L’EGITTO CHE STA CAMBIANDO (2005)

Di Mamdouh AbdEl Kawi Dello Russo


L’Egitto è sempre stato un paese accogliente, con gente allegra e generosa. Il turismo è andato spesso bene, attratto dal mare di Sharm e dalle piramidi di Giza. Per anni però, gli egiziani vivono controvoglia – come per molti paesi arabi- in un luogo dove la democrazia non esiste. Costretti a sopportare e a fingere la normalità, il popolo non ha mai potuto esprimere in realtà le proprie opinioni e gusti politici. Il governo ha sempre finto di essere democratico, ma è noto anche qui da noi in Occidente che in quei paesi regna la dittatura. Un’aria irrespirabile, invivibile, una situazione impossibile. È assurdo, è forse facile vivere per anni senza poter esprimere i propri pareri, urlare i diritti per paura di essere picchiati e rinchiusi in prigione? Per quale motivo poi? Solo per aver avuto il coraggio di dire che odiate un certo sistema? In ogni angolo della strada campeggiano enormi gigantografie con il volto del Presidente del paese, come se volesse dire “sono io che comando, il tuo parere non conta nulla”.

In Egitto in questi ultimi mesi qualcosa è successo. Il popolo è stanco del governo Mubarak, che dura costantemente da 25 anni. I Presidenti in quei paesi durano decenni e lasciano il loro posto ai figli, che seguono fedelmente le orme dei predecessori.

Il Presidente Hosny Mubarak (che governa il paese dal 1981, dopo l’assassinio di Sadat) ha come unici rivali i “fratelli musulmani”, in arabo “Ikhwān ul- Muslimūn”, nati con Hassan al Banna nel 1928 –chi scrive non fa parte dei “fratelli musulmani” né di qualsiasi altro gruppo, sto lontano il più possibile da gruppi ed etichette-. I partiti laici e quelli di sinistra oggi non esistono quasi più, solo la destra di Mubarak e la destra dei “fratelli musulmani”, il popolo ha scelto quest’ultimi, ma non ha potuto votarli perché perseguitati dal governo.

La gente è scesa in piazza per manifestare contro Mubarak, non solo i religiosi, anche la gente che non prega, i non praticanti. Per la prima volta, dopo tanti anni i “fratelli musulmani” hanno raggiunto un voto alto, conquistando addirittura 88 seggi (sperano di raggiungere i 100), cosa che non succedeva da moltissimo tempo e questo ha colto di sorpresa il governo, che per impedire la gente di andare a votare la terza ed ultima volta ha mandato la polizia con tanto di coltelli, gas lacrimogeni e bastoni, ferendo ed uccidendo moltissima gente, ciò è accaduto a Sharkeya, regione vicino al Cairo.

Le votazioni si sono svolte in regioni e giorni diversi (26 sono le regioni in Egitto). La terza volta è stato il turno di Sharkeya, Domiat, Sinai ecc., è il governo che ha deciso così, per quale motivo? Perché la prima e la seconda volta alle votazioni c’era un po’ di democrazia, voluta dai giudici, che controllavano tutto. Il governo però si è accorto che la gente votava per i “fratelli musulmani”, così hanno cercato di corrompere i giudici e cancellare i voti. I giudici si sono rifiutati perché fuori dal palazzo c’erano i manifestanti. Anche alcuni partiti hanno intascato i soldi dal governo, ma hanno lo stesso preferito votare per i “fratelli musulmani”. La seconda volta i “fratelli musulmani” hanno conquistato 76 seggi, è per questo motivo che il governo ha deciso di fare scendere in piazza la polizia, per cacciare con violenza il popolo egiziano, che ha reagito. La terza volta i “fratelli musulmani” hanno conquistato altri 12 seggi, in tutto 88 e potevano arrivare oltre i 100 se non fosse intervenuta la polizia.

Il governo Mubarak ha così vinto di nuovo, con la violenza però, una vittoria ottenuta con la prepotenza. Il dipartimento di stato statunitense non ha apprezzato questi abusi elettorali.

”La polizia ci sta attaccando di nuovo, non vogliono farci votare. Non mi è stato permesso di votare la scorsa settimana”, ha detto con il volto coperto di sangue un giornalista dell’AFP Abdelsattar al-Mallah.

”Il Partito Nazionale Democratico di Mubarak è completamente nel panico”, ha dichiarato il numero due del movimento islamista, Mohammed Habib. ”Non possono tollerare che abbiamo ottenuto 34 seggi nella prima fase”.

Ufficialmente fuorilegge in Egitto, il partito dei “fratelli musulmani” è l’unica seria forza di opposizione al governo Mubarak. Il fondatore dei “fratelli musulmani” Hassan al Banna fu assassinato da agenti del governo nel 1949. Il giovane scrittore Tariq Ramadan è il nipote.

Il presidente di allora Gamal Abd al-Nasser (che entrò in politica grazie a loro), fece sciogliere l’associazione, li fece arrestare, torturare e giustiziare (quasi 100 mila i morti). Sayyid Qutb (dei fratelli musulmani) fu impiccato.

Il Presidente Abd al-Nasser fu assassinato, stessa sorte toccò nel 1981 anche Sadat, sotto gli occhi del futuro Presidente Mubarak, che faceva parte dell’esercito militare.

tratto da “Etnomondi” n. 14 (Gennaio 2006)

e da  “Mondo Islam” n. 5