LA LUNGHEZZA DI UNA KHUTBAH E LA TRADUZIONE IN ITALIANO

Di Mamdouh AbdEl Kawi Dello Russo

È venerdì, molti musulmani lasciano il lavoro, o approfittano della pausa pranzo per andare verso la moschea, o centro culturale islamico, altri ancora non possono avere il permesso per assentarsi e si accontentano di pregare in un qualsiasi posto, nell’edificio stesso in cui lavorano.
Chi si dirige verso la moschea con passo tranquillo, chi veloce perché teme di non fare in tempo. È silenzio, incomincia la khutbah sermone del venerdì, subito dopo il richiamo Al Adhàn della preghiera, fatto spesso da voci più o meno intonate, a volte anche stonate. La khutbah ha inizio, ed è in lingua araba. Per chi non capisce l’arabo perfettamente, o per niente, la khutbah può risultare in certi casi pesante, noiosa. Dispiace ammetterlo ma è così. Peggio ancora quando lo sheikh comincia ad urlare, invece di fare una khutbah con un tono più pacato … 35, 45 minuti sono troppi. A quanto sembra molti arabi apprezzano la khutbah lunga, quasi urlata, in questo modo il discorso è più efficace sui presenti, le parole rimangono più impresse nella mente.
Chi non capisce l’arabo si guarda intorno quasi spaesato, oppure sbadiglia. Si sforza di capire, ma pur concentrandosi non va oltre a quelle 3, 4 parole messe insieme, crede di aver capito l’argomento ed invece quello che ha detto lo sheikh è tutt’altro. Oppure c’è chi ha studiato l’arabo, capisce la khutbah, ma non del tutto.
E gli arabi? Chi è attento ed annuisce ad ogni parola che dice lo sheikh, chi sbadiglia, chi dorme. Il sonno profondo annulla l’abluzione wudù.
A volte traducono la khutbah in italiano in modo quasi perfetto, a volte stentato. La traduzione è solo un breve assaggio dell’intera khutbah che dura 45 minuti circa, ed in certi posti addirittura 1 ora. Oppure manca la traduzione, e non sempre chi non ha la fortuna di conoscere la lingua araba riesce a farsi spiegare il concetto della khutbah, poiché, a preghiera terminata, la maggior parte dei presenti si affretta verso l’uscita. Alla domanda “Comè stata la khutbah?”, qualcuno risponde “bella, bella”, lasciandoti quel senso di vuoto per non aver compreso il significato. E qui non ci riferiamo solo agli italiani convertiti tornati all’Islam, o ai figli di immigrati arabi che non conoscono nemmeno l’arabo, o solo alcune parole, anche agli africani dalla Somalia, dal Senegal, agli albanesi, turchi, agli indiani, pakistani, o bengalesi dal Bangladesh. Tutta gente che non conosce l’arabo, salvo eccezioni, e non vanno oltre alla recitazione del Corano e a poche frasi di sopravvivenza.
Quindi, dicevamo, la Khutbah in arabo, seguita dalla breve traduzione in italiano (non sempre), da una breve preghiera, e via tutti verso il lavoro. C’è chi riesce prima a mangiare un kebab velocemente, che fa da compagnia nello stomaco per tutto il giorno. Un venerdì scandito da tanti impegni, il tutto con un tempo calcolato: viaggio di andata, preghiera, pranzo, viaggio di ritorno, lavoro. La khutbah è piuttosto lunga, 1 ora di pausa è sufficiente?
Un’altra nota importante, la traduzione deve essere fatta dopo la preghiera e non durante la khutbah, come la maggior parte dei luoghi di preghiera, e la loro spiegazione (dei responsabili della moschea) è la seguente: “se la facciamo dopo nessuno l’ascolta, perché ognuno si affretta verso l’uscita”.
Quindi?
Come inizio scegliere una bellissima voce per l’Adhan, anche questo è importante, lo sheikh, o imam deve essere competente nel dare la khutbah e deva avere la barba, senza essa è makruh “riprovevole”. Un discorso d’effetto per il sermone, breve e che rimanga impresso nella mente.
Abu Waa’il disse : “Ammaar si rivolse a noi e parlò brevemente, ma in modo eloquente. Quando lui scese (dal minbar), dicemmo: O Abu’l-Yaqzaan, hai parlato con eloquenza, ma brevemente, vorremo che fosse più lunga (la khutbah). Ed egli disse: Ho sentito il Messaggero di Allah (saw) dire: “Un uomo sta allungando la sua preghiera e accorciando la sua khutbah è un segno della sua comprensione (della religione), in modo da rendere le vostre preghiere lunghe e le vostre khutbah brevi, perché c’è fascino nel discorso eloquente. ” Riportato da Muslim. Proprio così. Il nostro Profeta Muhammad (pace e benedizione su di lui) allungava la preghiera ed accorciava la khutbah, e così facevano i suoi compagni Sahabah. Un discorso che non annoiasse per la sua lunghezza, e che, seppur breve, rimanesse impresso. Una khutbah può durare anche… 15 minuti! L’importante è il risultato e non la lunghezza. Meglio recitare le sure del Corano, che tenere un lungo sermone.
Ibn ‘Abd al-Barr (che Allah abbia misericordia di lui) disse: Per quanto riguarda rendere la khutbah breve, è una Sunnah da seguire. Il Messaggero di Allah (pace e benedizioni di Allah su di lui), lo faceva. Secondo l’hadith di ‘Ammaar ibn Yaasir: Il Messaggero di Allah (pace e benedizioni di Allah su di lui) rendeva la khutbah breve. Ed era solito fare khutbah con buone e poche parole, non amava lunghi e prolissi discorsi.
Ibn Hazm (che Allah abbia misericordia di lui) disse: Non è consentito fare la khutbah lunga”.
Shaykh Muhammad ibn Salih al-’Uthaymeen (che Allah abbia misericordia di lui) ha detto: E’ meglio mantenere la khutbah breve, perché ci sono due vantaggi: Gli ascoltatori non si annoiano, poiché se la khutbah è piuttosto lunga la gente potrebbe annoiarsi e stancarsi.
Se la khutbah è breve il musulmano memorizza e ricorda meglio il discorso, ed impara da esso. Quindi il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) disse: “Un uomo sta allungando la sua preghiera e accorciando la sua khutbah è un segno della sua comprensione (della religione)”.
È consentito tenere la Khutbah in altre lingue che non sia l’arabo?
Un momento, qui ci riferiamo NON alla traduzione in italiano dopo la khutbah in arabo, bensì, all’intera khutbah in italiano, o nella lingua del paese che ci ospita.
Alcuni sapienti hanno detto che non è consentito tradurre la khutbah del Venerdì e delle due feste dell’ Eid (Eidu-l- fitr e Eid Al Adha). La loro intenzione (che Allah abbia misericordia di loro) era quella di mantenere e preservare la lingua araba, e di seguire la via del Messaggero (pace e benedizioni di Allah su di lui) e dei suoi compagni (che Allah si compiaccia di loro), che è stato quello di dare la khutbah in arabo nelle terre dei Persiani e di altri, ed incoraggiare le persone ad imparare l’arabo e prestare attenzione ad essa.
Altri sapienti hanno detto che è lecito tradurre in altre lingue la khutbah, se la maggior parte delle persone non sanno l’arabo, soprattutto quando il pubblico non capisce l’arabo e la khutbah non ha alcun effetto su di loro.
Se ci sono alcune persone che capiscono l’arabo, il Khateeb dovrebbe combinare le due lingue, dando la khutbah in arabo poi ripeterla nella lingua che gli altri comprendono. In questo modo egli raggiunge i due scopi, evitando il male ed il conflitto tra il popolo.

Tratto da “Mondo Islam” n. 10

Share This :

Twitter Delicious Facebook Digg Stumbleupon Favorites More

27 Comments to “LA LUNGHEZZA DI UNA KHUTBAH E LA TRADUZIONE IN ITALIANO”

  1. Manar scrive:

    MashAllah fratello!!!!!! Sarebbe stupendo concentrarsi sulla recitazione del Corano e tenere una khutbah breve, con parole semplici, che toccano il cuore, come faceva il nostro caro Profeta( sws)!!!!!!! Epoi sarebbe anche utile fare la traduzione nella lingua di chi non conosce l’arabo….InshAllah…

  2. Abd El Rauf scrive:

    MashALLAH!!Akhi,un articolo importante,l’imam che fa la Khutbah ha una grande responsabilita’!! Deve essere contenuto e preciso e principalmente senza errori!! Un suo sbaglio in ogni caso devia l’attenzione e la concentrazione del fedele muslim che ascolta! Baraka ALLAHU Fik!

    • mondoislam scrive:

      verissimo fratello, la scelta dell’Imam è importantissima, fondamentale per la Khutbah, che deve essere un momento di riflessione, deve trasmettere amore, pace, accrescere la conoscenza del musulmano, e non un momento stancante, per via del tempo e della posizione (non è facile stare seduti per terra per circa 1 ora), dove vengono proposti i soliti argomenti già sentiti più volte, e a volte urlati, sbattuti in faccia

  3. mondoislam scrive:

    ATTENZIONE questo non è lo stesso articolo che avete letto mesi fa.

  4. Rabia Umm Ayman scrive:

    si nota la differenza Hajj….in meglio…comunque ha ragione il fratello ABDEL RAOUF…..la scelta dell imam e’ importante.

  5. mondoislam scrive:

    As-salam alaikum wa ramatuLlahi wa barakatuhu.
    Masha’ Allah, articolo importante e che rispecchia le problematiche del comprendere una cosa importante come la Khutba. Purtroppo non sempre le cose vanno come si vorrebbe. Sarebbe ideale fare una kutba bilingue, in modo che gli ascoltatori sentano comunque la lingua del Corano e desiderino avvicinarsi , ovviamente deve essere moderata e il tono amichevole, quasi da fratello maggiore che insegna ciò che sa ad uno più piccolo. Insha’Allah, speriamo questo avvenga in tutte le moschee. Jazak Allahu khairan fratello!

    Sara Hima

  6. Musa scrive:

    Allah ha detto nel Qur’an, “Non inviammo alcun messaggero se non nella lingua del suo popolo, affinché li informasse.” [14:4]

    Non sono andato in Italia dall’anno 2000, a allora non so com’è la situazione nelle moschee, ma penso che finora la maggior parte delle khutbe sono solo in Arabo. Questo è un gran sbaglio.. Quelli che capiscono l’arabo e non capiscono l’italiano sono i vecchi. I vecchi non sono il futuro dei musulmani in Italia. Se vogliono sentire qualcosa nell’arabo ci sono una centinaia di canali tv con programmi religiosi. Ma dove un giovane che parla solo l’italiano può trovare solo una khutbah in Italiano?

    Credo che i giovani deveno essere coinvolti con le moschee di più per avere le loro voci sentiti. Se non possono, devono sforzarsi di aprire centri islamici e società islamiche (specialmente alle università) dove possono fare la khutbah in italiano e possono organizzare attività nella lingua italiana.

    • mondoislam scrive:

      assalamu aleikum, baraka Allahu fik Musa, purtroppo la situazione in questi 12 anni che manchi dall’Italia non è molto cambiata, anzi, tutto prosegue molto lentamente. Sono daccordissimo sul fatto di dare più spazio ai giovani: che conoscono internet, parlano bene le lingue, sono molto più attivi della vecchia generazioni di musulmani che si limitava solo a: lettura Corano, preghiere 5 volte al giorno… e basta.

      L’Islam ha molte più cose, i giovani sono il futuro dell’islam

  7. mondoislam scrive:

    certo la traduzione e’ importante. Meglio se concisa iin un lasso di tempo di 15/20 minuti max la durata della Khutba.

    Ibrahim Abramo

  8. mondoislam scrive:

    Assalamu alaykum wa rahmatullahi wa barakatuhu, se ci dessero i fogli del contenuto prima della khutbah, sarebbe un lavoro molto bello e molto utile per noi non parlanti della lingua araba, però ciò non viene fatto, ed inoltre molte moschee non hanno la possibilità di farlo… io sono del parere che essendo in Italia anche se la maggioranza dei fedeli che frequentano le moschee sono arabi, sarebbe utile fare la khutbah 7 min in arabo 7 in italiano -la prima parte, 5 min in arabo e 5 min in italiano la seconda parte. cosi tutti apprendono qualcosa e sono più concentrati durante la preghiera. Un’altra cosa, in questa maniera si aiutano anche gli arabi e non arabi a comprendere sia l’arabo che l’italiano, perché io noto una grande mancanza della conoscenza della lingua italiana, che servirebbe molto per chi volesse fare un po di Dawah. BarakAllahu fratello Mamdouh per il lavoro fatto, che Allah ci guidi tutti nella retta via. Assalamu alaykum wa rahmatullahi wa barakatuhu

    Comunque su questa questione non sono unanimi tutti gli studiosi. C’è chi dice lo si fa in arabo c’è chi dice si fa com’è la maggioranza del posto… Io vorrei solo ricordare che i primi Musulmani che facevano la khutbah in arabo erano forti nella lingua araba e sono molto famose le scuole della lingua araba di quelle epoche. Oggi notiamo un analfabetismo generale sia tra i non arabi che tra gli arabi. Ricordo che uno dei motivi/cause che non ci sono molti convertiti nell’islam come accade in altri paesi occidentali come Inghilterra, Germania ecc… è proprio il poco lavoro che si fa nei centri Islamici d’Italia, parlo per esperienza personale vissuta in tutte le moschee dove mi trovo qui a Napoli ma anche dalle testimonianze che ho ricevuto da fratelli che vivono in diversi luoghi qui in Italia. se vogliamo fare le cose per bene, le facciamo però per le scelte effettuate serve un programma, servono lezioni, insegnamenti che si fanno in questi centri… servono lezioni della lingua araba in questi centri. Parlando con un fratello che abita con me, che fa lezioni di arabo, lui mi parla di un cambiamento generale della situazione dove anche per gli arabi è difficile capire l’arabo classico. Che Allah ci guidi per il meglio. Sono del parere che dove c’è una divergenza di opinione tra gli studiosi, che non tocca il Tawhid e l’Aqidah della nostra religione, possiamo scegliere tra le opinioni quella che sentiamo più vicina alla verità e non quella che sentiamo più vicina alle nostre voglie/desideri. Bisogna pesare bene le cose a seconda del posto dove ci troviamo, perché le realtà dell’Islam in italia cambiano molto da regione a regione e da città a città. Assalamu alaykum wa rahmatullahi wa abrakatuhu

    Ibrahim Besmir Sharka

  9. mondoislam scrive:

    la cosa più giusta serebbe inshaAllah: distribuire i fogli con traduzione prima della khutbah, in modo che chi non capisce l’arabo possa leggere mentalmente quello che lo sheikh sta dicendo. Se vuole sentire solo lo sheikh per apprendere meglio l’arabo e gustarsi di più la khutbah, può anche farlo e leggere poi il foglio più tardi. L’Ideale sarebbero 15 minuti di khutbah in arabo. Alla fine della preghiera si può fare anche un riassunto, in compenso c’è il foglio con più dettagli.

  10. mondoislam scrive:

    ma si può leggere durante la khotba??

    Noura Dachan

  11. mondoislam scrive:

    l’arabo non solo non lo capiscono gli italiani, anche: i bengalesi del Bangladesh, i senegalesi, gli albanesi, i pakistani ecc… ecc… Purtroppo è vero, in Italia non si fa molto per chi non capisce l’arabo, in più anche gli arabi stessi certe parole di arabo classico non le capiscono. Gli egiziani hanno il loro dialetto, i marocchini un altro ecc….

  12. mondoislam scrive:

    as salamu aleikum wa rahmatullahi wa barakatuhu. Concordo sul fatto che la khutbah debba essere fatta in arabo e non in italiano. Piuttosto si distribuiscono delle dispense con una traduzione riassuntiva della khutbah, da leggere prima del suo inizio. oppure si traduce a voce a mano a mano che si procede con il sermone.
    ukhti noura, io so che durante la khutba non è permesso leggere (nemmeno il qur’an). wa allahu a’lam.
    Luce Chiara sull’Islam

  13. mondoislam scrive:

    quando mi è capitato di leggare la khutbah in italiano in passato a Sesto S. Giovanni o in via Padova a Milano notavo gli arabi attenti nell’ascoltare parola per parola quello che dicevo, c’è un grande interesse da parte loro di conoscere la lingua italiana.

  14. mondoislam scrive:

    concordo con te per la lettura Luce Chiara… invece per quanto riguarda la lingua penso che sia meglio fare khotbah in arabo e poi tradurla in italiano.. wallahu alam.
    Noura Dachan

  15. mondoislam scrive:

    si, insha allah….sarebbe la soluzione migliore anche per agevolare l’apprendimento della lingua italiana da parte di chi la conosce poco. Sappiamo che c’è una grande carenza in tal senso (soprattutto tra le donne, astaghfirullah per la generalizzazione).
    Luce Chiara sull’Islam

  16. mondoislam scrive:

    un anno ho tenuto dei corsi di italiano per le sorelle in moschea… purtroppo presenza scarso… le uniche molto interessate e che hanno seguito bene erano due sorelle che nel loro paese di origine erano insegnanti di arabo quindi si sentivano molto a disagio a non conoscere bene la lingua… molte delle altre purtroppo avevano scarse conoscenze già dell’arabo.
    Noura Dachan

  17. mondoislam scrive:

    per la traduzione è diverso inshaAllah, basta leggerla mentalmente. Invece per il Corano è vero, durante la khutbah non lo si legge, non si parla. La cosa migliore inshaAllah sarebbe: khutbah in arabo, con traduzione italiana

  18. mondoislam scrive:

    assalamo aiakum bella nota jazaka allahu kairan fratello, nella moschea che frequento io è da un anno che fanno la traduzione in italiano perchè ci sono molti pakistani e albanesi che non capiscono l’arabo
    Maria Durzu

  19. mondoislam scrive:

    ed era l’ora el hamdulillah. Mi ricordo una volta, eravamo in Ramadan, un fratello senegalese chiedeva quasi disperato una traduzione della lezione nel Tarawiah, i fratelli hanno detto “siamo spiacenti adesso non è il momento” ho visto la delusione negli occhi del senegalese. Le sere successive hanno continuato a fare la lezione sempre ed esclusivamente in arabo, senza traduzione. Anche molti italiani non frequentano tanto le moschee, all’infuori del venerdì, o addirittura della domenica, quando sono liberi dal lavoro. C’è poco spazio per la lingua italiana, in questo modo chi non conosce l’arabo si sente tagliato fuori.
    Quì a Milano fa qualcosa la moschea di Segrate, di via Quaranta e a Cascina Gobba, el hamdulillah, e da poco ho sentito che anche via Padova ha ripreso, il resto….niente, dal quel che mi risulta. Comunque c’è ancora tanto da fare inshaAllah.

  20. mondoislam scrive:

    L’islam è DIN, ossia disciplina, metodo. Per questo ci sono vari metodi per fare le cose, tutti legittimi se basati sulle fonti della sharia, non ultimo l’Ijtihad. Per mantenere viva la testimonianza del Rasul (saw), bisogna capire bene gli “obiettivi alti” dei suoi insegnamenti. La giumu’a è l’appuntamento settimanale per ravvivare le coscienze, per questo va fatto in modo da confezionare il miglior messaggio, che arrivi a tutti i fedeli, questo è il compito dell’imam. Per questo in tutto il mondo, la khutbah si fa nella lingua del popolo che affolla la moschea, sia esso turco, arabo, italiano, americano, spagnolo ecc. imparare l’arabo non è fard, fare la giumu’a con efficacia, sì.
    Però penso che le moschee italiane abbiano anche altri problemi: di gestione, di apertura ai giovani, agli italiani oltre che agli immigrati, alla cultura, alla scienza. Abbiamo gestori di moschee che sono nella loro posizione da 10, 20 30 anni, è inaccettabile. Mi metto per primo come carente nel mio impegno, ma non posso fare a meno di dirlo, e che Dio mi guidi e mi perdoni.
    Abdallah Kaba

  21. mondoislam scrive:

    Assalamu Alaikum a tutti, fratello Abdallah Kaba quello che scrivi è giusto per il fatto delle moschee e dei suoi amministatori che in stile Ductur in giacca e cravatta sono nella loro posizione da anni e anni. La Khutbah deve essere fatta nella lingua araba e questo non lo dico io che sono il signor nessuno, ma gli Ulema Al haqq, la traduzione o meglio il riassunto di quanto detto può essere fatto prima dell’Adhan o dopo la fine della salat, ma dopo cè il problema che i fratelli maleducati si alzano per salutarsi gridando e non si capisce nulla…………. non è vero che in tutto il mondo la khutbah si fà nella lingua del popolo. Ho chiesto a fratelli Somali ed in Somalia la khutbah era solo in arabo, dopo la salat si spiegava la khutbah in somalo. Questo avviene anche in pakistan e nei paesi non arabofoni, persino nella vicina Inghilterra. Non sono d’accordo sul fatto che imparare l’arabo non sia fard………perchè scusa tu come cerchi di recitare il Glorioso Quran in Italiano?????…….Nel giorno del giudizio ti verrà chiesto delle recitazione delle preghiere ecc……., se non conosci la lingua araba come fai a recitare le sure, anche il fathia che recitiamo 16 volta al giorno tra salat fard e sunnah. Sbagliare il fathia appunto può invalidare la preghiera…lo sapevi?…………..QUIND?I TI CONSIGLIO DA FRATELLO DI NON POSTARE O SCRIVERE QUELLO CHE PENSI TU CHE SIA FARD O NON …..ASSICURATI CERCANDO RISCONTRO TRA I SAPIENTI E GLI ULEMA AL HAQQ, NELL’ISLAM I PENSIERI PERSONALI NELLA MATERIA DEL FIQH NON CONTANO……….
    giustissimo fratello mamdouh per la lunghezza della khutbah, hai scritto nel post i riferimenti per cui deve essere non lunga, ma almeno dove abito non interessa, Khutbe di 45 minuti di cui si parla di politica, situazione palestinese ecc…. Come tutti sono vicino alla causa palestinese, ma la Khutbah deve essere di facili parole efficaci e che vadano dritte al cuore del fratello sugli argomenti del dìn.

    Ibrahim Abu Omar

  22. mondoislam scrive:

    Salemaleikum. grazie fratello Mamduh. E’ una precisazione la tua molto utile. Sicuramente speriamo che inschallah tutte le moschee in Italia, adottino il sistema di tradurre la kutbah del jumu’a, anche se non letteralmente, l’importante è dare il messaggio a chi non è di lingua araba se viene fatta in questa lingua o in altre. L’importante è che si conosca a grandi linee, l’argomento trattato cosicchè non vada perso. E sicuramente come dici letta nella lingua del paese locale dopo la preghiera. Barakallahu fik.
    Spero inschallah di poter preparare la traduzione della kutbah anche da dove mi trovo inschallah, perchè è veramente molto importante. Potrei comunque inviare quelle precedenti, e scusa la forma grammaticale, non è perfetta, ma hamdulillah, accettale per quello che sono.
    Sergio Carnelli AbdEl Latif

  23. mondoislam scrive:

    aleikum salam AbdEl Latif sono felice di leggerti anche quì, mandami pure i video e la versione scritta delle khutba, non c’è problema per la forma grammaticale carissimo.

  24. mondoislam scrive:

    assalamo ailakum sai fratello Mamdouh ho proposto a mio marito l’idea di consegnare ai fratelli la traduzione della khutbah ai fratelli è l’abbiamo messa subito in pratica al hamdu lillah è una bellissima idea perchè i fratelli la tengono a casa e rileggendola hanno modo di imparare sempre di più insha allah baraka allahu fik fratello
    Maria Durzu

  25. mondoislam scrive:

    aleikum salam ALLAHU AKBAR sorella! sono molto felice è un buon inizio inshaAllah

Leave a Reply

*
 
 
Top siti e blog islamici