IL MAROCCO CHE NON TI ASPETTI

casablanca - sera

A differenza di molti altri italiani, non ero ancora stato in Marocco. Un viaggio rimandato per troppo tempo, da anni ormai. Aspettavo il momento giusto con la persona giusta. Quel momento è arrivato, nel novembre del 2014. Purtroppo non posso raccontarvi molto, per ora, poiché ho visitato una sola città, che merita veramente, come Casablanca, ripromettendomi di tornare in Marocco. Vorrei visitare altre città come Marrakesh, Fez, Agadìr, Meknes, Rabàt, Tangeri, ecc.

Ma parliamo di Casablanca, la capitale economica e città più grande del Marocco, la capitale del paese è Rabàt. Al mio arrivo, sole, pioggia con il sole e per finire un bellissimo arcobaleno a darmi il benvenuto. Ho trovato una città davvero organizzata, di più di molte città italiane, ahimè, come Milano e Roma, senza nulla togliere a queste due città che amo. Le strade a Casablanca sono pulite, ordinate, le macchine piuttosto nuove, lucide. Ho incontrato marocchini davvero cordiali, istruiti, nulla a che vedere, purtroppo, con molti marocchini che vivono in Italia, salvo eccezioni. Questa cosa non l’ho constatata solo io, anche marocchini che vivono in Italia ed incontrati sull’aereo di ritorno. Ho girato anche per le stradine nei quartieri popolari, abitati da gente semplice, sorridente, generosa, altrettanto pulita quanto i marocchini che vivono nei posti più benestanti.

L’unico mio problema è stata la lingua, non conosco il marocchino, nemmeno il francese –per fortuna insieme a me spesso c’erano persone che parlavano il francese e il marocchino-. Me la cavo con l’inglese e con l’arabo, riuscivo a dialogare, ma non con tutta la popolazione e non sono mancati momenti dove ho trovato difficoltà proprio a causa della lingua. I marocchini che ho incontrato parlavano spesso il francese, a volte più dell’arabo. La popolazione in Marocco è il 40% berbera, seguita dagli arabi e da una minoranza di francesi e di ebrei. La maggioranza è musulmana, con diversi gruppi appartenenti al sufismo, anche a quello più estremo.

I marocchini parlano l’arabo, il berbero con i suoi dialetti, il francese, lo spagnolo. A Casablanca, città piuttosto “europeizzata” vivono 7 milioni di abitanti.
Naturalmente non è mancato il momento dove ho potuto gustare il mio amato cous cous, il tè alla menta ed altre specialità. Non dimenticherò il momento in cui ho mangiato all’aperto in un locale, con una gatta con gli occhi di due colori diversi che mi faceva le fusa: uno azzurro e l’altro verde. Il clima era buono, né troppo caldo, né troppo freddo ed ho apprezzato molto la grande moschea Hassan II dove ho pregato. Inaugurata nel 1993 è la moschea più grande del Marocco, bellissima sia all’interno che all’esterno, vicina al mare, infatti sentivo l’odore del mare anche all’interno della moschea, in certi punti dove passavano gli spifferi d’aria. Bellissima esperienza.

Le moschee dove sono entrato sono molto organizzate, pensate, distribuiscono dei sacchetti per contenere le proprie scarpe, è tutto molto ordinato e pulito, cosa che purtroppo non ho trovato in Italia, in Egitto e nemmeno in Arabia Saudita. Ho trovato molto nell’architettura sia la Spagna che l’India. L’unica cosa secondo me non positiva, pur essendo musulmano, è che in Marocco, a differenza di paesi come l’Egitto, fanno entrare nelle moschee solo se sei musulmano, spero che qualcuno mi smentirà, portandomi le prove che esistono anche in Marocco delle moschee dove può entrare anche chi non è musulmano -dopo la pubblicazione dell’articolo mi dicono che è un’usanza della scuola malikita, una delle 4 scuole di Fiqh islamica-.
Altri luoghi d’interesse: le due medine, quella vecchia e quella nuova, la Cattedrale del Sacro Cuore, oggi adibita a museo, e la chiesa cattolica di Notre Dame de Lourdes, risalente agli anni ’50.
Comunque sia, quello che sono riuscito a vedere in poco più di una settimana a Casablanca, in generale ho avuto una bella impressione positiva, sia della città, che della popolazione. Un’esperienza che vorrei ripetere nella vita e non solo a Casablanca, inshaAllah.

Questo è il Marocco che non ti aspetti e che ti sorprende in positivo.

Mamdouh AbdEl Kawi Dello Russo

tratto da “Nuovi Etnomondi” n. 36 e da “Mondo Islam Magazine” n. 22