui ha pensato all’altro, al fratello palestinese, ed ha sacrificato la vita per aiutarlo, inshaAllah. Ma bisogna arrivare a questo punto per smuovere le acque, per aiutare un popolo? Certe tragedie si devono evitare e si può se solo la gente fosse meno egoista, strafottente e più … umana. Quindi in questo momento io mi sento palestinese, libico, siriano, yemenita, ed anche egiziano, tunisino, algerino, iracheno, afgano, ceceno, somalo, faccio parte di tutto il mondo. Sono una persona umana, sono musulmano! L’Islam insegna l’amore per il prossimo, in barba a chi pensa il contrario.

Tratto da  “Mondo Islam” n. 6