LA GENTILEZZA NELL’ISLAM

Di Amina Umm Samìr


Il Profeta Muhammad, pace e benedizione su di lui, è il nostro modello da seguire, sia per gli uomini che per le donne. Infatti Allah l’Altissimo dice nel Sublime Corano: “Per quale Misericordia da parte di Allah, hai mostrato dolcezza nei loro confronti? Se tu fossi stato rude e duro di cuore essi si sarebbero dispersi lontani da te “ (Corano 3:159)

Nell’essere gentili con il prossimo, nell’esporre tutti i benefici (ormai nascosti dall’Occidente) della religione di Dio, non c’è nessun servilismo, nessun compiacere chi musulmano non è, ma solo la sana e pulita intenzione di diffondere la Parola più alta. Nel Giorno del Giudizio una domanda che ci sarà posta sarà proprio come e quanto abbiamo diffuso l’Islam? Se poi una nostra sola frase apre i cuori e la mente di qualcuno, con il permesso di Allah ta’ala…quale merito ne avremmo!!!

Questo testo è un estratto di hadith autentici, e descrive dettagliatamente l’indole tenera e gentile del nostro nobile Profeta (saw). Ottimo memorandum per i musulmani e ottimo spunto di riflessione per chi non è musulmano. Circa se stesso il Profeta (saw) disse “Allah mi ha inviato come Apostolo in modo che io mostri la perfezione del carattere, il perfezionamento dei modi e la delicatezza di comportamento.” (Malik, Mawatta; Ahmed, Musnad; Mishkat)

Per natura era delicato e di cuore gentile, sempre propenso ad essere grazioso ed a trascurare i difetti degli altri. L’educazione e la cortesia, la pietà [compassione] e la tenerezza, la semplicità e l’umiltà, la comprensione e la sincerità erano alcuni dei tratti fondamentali del suo carattere. In fatto di diritto e di giustizia egli era risoluto e severo ma, più spesso che no , la sua severità era temperata con la generosità. Ha avuto maniere affascinanti che gli hanno guadagnato l’affetto dei suoi seguaci e gli hanno assicurato la loro devozione. Sebbene fosse virtualmente re dell’Arabia ed Inviato di Allah, non ha assunto mai un’aria di superiorità. Non ha mai dovuto celare qualcosa con il sotterfugio e l’artifizio: con il timore di Allah, l’umiltà sincera era trapiantata nel suo cuore. Soleva dire: “Sono un Profeta di Allah ma non conosco quale sarà la mia fine”. (Bukhari, Sahih Bukhari, capitolo “Al-Janaiz”) In uno dei suoi sermoni pensato per infondere il timore di Allah [taqwà Allàh] e del Giorno del Rendiconto nei cuori della gente egli disse: “O gente dei Quraish siate preparati per la Vita Futura, io non posso salvarvi dalla punizione di Allah; O Bani Abd Manaf, io non posso salvarvi da Allah; O Abbas, figlio di Abdul Mutalib, io non posso proteggere neppure te; O Fatima, figlia di Muhammad, neppure te io posso salvare”. (Sahihain)

Usava pregare: “O Allah! Sono soltanto un uomo. Se danneggio chiunque in qualunque modo, allora perdonami e non mi punire”. (Ahmed, Musnad, volume 6 p. 103)

Sempre ha ricevuto la gente con la cortesia ed ha mostrato rispetto verso la gente più anziana, ed ha dichiarato: “Onorare un uomo anziano è mostrare rispetto nei confronti di Allah.” Non rifiutava la cortesia neppure verso le persone malvagie. È riportato che una persona venne alla sua casa e chiese il permesso per esservi ammesso. Il Profeta notò che non era una buona persona ma fu ammesso. Quando entrò, per il tempo in cui rimase nella casa, gli fu usata completa cortesia. Quando se ne andò ‘Aysha (radiyAllahu anha) disse: “Tu non pensi bene di quest’ uomo, ma lo hai trattato cosi bene.” Il Profeta (saw) rispose: “Egli è una persona malvagia agli occhi di Allah, che non si comporta cortesemente e la gente evita la sua compagnia a causa dei suoi modi cattivi.” (Bukhari, Sahih Bukhari) Egli era sempre il primo a salutare un altro e non ritirava mai la sua mano dalla stretta del saluto finchè l’altro uomo non ritirava la sua. Se uno desiderava dirgli qualcosa nelle orecchie [di privato], non se ne andava via finchè questi non aveva terminato (Abu Dawud, Tirmidhi). Non gradiva che la gente si alzasse per lui ed usava dire: “Lasciate che colui che gradisce che la gente si levi in piedi in suo onore cerchi un posto nell’Inferno”. (Abu Dawud, Kitabul Adab, Muhammadi Press, Delhi). Egli stesso, tuttavia, si levava in piedi quando qualche dignitario veniva da lui. Si era levato in piedi per ricevere la nutrice che lo aveva allevato nell’infanzia ed aveva steso il suo proprio mantello per lei. Il suo fratello adottivo fu onorato con lo stesso trattamento. Evitava di sedersi in un posto prominente in una riunione, così che la gente che veniva aveva difficoltà ad individuarlo e doveva chiedere quale fosse il Profeta. Frequentemente degli incolti beduini si rivolgevano a lui nei loro propri modi rozzi e maleducati ma egli mai si offese.(Abu Dawud Kitabul Atama). Ha usato visitare il più povero delle persone indisposte ed esortava tutti i musulmani a fare altrettanto (Bukhari, Sahih Bukhari, capitolo “Visita alle persone indisposte”). Si sedeva con la più umile delle persone affermando che la rettitudine solamente era il test di verifica della superiorità di uno sopra un altro. Invitava egualmente la gente fossero stati essi schiavi, servi o i più poveri dei credenti, per condividere con lui i suoi pasti scarsi (Tirmidhi, Sunan Tirmidhi). Ogni volta che visitava una persona in primo luogo lo salutava e poi gli domandava il permesso di entrare in casa. Ha raccomandato alla gente di seguire questa etichetta e di non infastidirsi se qualcuno avesse rifiutato di concedere il permesso, dato che era abbastanza probabile che la persona interessata fosse occupata con qualcosa d’altro e ciò non avrebbe costituito nessuna mancanza di rispetto. Non esisteva lavoro di casa troppo infimo o troppo indegno per lui. ‘Aysha (radiy-Allàhu anha) ha dichiarato: “Egli ha sempre partecipato al lavoro della famiglia, qualche volta rammendando i suoi vestiti, qualche volta riparando le sue scarpe o scopando il pavimento. Mungeva, metteva le pastoie e nutriva i suoi animali e faceva le compere per la famiglia”. (Qazi Iyaz: Shifa; Bukhari, Sahih Bukhari, Capitolo: Kitabul Adab) Non esitava a svolgere il lavoro di altri, specialmente degli orfani e delle vedove (Nasi, Darmi). Una volta, quando non era presente alcun membro maschio nella casa del compagno Kabab Bin Arat, usava andare quotidianamente a casa sua e mungere il suo bestiame per gli abitanti [della casa]. (volume 6 di Ibn Saad, p 213).

Il Profeta Muhammad  ed i Fanciulli: Era particolarmente affettuoso con i bambini e soleva entrare nello spirito dei loro giochi fanciulleschi quando era in loro compagnia. Trovava divertimento con i bambini che erano ritornati dall’ Abissinia e provava a parlare in lingua abissina con loro. Era sua pratica prendere sul suo cammello i bambini quando ritornava dai viaggi. (Bukhari, Sahih Bukhari, Volume 2 p.886). Prendeva i bambini in braccio, giocava con loro e li baciava. Un compagno, ricordando la sua infanzia, disse ad esempio: “nella mia infanzia usavo far cadere i datteri gettando le pietre sulle palme. Qualcuno mi condusse dal Profeta il quale mi raccomandò di prendere i datteri che si trovano per terra ma senza fargli cadere con le pietre. Egli poi mi diede un buffetto e mi benedisse.” (Abu Dawud) Dal blog: http://samirfratellomusulmano.splinder.com/

Tratto da “Mondo Islam” n.2