IL COMPORTAMENTO ESEMPLARE DEI SAHABA

A cura di AbdEl Jalìl Umberto Marcozzi


Nel giorno di 12 Rabii al awal nell’anno 10 dall’Egira, il Profeta Muhammad saas rende l’anima a Dio. In questo giorno i musulmani si svegliano ad affrontare la più grande prova nella storia del mondo islamico. Ci sono delle tribù che sono entrate all’Islam da pochi anni e gente che era tornata all’Islam da pochi mesi o anche meno. I Sahaba temono il crollo della società islamica perché questi musulmani sono entrati solo di recente, e il simbolo più importante dell’Islam è venuto a mancare. Tanti Sahaba non hanno potuto crederci, tanti di loro non accettano questa verità , e fra quelli c’è Omar ra che ha detto con tutta l’incredulità: “Colui che dice che il Profeta saas è morto lo ucciderò con la mia spada!”. Altri Sahaba sono svenuti mentre, i nemici dell’Islam aspettavano questo momento per attaccare la grande fede che ha subito la comunità. In questa tragica situazione spicca un uomo, il quale dice una frase che ha evitato il crollo di questa comunità dicendo questa frase:

“Colui che adora Muhammad saas sappia che Muhammad è morto, invece chi adora Allah sappia che Allah è vivo e non muore mai!”

Subito dopo ha letto i versetti del Corano: “In verità dovrai morire ed essi dovranno morire” (sourat al zumar) “Muhammad non è altro che un messaggero, altri ne vennero prima di lui; se morisse o se fosse ucciso, ritornereste sui vostri passi ? Chi ritornerà sui suoi passi, non danneggerà Allah in nulla e, ben presto, Allah compenserà i riconoscenti” (al imran, 144). Quando Omar ha sentito questi versetti è tornato alla ragione e ha detto che è stato come se avesse dimenticato i versetti. Quando i musulmani hanno sentito queste parole si sono riuniti attorno a quest’uomo e lo hanno scelto come il primo Califfo. Tutti i musulmani fino ad oggi sono grati e riconoscenti a quest’uomo perché grazie a lui l’Islam è rimasto saldo. E quest’uomo ha salvato un Pilastro dell’Islam durante il suo califfato quando nello Yemen è nata una setta che vuole disconoscere la Zakaat ed ha esercitato influenze su gran parte di quel mondo islamico di allora. Subito dopo quest’uomo prepara un grande esercito per affrontare questa setta. Omar domanda: “Oh Califfo, li combattiamo solo perché non c’ hanno pagato la Zakaat?” Il Califfo risponde a Omar: “Si! Li combatterò se mi fanno mancare anche una sola briglia che prima davano al Profeta saas!” E’ grazie a questo Califfo che tutti i musulmani, fino ad oggi, riconoscono il diritto del povero sul ricco che è la Zakaat. Su quest’uomo il Profeta Muhammad saas ha detto: “Non è mai sorto il sole, né e mai tramontato su un uomo migliore di Abu Bakr, tranne i Profeti”.

Questo è Abu Bakr! Il più grande Compagno del Profeta saas, non lasciava mai il Profeta saas, e aveva anche paura che la polvere del deserto potesse fare male al Profeta saas. E quando Allah ha ordinato al Profeta saas di emigrare da Mecca a Medina, l’unica speranza di Abu Bakr, era quella di essere il compagno di viaggio del Messaggero di Allah

saas, perché il Profeta saas non aveva detto a nessuno con chi sarebbe partito. Il Profeta saas è andato a casa di Abu Bakr e gli ha detto: “Sarai tu il mio compagno di viaggio”. Tutti capiamo che questo non era un viaggio semplice, era molto rischioso perché tutti i miscredenti volevano uccidere il Profeta saas, c’era una taglia sul Profeta saas di cento cammelli per chi lo prendeva, e faceva anche molto caldo. Non era un viaggio di gusto ,era un viaggio di vita o di morte. Cosa aspettiamo da Abu Bakr? Di arrendersi, oppure suggerire un altro Sahabi? No questa non è l’etica dei Sahaba!!! Racconta la Madre dei Credenti Aisha (che Allah sia soddisfatto di lei) che non ha mai visto nella sua vita un uomo piangere di felicità prima di allora perché quando il Rasul saas ha detto ad Abu Bakr “sarai il mio compagno”, Abu Bakr ha pianto lacrime di felicità. Parte il Profeta saas per quello che è il viaggio che ha cambiato la storia dell’umanità, fino a che ha deciso di nascondersi in una grotta per ingannare le truppe coreiscite. Abu Bakr as-seddiq, entra prima del Profeta saas e inizia a tappare i buchi con il piede e controlla la presenza di animali velenosi rischiando la sua vita per la migliore creatura di Allah, viene avvelenato da un animale e rischia la morte. Poi interviene il Profeta saas intercedendo per il suo migliore amico in assoluto. Abu Bakr ha donato tutti i suoi soldi per l’Islam liberando gli schiavi, e sfamando i poveri. Una volta ha donato tutti i suoi soldi al Profeta saas, allorchè il Profeta saas gli chiese se avesse lasciato qualcosa per la sua famiglia. Abu Bakr ra gli ha risposto “Loro hanno Allah e il Rassoul”. Racconta Omar, che ogni volta che Abu Bakr finiva salat al-fajer, non seguiva la via di casa, Omar con il tempo si insospettì finchè un giorno lo seguì e da lontano lo vide entrare in una casa.

Un paio di ore dopo Abu Bakr uscì dalla casa. Omar mosso dalla curiosità, decide di scoprire cosa facesse Abu Bakr, bussa alla porta e gli apre una donna anziana e cieca. Omar le chiede cosa facesse l’uomo che è appena uscito. L’anziana donna gli dice: “Non sò chi sia quell’uomo, ogni giorno viene a casa mia, a pulire, a cucinare, a buttare l’immondizia e a buttare gli escrementi. Gli chiedo sempre come si chiama ma non me l’ha mai detto”. “Da quel giorno – riferisce Omar ra – ho rinunciato a cercare di fare meglio di Abu Bakr.” e più avanti (quando è diventato califfo) disse che non ha mai superato Abu Bakr nel compiere il bene. Abbiamo insegnato ai nostri bambini le storie di questi nobili uomini? Abbiamo letto NOI le storie dei Sahaba ra? Lo sapete che chi non conosce le storie dei Sahaba non può capire gran parte del Corano? I Sahaba dicevano che noi dobbiamo insegnare ai nostri bambini le storie di Abu Bakr ed Omar come gli insegniamo i versetti del Corano.

Cari fratelli, una Ummah senza passato non avrà mai un buon futuro. Come possiamo essere orgogliosi noi ed i nostri bambini se non impariamo queste illuminanti storie? Se non prendiamo questi Sahaba (Dio si compiaccia di loro) che hanno illuminato questa Terra con la luce della giustizia, della fedeltà e dell’amore come nostri esempi, allora chi prendiamo? I cantanti? I giocatori? Cosa sentirai se tuo figlio ti dicesse che il suo esempio è Maradona o Brad Pitt, anziché Abu Bakr, Omar e gli altri Sahahaba?

Riflettiamo cari fratelli prima che ci sorprenda la morte e non possiamo più tornare indietro.

tratto da “Mondo Islam” n.1