LE TRE PROVE DEL PROFETA GIUSEPPE/ YUSUF (pace su di lui)

A cura di Mamdouh AbdEl Kawi Dello Russostory-of-prophet-yusuf-1-638

Nelle due lezioni precedenti, tenute in moschea, dedicate al Profeta Giuseppe Yusuf (pace su di lui) ho raccontato la storia del Profeta Giuseppe (as), che è stato messo a dura prova per ben tre volte, superandole, el hamdulillah.
1- Quando venne gettato nel pozzo

2- Quando Zuleika tentò di sedurlo

3- E quando Giuseppe (as) fu rinchiuso in prigione

Da queste tre prove dovremmo trarne insegnamento inshaAllah.
Quando Giuseppe (pace su di lui) fu gettato nel pozzo, attorno a lui c’era il buio totale e un silenzio inquietante. Pensieri di paura entrarono nella sua mente: che cosa gli sarebbe successo? Dove avrebbe trovato cibo? Perché i suoi fratelli erano contro di lui? Il padre sapeva della sua situazione?
Il sorriso di suo padre gli tornò in mente ricordando l’ amore e l’affetto che aveva sempre. Giuseppe (pace su di lui) cominciò a pregare con fervore, chiedendo ad Allah per la salvezza. A poco a poco la sua paura cominciò a placarsi. Il suo Creatore stava testando il giovane con una grande disgrazia per infondere in lui uno spirito di pazienza e coraggio. Giuseppe (pace su di lui), si arrese alla volontà del suo Signore. Quindi da questa prima prova dovremmo riflettere sulla pazienza, il coraggio e la sottomissione ad Allah.
Giuseppe (aleyhi salam) fu presto di fronte alla sua seconda prova.
La moglie del primo ministro, Zulaika si era innamorata di Giuseppe (as). Era una donna molto bella ed intelligente, tentò di sedurlo, Giuseppe (pace su di lui) non cedette al suo fascino e questa è stata un’altra prova di grandissima FEDE. Lui disse :” Mi rifugio in Allah”, e questo ci insegna a resistere di fronte alle tentazioni, ricordandoci in qualsiasi momento di Allah L’Altissimo. Al rifiuto di Giuseppe (as), Zulaika convinse il marito che l’unico modo per salvare il suo onore era quello di mettere Giuseppe (pace su di lui) in carcere, altrimenti non sarebbe stata in grado di controllare se stessa e di salvaguardare il suo prestigio. Il primo ministro (Aziz, marito di Zuleika) sapeva dell’innocenza di Giuseppe (pace su di lui), giovane uomo d’onore, fedele servitore, e lo amava per queste ragioni. Non è stata una decisione facile per lui rinchiudere un uomo innocente dietro le sbarre della prigione. Tuttavia non riuscì a fare diversamente e pensò che anche nasconderlo dalla vista di Zuleika, sarebbe stato come salvaguardarlo. Quella notte, con il cuore appesantito, il ministro mandò Giuseppe (as) in prigione.
La Prigione era la terza prova di Giuseppe (pace su di lui).
Durante questo periodo Allah lo benedisse con un dono straordinario, la capacità di interpretare i sogni. Giuseppe (pace su di lui) tuttavia rimase in prigione per alcuni anni, rimanendo paziente e continuando a pregare ad Allah. Interpretò in prigione il sogno del re, il quale rimase affascinato e stupito dall’interpretazione di Giuseppe (as). Si chiese: “Chi potrebbe essere questa persona?”. Egli comandò di liberare Giuseppe (as) dal carcere e di portarlo a lui. L’inviato del re andò a prenderlo immediatamente, ma Giuseppe (pace su di lui) si rifiutò di lasciare la prigione fino a quando la sua innocenza non sarà dimostrata. L’inviato tornò dal re. Il re gli chiese: “Dove si trova Giuseppe (as), non ti avevo ordinato di portarmelo? “, l’inviato rispose: ” Si è rifiutato di lasciare la prigione fino a quando verrà stabilita la sua innocenza per quanto riguarda le donne che si tagliarono le mani “. Il re ordinò : «Portate le mogli dei ministri e la moglie del primo ministro tutte in una volta”.
Il re riconobbe così l’innocenza di Giuseppe (as), e disse: ” Portatelo a me “. Quando il Messaggero [Giuseppe] andò da lui disse: “Torna al tuo Signore, e chiedi a lui: cosa volevano le donne che si tagliarono le mani ? Sicuramente, il mio Signore Allah è ben consapevole del loro complotto”. Il re disse alle donne: “Qual’era la vostra intenzione quando avete cercato di sedurre Giuseppe? ” le donne risposero: “Allah non voglia. Nessun male abbiamo contro di lui !” La moglie di Aziz, disse: “Ora la verità si manifesta a tutti, sono stata io a cercare di sedurlo e lui è sicuramente uno dei più veritieri”. Allora Giuseppe (pace su di lui) disse: “Ho sollecitato questa inchiesta, in modo che lui (Aziz) sappia che non l’ho tradito in segreto. E, in verità Allah non guida la trama dei traditori. Non voglio assolvere me stesso dalla colpa. In verità, l’anima è incline al male, tranne quando il mio Signore concede la Sua Misericordia [su chi vuole]. In verità, il mio Signore è Perdonatore, Misericordioso”. ( Corano, Sura Giuseppe/Yusuf, v.50-53 )
Da questa terza prova della prigione dovremmo imparare a mantenere salda la nostra Fede in Allah , ad essere onesti nella vita e portare ancora una volta pazienza per le avversità.
Quindi:
pazienza, coraggio, sottomissione ad Allah [come nella prova del pozzo] resistere di fronte alle tentazioni [come nella prova di seduzione, che proviene da Satana] mantenere salda la Fede, ed essere onesti nella vita [come nella prova della prigione]

Tratto da “Mondo Islam” n. 18