IL MONDO COME E’ CAMBIATO

Di Mamdouh AbdEl Kawi Dello Russo

“Etnomondi” è un giornale creato da me nel lontano 1997, dalle sue ceneri è nato “Mondo Islam”. Il Giornale “Etnomondi” comincia di solito con “News from”. Attraverso le notizie che hanno riempito le pagine di questo giornale avremo modo di riflettere sui cambiamenti e non, di questi ultimi 15 anni nel mondo, dall’inizio di “Etnomondi”, nel lontano 1997 sino ad oggi. Siete pronti?

Terrorismo religioso o politico? – Si chiamava “Notizie recenti” la rubrica “News from” nel n.1 dell’Ottobre 1997 : “Estremisti islamici hanno ancora sparato al Cairo, davanti al famoso museo un gruppo di turisti, 10 sono i morti, tutti tedeschi, fra questi l’autista egiziano. Viene solo rabbia di fronte a notizie di questo genere. Un paese, che vive soprattutto di turismo, con una grande storia, senz’altro la più grande e misteriosa di tutti i tempi, devono ancora accadere situazioni del genere?” e poi: “Continuano le stragi degli estremisti (in Algeria) contro la gente”.

Ancora oggi accadono nel mondo attacchi di questo genere, spesso vengono etichettati come “attacchi di terrorismo islamico”, in realtà tutto questo non centra nulla con la religione islamica, e spesso si nascondono dietro motivi politici.

Offese ad una confessione religiosa –Marzo 1998, n.5 : “Hanno finalmente vietato di scrivere bestemmie e parolacce contro Allah sui muri della metro di Milano. Sicuramente un gruppo di vandali di Milano o dintorni aveva preso questa cattiva abitudine credendo di ottenere chissà quale cosa, di eliminare l’Islam dal capoluogo lombardo? La bestemmia è solo grande ignoranza da parte degli uomini. Nei paesi arabi se bestemmi minimo finisci in galera”.

Queste offese risalgono a circa 15 anni fa, le cose purtroppo non sono cambiate, anzi, sono peggiorate dal 2001 in poi. L’articolo 403 del codice penale dice: “Chiunque pubblicamente offende una confessione religiosa, mediante vilipendio di chi la professa, è punito con la multa da euro 1.000 a euro 5.000. Si applica la multa da euro 2.000 a euro 6.000 a chi offende una confessione religiosa, mediante vilipendio di un ministro del culto”.

L’Italia invasa … dal sushi –Aprile 1998, n.6 : “Assolutamente non c’è dubbio che i giapponesi abbiano gusti diversi dai nostri in fatto di alimentazione … però il gusto europeo, italiano in particolare, sta conquistando anche i palati dei giapponesi; ora il pane fa tanto chic in Giappone”.

I giapponesi erano conquistati dalla cucina Italiana, oggi sono gli italiani ad esserlo con la cucina giapponese. È scoppiata ormai la “moda” del sushi. Continuano ad aprire ristoranti giapponesi in tutto il paese, peccato solo per una cosa, la maggior parte di questi locali non sono giapponesi originali bensì … cinesi, che, fiutando l’affare, si sono riciclati a cucinare e servire il sushi e sashimi.

Nel numero successivo (7) del giornale si cominciava già a notare questo interesse per la cucina del Sol Levante: ”Aumentano anche i ristoranti, oltre allo storico Suntory, che noi della redazione speriamo di provare, nonostante i prezzi siano poco accessibili. Visto l’interesse, anche i cinesi si adeguano offrendo doppio menù”.

Difesa dell’identità cristiana? –Febbraio 1999, n.10 : “Il 18 Gennaio 1999, a Torino, con il permesso del sindaco Valentino Castellani, su Porta Palazzo è calata un’atmosfera islamica. Sei potenti altoparlanti hanno diffuso nel ‘cuore’ popolare della città la voce del muezzin, che annunciava ai musulmani di Torino la fine del Ramadan. Torino si è aggiudicata così il primo posto di città europea a fare una cosa di questo tipo. I musulmani hanno apprezzato questa iniziativa ma non tanto i torinesi, primo in testa Don Luigi (sacerdote scomunicato e seguace di Monsignor Marcel Lefebure dichiarato ‘eretico’ dal Papa per le sue posizioni ultraortodosse). Ma nonostante questo, le sue parole di protesta hanno strappato 500 applausi dei fedeli presenti. Ecco ciò che ha detto: ‘Siamo qui per riprenderci questa piazza. I torinesi devono difendere l’identità cristiana dalle invasioni musulmane’. Parole forti”.

Era solo l’inizio purtroppo, con la scusante della difesa dell’identità italiana cristiana, aumentano sempre di più divieti verso soprattutto chi è di fede islamica: niente moschee, niente scuole islamiche, niente velo… Questa chiusura mentale non fa altro che aumentare rancori e a dividere le persone.

“Gli immigrati- diceva l’attore Dario Fo- sono l’anello più debole, quello più facilmente attaccabile. Sembrano creati ad hoc per una propaganda contro i mali sociali. Si dice per esempio che portano via il lavoro ai disoccupati italiani quando non è vero perché gli stranieri vanno a fare mestieri che gli italiani ormai hanno abbandonato. Di loro si dice che sono una bella ammucchiata di criminali quando non è assolutamente vera l’equazione immigrato e delinquente. E’ successa la stessa cosa dopoguerra verso i meridionali, adesso è la volta dei ‘meridionali orientali’ così l’ho sentiti chiamare. Non tutti i milanesi sono razzisti. Mi auguro che ritrovino la loro mentalità aperta”.

La Cina protagonista –Giugno 2005, n.13 : “Da mercoledì 18 maggio, in seconda serata, Rai 3 trasmette una serie di film-documentari girati pochi mesi fa in Cina. ‘Buongiorno Cina- Storie del secolo cinese’ parlano della grande trasformazione del contraddittorio colosso asiatico che tanto spaventa l’economia occidentale”.

E dal 2005 è stata una continua ascesa per la Cina nel mondo, che ha sostituito quasi tutti nel mercato, a cominciare dal loro eterno rivale Giappone. E’ davvero la protagonista indiscussa in tutti i campi.

Nel n. 14 uscito nel 2006 avevamo scritto nell’articolo “E’ la Cina la nuova potenza?”: “L’economia cinese ha superato quella italiana e presto anche quella della Francia e del Regno Unito. Nella classifica del G7, la Cina è al sesto posto,superando così l’Italia e il Canada, rispettivamente al settimo e all’ottavo posto. Davanti alla Cina c’è la Francia (al 5°), la Gran Bretagna, la Germania, il Giappone, fino ad arrivare al primo posto con gli Stati Uniti.’Hanno fatto in cinque anni -spiega Marco Palmieri presidente di un’azienda- gli stessi progressi che noi abbiamo fatto in cinquanta. E continuano a correre. Non sono più dei semplici produttori di manufatti. Ora esportano know-how. E consumano: la loro ricchezza è fatta soltanto per l’estero’.’Diventare la sesta potenza economica- scrive Fabio Cavalera nel suo articolo per il Corriere della sera- non significa essere la sesta economia più ricca del mondo. Però il cammino è cominciato’. C’è ancora molta strada da fare, ciò non toglie che la Cina in soli venti anni ha fatto passi enormi”.

Tratto da “Etnomondi” n. 35

e da “Mondo Islam” n. 5