I CALCOLI ASTRONOMICI PER RAMADAN

Lo statuto giuridico concernente l’utilizzo esclusivo dei calcoli astronomici per decretare i mesi lunari

«[…] Vi è pertanto un’indicazione chiara che la conferma dell’entrata di Ramadan avviene in uno di questi due modi: o tramite l’avvistamento lunare – per la cui conferma è sufficiente la testimonianza di un musulmano degno di fiducia – o tramite il completamento del termine di trenta giorni del mese di Sha`ban, qualora nella notte tra il 29 e il 30 il crescente lunare non fosse avvistato.

Invece, per quanto riguarda ciò a cui richiamano oggigiorno alcuni ignoranti, o alcuni maestri della polemica e del rendere difficili le cose – e cioè l’avvalersi esclusivamente dei calcoli astronomici – che si sappia che questa è un’innovazione di un qualcosa che riguarda la religione, ed un’eresia che Iddio Potente e Glorioso mai legiferò. Iddio Potente e Glorioso legiferò per noi che l’entrata del mese di Ramadan fosse stabilita tramite il sopraggiungere di una di queste due condizioni: o l’avvistamento del crescente lunare, o il completamento del mese di Shab`an in trenta giorni – e non esiste, da un punto di vista della Shariah, un terzo modo per decretarlo. D’altronde i calcoli astronomici, l’astronomia e le fasi lunari erano certamente conosciute all’epoca del Profeta Muhammad (pace e benedizione su di lui), ed anzi a quell’epoca si aveva una conoscenza perfino maggiore di suddette scienze, e il Profeta (pace e benedizione su di lui) non fece mai affidamento su di esse, poiché sono soggette ad errori – essendo i calcoli una scienza umana, che è soggetta ad errori.

Colui che si occupa dei calcoli può sbagliare, dal momento che è un uomo e gli uomini sbagliano; inoltre, i calcoli sono criptici e non accessibili a tutti, e non tutte le persone li conoscono o ne hanno dimestichezza, laddove invece la religione di Dio è semplice, e la lode di ciò spetta a Lui soltanto.

Il Legislatore, Gloria a lui l’Altissimo, legò il digiuno a delle questioni molto chiare – come abbiamo precedentemente ricordato – questioni accessibili sia alla persona comune che all’erudito, cose che tutti sanno e che non hanno bisogno di un sovrappiù. L’avvistamento lunare, o il completamento di Sha`ban in trenta giorni, sono cose che ognuno può verificare di per sé, a differenza dei calcoli astronomici che non tutti conoscono, e che portano all’errore alla confusione e comportano delle difficoltà.

Pertanto, coloro che ogni anno si presentano alle genti con discussioni e interrogativi concernenti l’avvistamento lunare, e con i discorsi eversivi degli astronomi, paventando che in quella certa notte il crescente non può essere visto, o discorsi del genere: tutto questo fa parte dell’ignoranza e dei discorsi fatti a proposito di Dio senza averne scienza alcuna, quindi è doveroso scoraggiare costoro e impedir loro di manipolare [coi loro discorsi la religione di Dio, e che giochino con essa].

E’ quindi necessario prendersi cura di questa faccenda e vietare di aprire il campo a qualsiasi manipolatore che sussurri nei petti delle genti dubbi che hanno a che fare con l’adorazione. Le faccende che hanno a che fare con le adorazioni e con gli atti di culto – e la lode di ciò spetta a Dio soltanto – sono relazionate a questioni estremamente chiare: gli orari delle cinque orazioni obbligatorie sono chiari, che la preghiera dell’alba sia da pregare dopo le prime luci dell’alba è una cosa chiara, e allo stesso modo che la preghiera di mezzogiorno vada effettuata dopo che il sole – una volta raggiunto l’apice – inizi a tramontare, e dopo la comparsa dell’ombra ad oriente è una cosa chiara che tutti sanno; tutte queste son faccende chiare e allo stesso modo il digiuno. Il digiuno viene decretato tramite l’avvistamento del crescente – che è una questione chiara da stabilire – o completando Shab`an in trenta giorni, qualora il crescente non dovesse esser visto, e questa è una facilitazione da parte di Allah Subhana-Hu wa Ta`ala:

{E non ha posto su di voi nulla di gravoso nella religione}

[Corano, Capitolo del Pellegrinaggio, v. 78]

Costoro tengono conferenze e seminari in cui sostengono di voler unire i musulmani sulla questione del crescente e affermano che questo modo di fare – e cioè il fatto di non ricorrere ai calcoli – sia il motivo della dispersione e della divisione dei musulmani.

Subhana Allah! I Musulmani digiunano dall’epoca del Profeta (pace e benedizione su di lui) e questo tipo di problemi non ci sono mai stati sino all’avvento di questi sconosciuti.

Inoltre, ci sarebbe da chiedere a costoro: cos’è che fa sì che i musulmani si uniscano? Il crescente lunare? È forse il crescente lunare ad unire i musulmani? A far sì che i musulmani siano uniti è il giudicare tramite il Libro di Dio, e dov’è il giudizio attraverso il Libro di Dio presso la maggioranza di costoro?

Non hanno idea di cosa voglia dire sentenziare tramite il Libro di Dio: perché non richiamano al giudizio tramite il Libro di Dio se proprio vogliono unire i Musulmani?

Non hanno trovato niente all’infuori del crescente lunare sul quale concentrarsi per unire i Musulmani. Questo fa parte dell’ignoranza e del polemizzare per rendere difficili le cose inutilmente. Diciamo quindi che non si riuniscono i Musulmani se non attraverso la correzione della propria “aqidah”: perché dunque non richiamano alla correzione del credo affinché appaia l’unità tra i musulmani?

I Musulmani non saranno uniti sino a quando non correggeranno il proprio credo, il credo del “tawhid”: non si uniranno se non così. Invece, qualora ognuno abbia una dottrina diversa, una strada diversa ed un credo diverso, non è possibile che i Musulmani siano uniti, ed è inevitabile invece che sorgano tra di loro inimicizia boicottaggi e conflitti. Pertanto – ripetiamo – perché costoro non richiamano alla correzione del credo affinché si riuniscano i Musulmani? Perché non richiamano i Musulmani a giudicare tramite il Libro di Dio e al rifiuto delle leggi che si discostano dalla Sua legge affinché siano uniti i Musulmani? Per quanto riguarda il digiuno invece, anche qualora tutti digiunassero lo stesso giorno non si otterrebbe lo stesso l’unità.

Allo stesso modo, potremmo domandarci come mai gli orari delle orazioni nel mondo differiscono a seconda delle zone e delle regioni, e il digiuno non dovrebbe differire? Adesso le genti, sulla faccia della terra, pregano nello stesso momento, alla stessa ora e nello stesso minuto?

Presso di noi è notte e presso altri è giorno: non è possibile pregare nello stesso momento, perché le fasi solari sono variegate e la terra è variegata, e il risultato è che ci sia disparità negli orari tra noi e gli altri. Non è quindi possibile che si preghi tutti nello stesso tempo. Perché dunque costoro non affermano che sia obbligatorio per gli uomini che essi preghino in un orario unico per tutti?

La preghiera del mezzogiorno e quella del pomeriggio ad un orario unico per tutti i Musulmani: sarebbe valida la preghiera a questa maniera?

Viene effettuata la preghiera del pomeriggio in un determinato luogo in cui tuttavia è notte, oppure quella dell’alba o della sera sebbene sia pieno giorno: questo non è consentito per quanto riguarda la preghiera, quindi per quale strano motivo dovrebbe essere consentito per ciò che riguarda il digiuno?

Questa è una situazione normale, le divergenze dei tempi nelle preghiere nel digiuno e nelle feste sono situazioni che debbono necessariamente verificarsi.

E’ così che Dio ha creato l’universo: presso alcuni è notte e presso altri è giorno, presso alcuni è il tempo dell’orazione pomeridiana e presso altri dell’orazione di mezzogiorno, e la lode spetta a Dio che non ha gravato nessuno di un qualcosa di troppo grande per lui, ognuno a seconda del posto e dell’orario in cui si trova.

Quindi, in conclusione, quanto a coloro che stanno provando ad unire i musulmani su un’unica data riguardante l’inizio e la fine di Ramadan affermando che tutto ciò non può avvenire senza avvalersi dei calcoli astronomi, queste sono tutte sciocchezze, ignoranza su ignoranza, e un sovrappiù rispetto a ciò che Dio ha fatto scendere dall’alto della Sua Sovranità.»

[Dell’insigne sapiente Salih al Fawzan (che Allah lo preservi)

tratto dal libro “Tashil al-ilmam bi fiqh al-ahadith min bulugh al-maram”.]

Traduzione e adattamento a cura di Sezione Islamica Italiana.

Tratto da “Mondo Islam Magazine” n. 23