LA NOSTRA SOTTOMISSIONE AL DIO UNICO

Di Giorgia Afnan

Tempo fa, parlando con una sorella italiana del suo ritorno all’Islam,  lei mi disse che quando suo marito una ventina di anni fa, tornò a casa proponendole la conversione dal cristianesimo, lei era decisamente scettica. Lui però insistette, dicendole che comunque lei non avrebbe perso i suoi punti di riferimento, che Maria (ra) la madre di Gesù e suo figlio (as), erano figure importanti anche per il credo musulmano. Che secondo lui, questa era la religione giusta e che lei avrebbe dovuto fidarsi, fare atto di sottomissione a Dio l’Altissimo e poi con il tempo tutto sarebbe “ritornato”. Lei  si fidò e pronunciò la shahada, hamduLlah, e con il tempo diventò davvero musulmana credente e praticante, mash’Allah. Alla fine del racconto le dissi:”Ed ora cosa ne pensi di questo tuo ritorno?” Lei mi rispose, subhanallah:”Non tornerei indietro per niente al mondo, mash’Allah!”. Perchè vi ho raccontato questa storia? Perchè qualche giorno fa parlando con un’altra cara sorella nellIslam, lei mi ricordò che sul sublime Corano sta scritto così:

“I Beduini hanno detto: ‘Crediamo’. Di’: ‘Voi non credete. Dite piuttosto ci sottomettiamo’, poiché la fede non è ancora penetrata nei vostri cuori. Se obbedirete ad Allah e al Suo Inviato, Egli non trascurerà nessuna delle vostre [buone] azioni. In verità Allah è Perdonatore, Misericordioso”. Sura Al HujuraT/ Le stanze intime, V. 14- Se andiamo a guardare la spiegazione di questo versetto sull’interpretazione del sacro Corano fatta da Hamza Piccardo Ed. Al Hikma troviamo: Il versetto è molto importante per la distinzione che stabilisce tra la fede e la sottomissione:

*      La prima investe la realtà spirituale dell’individuo

*      La seconda può limitarsi al suo comportamento esteriore ed essere comunque accettata dalla comunità islamica. La sottomissione talvolta precede la fede e crea i presupposti affinchè quest’ultima possa svilupparsi nel cuore dell’uomo. La Shari’a (la legge islamica) si limita a giudicare quello che appare, solo Allah (gloria a Lui l’Altissimo) conosce il segreto dei cuori. Per concludere quindi, se una persona crede che Allah-Dio l’Altissimo è Uno e solo Uno, crede nei Profeti (as), nei libri rivelati, negli Angeli e nel destino predestinato da Dio non ha da fare che la testimonianza di sottomissione. Tutto il resto insh’Allah, l’elevazione del cuore e spirituale, il miglioramento della pratica, la fede, arriveranno da sole. E Dio ne sa di più, Allahu ‘alam.

Tratto da  “Mondo Islam” n. 5