I CINESI, E NOI?

Di Mamdouh AbdEl Kawi Dello Russo

I cinesi sono una popolazione attiva, lavoratrice, sempre più presente sul mercato. In Italia molti negozi, ristoranti ecc in poco tempo si “trasformano” in cinesi. Ve bene, ma i musulmani? Un fratello mi ha scritto un po’ di tempo fa: “Chissà perché ma le cosa fatte da musulmani funzionano sempre male, problemi a non finire! Si sente la mancanza di quel tocco di genialità ed esperienza occidentale!” è questo il punto. Dovremmo migliorare in tutti  campi, invece di ammirare i prodotti degli altri. Persino il tappeto su cui preghiamo è “Made in China”, vi rendete conto? Possibile che non siamo in grado di fabbricare noi stessi prodotti legati anche alla religione? In Arabia Saudita quando mi sono recato per il Pellegrinaggio Hajj c’era un negozio con stoffe pregiate, sarti che cucivano e scucivano, vendevano jillaba nuovi, la maggior parte proveniente da dove? Dalla Cina. Per non parlare del rosario islamico, del cappellino della preghiera ecc. I musulmani di oggi dormono, lontanissimi dai musulmani di un tempo che erano avanti in tutto rispetto alle altre civiltà. A Milano per esempio i cinesi gestiscono: ristoranti, bar, negozi, edicole… è tutto Made in China, compreso il mio computer. Ho simpatia per i cinesi, però come è possibile che noi musulmani non sappiamo andare avanti come fanno loro? Gli arabi sono buoni per il petrolio? Sembrerebbe di si, lo possiedono, necessario per: auto, camion, navi, treni, aerei, tutti i mezzi di trasporto e persino il 40 % di tutta l’energia sul pianeta, però i soldi vanno in tasca chissà a chi? Poi ci sono i derivati del petrolio: la biancheria intima (fibra sintetica o derivati dal petrolio), le camicie, i giubbotti, le scarpe… Ma il resto? Dovremmo davvero rimboccarci le maniche e pensare seriamente a migliorare in tutti i campi, ciò non significa essere attaccati alla vita: “tanto ho El Dìn (la Religione) il resto non mi interessa”, questo comportamento è sbagliato, il musulmano deve essere attivo in tutti i campi, sia nell’ambito religioso, sia nella vita di tutti i giorni, senza naturalmente trascurare l’una (la Religione) per l’altra. Il musulmano non deve prendere i lati negativi degli altri –come spesso accade purtroppo- bensì quelli positivi, come: la puntualità, l’ordine, l’organizzazione, rispettare la parola data, pagare i debiti (se ce ne fossero), realizzare prodotti validi per il mercato per essere all’altezza degli altri prodotti, ecc. In più ci vorrebbero professionisti nei vari settori e non improvvisazione come spesso accade: macellaio che fa il muratore; parcheggiatore che fa il dottore; pizzaiolo che fa l’imbianchino… un vero disastro! Certo, accade questo anche tra i cinesi, e non è giusto, ma non guardiano troppo gli sbagli “del vicino”, quando per primi noi stessi dovremmo correggerci  inshaAllah.

Tratto da  “Mondo Islam” n. 5