IL MONDO CAMBIATO IN POCO TEMPO

influenza dei media

Quando è iniziata la nostra avventura con questo giornale [Etnomondi] nel lontano 1997 vivevamo in un mondo completamente diverso. Siamo testimoni viventi di un mondo che è cambiato del tutto in poco tempo. Purtroppo è cambiato in peggio. Non è un’affermazione pessimista ma realista, e qui sono convinto che non mi smentirà nessuno.

Situazione generale in Italia
L’Italia è ancora oggi un paese multietnico, anche se nulla a confronto con altri paesi come l’Inghilterra. Gli italiani a fatica hanno cominciato ad abituarsi e ad accettare le altre razze. Purtroppo col tempo il razzismo si è accentuato e di conseguenza anche gli stranieri hanno adottato atteggiamenti, modi di fare peggiori. Ma qui non è colpa solo degli stranieri, la colpa è di tutti. L’uomo è peggiorato, artefice del deterioramento del mondo in cui viviamo. La direzione che ha preso il nostro pianeta credo non piaccia a nessuno.
Per quanto riguarda gli stranieri sono testimone oculare che negli anni 90 erano di gran lunga meglio rispetto alle nuove generazioni arrivate nel nostro paese dal 2000 in poi. La disoccupazione in Italia per gli italiani è aumentata e gli stranieri, come allora, continuano a svolgere lavori sottopagati, sfruttati e in nero. Però almeno loro lavorano …

I lavori degli stranieri
I cinesi sono quelli che sgobbano di più dalla mattina alla sera, impegnati tra ristoranti cino- giapponesi, bar, negozietti, e squallidissimi centri per il massaggio. Le kebabberie gestite da turchi o da egiziani continuano a lavorare bene, le macellerie islamiche un po’ meno. I bengalesi li vediamo spesso vendere rose e ombrelli in giro per le città, o cianfrusaglie per strada, o sotto le fermate della metropolitana, o in alcuni negozi. Gli indiani e i pakistani hanno i loro ristoranti, molto più cari rispetto a quelli cinesi. I sudamericani li vediamo nei negozietti per riparare i pc, come molti cinesi, nei call- center o altro.
Ognuno vive come può per sbarcare il lunario. Molti sono gli stranieri onesti, confusi con quelli disonesti, pochi di buono, spacciatori di droghe, ladri, coinvolti con la prostituzione ed altre oscenità.

L’avvento di internet
Internet ha contagiato le nostre vite e molti settori che hanno dovuto cessare con l’attività. Noi stessi quando abbiamo iniziato con il giornale non temevamo rivalità, oggi su internet si può trovare di tutto. Da una parte internet ci facilita il lavoro nel cercare notizie e novità, dall’altro rischiamo di perdere originalità, che ci aveva tanto contraddistinto da altri.
Con il giornale “Etnomondi” ci siamo presi due lunghi periodi di pausa, dal 1999 al 2005, e dal 2011 al 2015. In questi due archi di tempo è successo di tutto e di più, oltre ogni aspettativa, purtroppo abbiamo visto con i nostri occhi il mondo peggiorare.
La regressione del mondo dall’11 settembre 2001
Nel 2001 l’attentato alle Torri Gemelle di New York –a un anno di distanza dalla seconda Intifada in Palestina-, che ha fatto ricadere la colpa su tutti i musulmani nel mondo, la maggior parte innocenti, per colpa di terroristi, si presume, di origine islamica ma che non hanno nulla a che fare con L’Islam. Questo avvenimento ha fatto regredire il mondo invece di proseguire su quell’onda positiva che sembrava stesse abbattendo le differenze razziali e religiose, e quindi ogni forma di razzismo e di pregiudizi. Abbiamo vissuto anni cupi, un alternarsi di periodi apparentemente calmi a quelli decisamente negativi. Quindi la guerra contro l’Afghanistan, con la scusante di guerra al terrorismo, seguita da quella contro l’Iraq e di conseguenza l’uccisione di Saddam Hussein.

Le Rivoluzioni nel mondo arabo
Dopo gli attentati terroristici e le guerre di prevenzione con il governo americano di Bush, siamo passati con la presidenza di Obama –sostituto di Bush- alle rivoluzioni nel mondo arabo. Rivoluzioni vere o presunte, che fino ad oggi non hanno portato nulla di buono, solo tanta illusione, morti, corruzione, colpi di stato, ecc.
La “Rivoluzione dei Gelsomini” viene chiamata così la rivolta in Tunisia, nata tra il 2010 e il 2011. Il 17 dicembre 2010 il tunisino Mohammed Bouazizi spinto dalla disperazione si diede fuoco, per protestare contro il regime di Ben Ali. Il giovane morì in fiamme, diventando un eroe e creando in questo modo altri casi di emulazione nel mondo arabo. Un modo di emulare sbagliato e condannato dalla maggior parte dei sapienti musulmani. Vedi articolo “Falsi eroi: il suicidio è odiato da Allah L’Altissimo” nel n. 5 di “Mondo Islam”:
http://mondoislam.altervista.org/falsi-eroi-il-suicidio-e%E2%80%99-odiato-da-allah-l%E2%80%99altissimo/
Nasce così la “Primavera Araba”, che vede coinvolta anche la popolazione egiziana in Egitto, quella libica in Libia, siriana in Siria ecc. Il presidente tunisino Ben Ali si vede costretto a dare le dimissione e fuggire, questo il 14 gennaio 2011. Lo segue l’egiziano Hosni Mubarak l’11 febbraio, il libico Muhammar Gheddafi catturato e ucciso il 20 ottobre, e lo yemenita Ali Abdullah Saleh il 27 febbraio 2012.
Sembra un buon inizio, almeno nell’apparenza, e molti credono forse troppo ingenuamente nel successo di queste rivolte. Un piano studiato a tavolino per destabilizzare il mondo arabo? O forse originariamente una sincera e vera rivoluzione, sfruttata e rovinata dai vari “squali” ai quali faceva gola una cosa del genere?
Il 25 gennaio 2011 inizia la rivolta in Egitto, piazza Tahrir al Cairo diventa il simbolo di quella rivolta, con la popolazione che esplode dopo 30 anni di oppressione da parte del loro presidente Mubarak. Il simbolo della manifestazione è anche il loro eroe Khaled Said, ucciso ingiustamente nel giugno del 2010. Vedi articolo “Egitto: senza censura!” nel n. 5 di “Mondo Islam”:
http://mondoislam.altervista.org/egitto-senza-censura/

Il 16 febbraio iniziano a Bengasi, in Libia, scontri tra i manifestanti. Il 26 gennaio 2012 in Siria contro il governo di Bashar al-Assad. Vedi articolo “Lettera da Homs (Siria)” nel n. 9 di “Mondo Islam”:http://mondoislam.altervista.org/lettera-da-homs-siria/

Rivolte nate dai giovani con l’utilizzo dei social- network come “Facebook”. Nel frattempo in Egitto viene eletto il 24 giugno 2012 come presidente Mohamed Morsi dei “Fratelli musulmani”. Tra corruzione e colpi di stato Morsi viene cacciato via, arrestato e sostituito un anno dopo da Abd al Fattah al Sisi, il 3 luglio 2013. Aumenta così in Egitto la corruzione, la delinquenza e la maleducazione tra la gente, nata (stranamente) subito dopo le dimissioni di Mubarak e peggiorata col tempo, sino ad oggi.

La disinformazione dei media, l’incubo del terrorismo e della crisi mondiale
Ma non finisce qui, purtroppo. Approfittando del disordine in Siria prende piede con prepotenza il movimento terroristico dell’Isis, nato da Al Qaida, scombussolando così gli animi e le vite dalla gente innocente, in primis quella degli stessi musulmani in buona fede, che si dissociano dal terrorismo, che non ha nulla a che fare con l’Islam. Vedi articolo “L’Isis è Islam?” nel n. 21 di “Mondo Islam”:
http://mondoislam.altervista.org/lisis-e-islam/
La maggior parte delle vittime di questi terroristi sono musulmani, quindi questo terrorismo non colpisce solo l’occidente, ma tutto il mondo. L’informazione italiana è distorta, qui la colpa va ai giornalisti, alla Tv, spesso poco obiettiva e di parte, che diffonde la notizia solo quando accade qualche attentato che vede come vittima l’occidente. Gli attentati in paesi come il Libano, l’Iraq, la Siria non vengono quasi mai riportati, tranne in piccoli trafiletti in fondo al giornale o appena accennati nei telegiornali – quando si tratta di occidente ti “bombardano” su quasi tutti i canali televisivi con informazioni che durano giorni, settimane, mesi- . Ciò che accade in paesi come la Francia è davvero grave, ma il lutto mondiale è per tutti i paesi, non solo a chi ci fa comodo, con tanto di affermazioni da parte di giornalisti del tipo “è arrivata la terza guerra mondiale” che non fa altro che allarmare la popolazione e peggiorare le cose. Titolo tra l’altro usato anche dopo l’11 settembre 2001. Qui sembra che esistano vittime di serie A e di serie B, quando invece non dovremmo fare  alcuna distinzione. Le vittime sono tutte uguali.

Mi rivolgo ai Mass Media: sarebbe l’ora di fare il proprio lavoro in modo equo ed obbiettivo.

Questo è il mondo attuale nel quale stiamo vivendo, poveri noi … tra la crisi mondiale che dilaga a macchia d’olio e gli attentati terroristici.
Per concludere vi invitiamo a leggere anche “La crisi mondiale” nel n. 21 di “Mondo Islam”:
http://mondoislam.altervista.org/la-crisi-mondiale/
Di certo non è questo il mondo che sognavamo, ma come si suol dire, la speranza per un cambio di direzione verso un mondo migliore … è l’ultima a morire.

Mamdouh AbdEl Kawi Dello Russo con la collaborazione di Willy Salveghi

tratto da “Nuovi Etnomondi” n. 36 e da “Mondo Islam Magazine” n. 22

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