NASCERE IN ITALIA E SENTIRSI STRANIERI

Di Sofien Hamzaoui

Bismillah Arrahman Arrahim

In nome di Allah il Clemente, il Misericordioso

Soufian

Ash hadu an la ilaha illallah wa ashadu anna Muhammadun Rasullullah, (testimonio che non esiste dio all’ infuori di Allah e Muhammed è il suo Messaggero). Con queste parole apro davanti a me un universo.

Navigando su internet per caso ho scoperto il sito “Mondo Islam”, subito la cosa mi ha incuriosito, visto che è abbastanza raro leggere articoli riguardanti il culto islamico in lingua italiana. Scaricai cosi il file riguardante il giornale sul mio computer e mi accorsi subito che quest’ultimo era ricco di informazioni, racconti e leggi fondamentali per il nostro culto. La curiosità e l’interesse aveva preso il sopravvento, quindi scaricai tutti i 15 volumi dal sito e tutte le sere mi metto al computer a leggermi qualcosa. Devo dire che ci sono cose che non mi sarei mai aspettato di leggere come le origini del nome di Maometto che in realtà significa (mal commetto), una presa in giro al Profeta, quindi sarebbe meglio chiamare il Profeta semplicemente “Muhammad” (saw)…

Ho pensato così di scrivere la mia storia quindi cominciamo cosi…

Sono figlio di immigrati tunisini nato in Italia, ho due sorelle maggiori anche loro nate qui come me, ho 26 anni e da 6 anni faccio l’idraulico…Vivo in un paesino di 5000 abitanti circa a nord di Saronno. Un paesino dove ha sempre avuto la grande influenza della democrazia cristiana, l’educazione delle suore e la sacralità della messa della domenica,un paesino semplice con un paesaggio prevalentemente rurale, originato da coltivatori di patate e fruttivendoli per farla breve… Ai tempi nel piccolo paese di coltivatori c’eravamo noi come famiglia straniera, e una marocchina, allora il flusso di immigrazione era al minimo. I miei genitori mi spedirono, come le mie due sorelle maggiori, all’asilo comunale del piccolo paese, a quei tempi gestito da suore, infatti in estate c’ era l’oratorio maschile e quello femminile, mia madre raccomandò le suore di non farmi mangiare nessun tipo di carne a mezzogiorno, ma ignorarono l’ordine e per tre anni durante il pranzo mi diedero da mangiare anche le carni compresa quella di maiale. Mi ricordo un episodio che io e gli altri bimbi recitammo una parte religiosa e il prete della parrocchia ci fece bere un sorso di vino ad ognuno di noi.

Passarono gli anni, superai le elementari con serenità fino alle medie, da li cominciarono le sofferenze, infatti i compagni di classe e professori mi fecero domande riguardo la mia cultura e tante volte non seppi nemmeno rispondere, all’arrivo del mese di Ramadam era il massimo delle domande e delle polemiche. Le domande più frequenti erano: “ma perche lo fai? -ma non ti viene fame?-ma ce la fai a resistere?” Solo un paio di professori ammiravano ciò che facevo. Allora ero poco meno di un adolescente, conoscevo la lingua araba perche la parlavamo in casa, sapevo varie sure del Corano quelle corte per pregare -al hamdulillah ne conosco una decina a memoria, ma so che non basta-, la pressione sociale cominciava a pesarmi, volevo appartenere alla società, volevo solamente giocare e crescere assieme ai miei amici, ma non mi accettarono per causa della mia diversità, sapevo che non potevo mai essere uguale ai miei compagni di classe perche, anche se sono nato in Italia, appartenevo ad una famiglia molto rigida, soprattutto sulla religione [i miei genitori sono di Kairouan, la capitale islamica in Tunisia]. Tante volte ero solo, non condividevo iniziative e non apprezzavo più nemmeno io le cose che un comune pre-adolescente doveva vivere, appunto per la mia diversità, solo in pochi mi capivano o stavano vicino a me, ma nonostante tutto questo ho cercato di essere sempre gentile, cortese e disponibile in tutte le cose anche se lo studio non è stata la mia passione.

Agli allenamenti di calcio ero sempre diffidato, appunto per la mia diversità, magari se avessi mangiato pane e prosciutto o bestemmiato, i miei coetanei mi avrebbero accettato un pò di più, stessa cosa per l’allenatore che non mi convocava mai alle partite. A tanti non sembra, ma è veramente brutto, certi ricordi te li porti per tutta la vita. Le cose sono cominciate a migliorare al superamento della media superiore e mi allontanai dalla comunità del paese e davanti a me si aprì un altro mondo. Ma questo è un altro discorso. Oggi ho 26 anni, faccio l’idraulico, sono un ragazzo felice, al hamdulillah, ho preso conoscenza che il Diavolo è sempre tra di noi e cerca in tutti i modi per sviarci dalla Retta Via, ogni tanto vado in moschea, frequento amici, faccio viaggi quando il lavoro me lo concede, non prego più come prima per colpa del Diavolo, ma io sono fiducioso di me e della mia fede e so che arriverà un giorno che riprenderò la Retta Via, scaccerò il Diavolo con il Sacro Corano e nessuna forza mi potrà mai più sviare dalla vera Religione, il Dio unico,un libro,una parola:ISLAM!

Tratto da “Mondo Islam” n. 16