IL FAR RIDERE CON BUGIE

Iniziamo così. Ti piace scherzare facendo credere agli altri che siano vere cose non vere? Mi spiego meglio. Inventare una storia per far ridere senza svelare che sia una cosa non vera, arrivando addirittura fino in fondo, per poi rivelarla molto dopo, se non addirittura venire a sapere da altri che stavi scherzando. Ci sei riuscito molto bene, ti ha creduto, quando scherzavi dicevi la cosa in modo talmente serio che sembrava tutto vero. Poi qualcuno ti dice che é haràm, perché in quel momento hai mentito e tu gli rispondi che non è haràm perché stavi solo scherzando. Ma ne sei davvero convinto che sia lecito?

Abu Hurairah riportò che dissero – i suoi compagni-: “O Messaggero di Allah, tu scherzi con noi?”, “(Sì, ma) Io non dico altro se non la verità.” (Ahmad)

Da  Abu Hurairah disse il Messaggero di Allah: “In verità un uomo parlerà con una parola alla quale non darà considerazione  e per essa verrà gettato nel fuoco settanta autunni  [settant’anni] nel fuoco.” (Ibn Maajah, Al Haakim, Abu Dawood, Tirmithi)

Spiegazione delle parole: In verità un uomo parlerà con una parola [sola, singola] alla quale non darà alcuna considerazione [non ne da peso, credendo  che non sia peccato quella singola parola]  gettato nel fuoco settanta autunni [per il periodo di settant’anni sarà gettato in modo continuo nel fuoco per quella parola, per un lungo periodo].

Bahz ibn Hakim ha riportato: mi ha riferito mio padre, da suo padre (Mu’awiyah Jaydah al Qushayri) che Il Messaggero di Allah disse: “Guai a colui che racconta bugie per far ridere la gente. Guai a lui! Guai a lui!”  (Abu Dawood)

Anche a me piace scherzare ma non in questo modo, inventando cose non vere, facendo poi sentire stupida l’altra persona che è stata così presa in giro. Trovo davvero fastidioso quando qualcuno scherza usando la bugia –a volte scherzando in modo piuttosto pesante-. C’è modo e modo di scherzare, l’importante è che non faccia del male a qualcuno, non ferisca e che non sia una bugia.

Anche ridere troppo, a squarciagola è sbagliato:

Da Abu Hurairah, disse il Messaggero di Allah; “Non ridete troppo, che in verità il ridere troppo fa morire il cuore”. (Tirmithi, ibn Maajah)

Disse Aisha; “Non ho mai visto il Profeta Muhammad (che Allah lo elogi e lo preservi)  ridere aprendo molto la bocca così da poter vedere il suo palato,  invece egli sorrideva” .  (Bukhari)

Da Abu Hurairah, disse il Messaggere di Allah: “Colui che crede in Allah e nel Giorno Ultimo [del Giudizio] dica [parli] bene o taccia.” (Bukhari, Muslim)

Lo scherzo è lecito nei limiti della Sunnah del Profeta, ed è vietato spaventare gli altri anche per scherzo –su internet girano molti video di questo genere-.

Il Profeta (che Allah lo elogi e lo preservi)  disse: “Non è lecito per un musulmano spaventare un musulmano.” (Abu Dawood)

Aggiungerei anche che è vietato dire con il tono scherzoso la verità, che potrebbe offendere e ferire, o dire ciò che pensi in negativo dell’altra persona –e che non hai il coraggio di dire chiaramente- , confondendo così l’interlocutore, non sapendo anche in questi casi se la persona sta scherzando o se parla seriamente.

Es. “Sei a casa da anni senza lavoro? Chi pensi che ti assuma, appena ti vedono cambiano idea”, – detto in modo scherzoso-.

“Non trovi moglie perché sei talmente grasso che le donne scappano via perché hanno paura”, -sempre con tono scherzoso-.

“Ma chi vuoi che ti sposi, ormai sei vecchia”.

“Vedi? Lui è più bello di te, è più in forma fisicamente ed ha più capelli”.

“Dove sono finiti gli altri capelli, te li sei mangiati?”

“Ma non riesci ad essere più veloce? Ti sei mangiato un camion stanotte?” – parla ad una persona grassa-.

“Sei troppo magro, sembri un manico di scopa, quando ti sposerai come farai?”

“Tanto lo so che ogni giorno guardi di nascosto il mio telefonino” –ha il sospetto senza averne le prove-.

“Tanto lo so che tutto quello che senti qui dentro poi lo vai a dire in giro” – anche in questi casi ne ha il sospetto senza alcuna prova-.

Questo non è scherzare, sono vere cattiverie.

Altro errore è dare nomignoli non graditi alle persone:

“quattrocchi”, “occhi storti”, “gambe storte”, – in questi casi scherzano sui difetti fisici, cosa vietata-, “nano”, “nanerottolo”, “palla di lardo”, “barile”, ecc.

Corano:

“Non scherniscano alcuni di voi gli altri, ché forse questi sono migliori di loro. E le donne non scherniscano altre donne, ché forse queste sono migliori di loro. Non diffamatevi a vicenda e non datevi nomignoli” (Sura Al Hujuràt, v. 11).

Hadith:

“Allah non guarda le vostre apparenze né le vostre ricchezze, ma guarda i vostri cuori e le vostre azioni” (Muslim).

Jabiirah ibn Addahhaak disse: “Discese [fu rivelato] per noi o gente degli Ansaar -il versetto del Corano in cui Allah Dice- ; “e non datevi nomignoli” (49:11). Quando venne a noi il Profeta (che Allah lo elogi e lo preservi), un uomo tra i nostri aveva due o tre nomi  e il Profeta potrebbe averlo chiamato con questi nomi, allora gli fu detto “O Messaggero di Allah, egli si arrabbia di questo –chiamarlo con quei soprannomi-.”  Per questo motivo fu rivelato il versetto: “e non datevi nomignoli” (49:11)”. (Ibn Maajah)

Il Profeta (che Allah lo elogi e lo preservi) se – e non è certo- chiamava alcuni degli Ansaar con quei soprannomi è perché non sapeva che fossero offensivi. C’è chi ha riportato che si chiamassero a vicenda tra loro -gli Ansaar- con i nomignoli dell’era preislamica (al Jaahiliyyah) per cui in seguito fu vietato. E Allah ne sa di Più.

Altro esempio quando una persona ritorna all’Islam dopo essere stata politeista o ebrea o cristiana ecc, non è giusto che venga chiamata con soprannomi che non apprezza e che appartengono al suo passato.

Oppure continuare a dare nomignoli a persone che in passato facevano peccati e che per quel motivo venivano attribuiti a loro nomignoli legati al peccato che commettevano, dopo che essi si fossero già pentiti sinceramente ad Allah.

Non meno peggio è inventare nomignoli offensivi che descrivono la persona per quella che non é “l’avaro”, quando non è mai stato avaro –l’avarizia é uno tra i peccati più gravi nell’Islam-, “il mammone”, “il bamboccio” ecc.

Il modo di scherzare del Profeta Muhammad (che Allah lo elogi e lo preservi)

Un uomo un giorno andò dal Profeta per chiedergli un animale che potesse trasportarlo e disse: “Oh Inviato di Allah fammi montare su un cammello.” E il Profeta disse: “ti farò montare sul figlio di un cammello”. L’uomo disse: “O Messaggero di Allah cosa me ne faccio del figlio del cammello? -non può trasportarmi-”.  Il Profeta disse: “Non partorisce (forse) il cammello se non il cucciolo di cammello?” (Ahmad, Abu Dawood)

Come per dire: il figlio del cammello non è altro che un cammello anche se più piccolo.

Mamdouh AbdEl Kawi Dello Russo