RIGUARDO IL PUDORE

Di Amr Khaled
testo rielaborato e riassunto

da Cinzia Aisha Rodolfi


Il pudore è ciò che trattiene l’anima dal commettere peccati, volgarità ed oscenità. Il cuore non sopporta di compiere un atto proibito, proprio perché è intollerabile vedersi disonorato davanti ad Allah, alla gente e davanti alla stessa anima. Questo avendo una animo nobile. Questo è il pudore. È come se fosse un sentimento interno all’animo che solleva dalle qualità pessime!
Pudore in arabo si dice “Hayaa” che deriva dalla parola “Hayat” cioè vita. L’uomo è pudico quando è cosi vivo che si sente superiore dal compiere volgarità e peccati.

Perciò c’è una forte relazione tra il pudore e la vitalità del proprio cuore, a tal punto che più il tuo cuore è vitale, più è pudico. Per questo si dice: “Il più vivo è quello che è più pudico”; quando muore il cuore, per un nonnulla si diventa brutti ed osceni, e in questo caso, non c’è più nulla da fare. Molti pensano che il pudore sia la timidezza. In realtà non è così. La timidezza è la confusione quando ci si trova sotto i riflettori, oppure qualcuno ci rivolge una domanda alla quale non si riesce ad esprimere. La timidezza è il risultato della paura. È l’atteggiamento di una persona dal carattere debole che non ha fiducia in se stessa. Il pudore invece è la qualità di chi è sicuro di se e rifiuta di essere disonorato davanti ad Allah, davanti alla gente e davanti a se stesso. È una grande differenza.
I detti del Profeta (pace e benedizione su di lui) sul pudore
Il profeta disse: “La fede è divisa in settanta parti e più. Il pudore è una parte della fede” . Il fatto strano è che il Profeta (pace e benedizione su di lui) non ha citato le settanta parti ma ha ricordato il pudore; Perché il pudore è quello che ti aiuta a compiere gli altri aspetti. Se amministri a sufficienza il pudore, sarai conseguentemente sicuro di compiere correttamente tutti gli altri atti, in aggiunta alle settanta parti citate.
Completa il tuo pudore, completerai la tua fede
In un detto il Profeta (pace e benedizione su di lui) disse: “La fede comprende settanta parti o più di settanta aspetti, il più eccellente dei quali è la formula: “Non vi è Dio oltre ad Allah” e il più basso dei quali è la rimozione di un ostacolo pericoloso dalla via; e il pudore è una parte della fede”
Ibn Shaiban disse che queste parti sono divise in sezioni riguardanti il cuore, la lingua e il corpo.
Quelle relative al cuore sono: il credo in Allah, nei Suoi Angeli, nei Suoi Libri, nei Suoi Messaggeri, nel Giorno del Giudizio, nella Resurrezione, nel rialzarsi del morto, nel Paradiso e nell’Inferno; avere timore verso Allah e provare il pentimento, essere soddisfatti, essere grati verso l’Altissimo. Quelle che riguardano invece la lingua, sono: l’evitare di dire cose disdicevoli, imparare la scienza, leggere il Corano, raccomandare le buone consuetudini e proibire ciò che è riprovevole. Quelle relative al corpo, sono: la preghiera, il digiuno, il jihad, il pellegrinaggio, la visita, l’invito ad Allah e molte altre cose. Il pudore non è stato citato perché è il polo che collega tutte le settanta parti e più. Tutti i buoni caratteri derivano dal pudore, e la premura di obbedire Allah deriva dal pudore verso di Lui.
Il Profeta (pace e benedizione su di lui) disse: “Il pudore e la fede sono connessi, se si eleva l’uno si eleva l’altro”.
Il Profeta (pace e benedizione su di lui) disse:”Tutto il pudore è bene “.
Disse anche:”Il pudore non porta che il bene”, il suo risultato è sempre positivo.
“Il pudore fa parte della fede, e la fede è nel Paradiso, invece la sconcezza e la bassezza d`animo ed i vizi fanno parte della durezza, e la durezza è nell’Inferno”La durezza è la rozzezza del cuore. Il Profeta (pace e benedizione su di lui) disse:” Quando Allah Vuole annientare una persona, gli toglie il pudore, e quando gli è stato tolto il pudore, lo troverai abominevolmente orrendo.”

Questi esempi si possono vedere anche per strada. Può capitare che tu ti possa vergognare dei comportamenti privi di pudore di alcune persone, e di guardare i loro visi e trovarli odiosi e detestabili.
“.. e quando lo troverai abominevolmente orrendo, Allah gli toglierà l’affidabilità; e quando gli sarà stata tolta l’affidabilità, lo troverai un perfido traditore, e Allah gli toglierà la misericordia; e quando gli sarà stata tolta la misericordia, lo troverai dannato e maledetto..”.
Il pudore è la prima qualità che è stata tolta: è il primo passo per perdere la fede e la religione.
Il Profeta (pace e benedizione su di lui) disse: “Ogni religione è certo caratterizzata da una qualità morale, e la qualità morale dell’Islam è il pudore”.
Abu Sa’id Al Khudri riportò: “Il Messaggero di Allah (pace e benedizione su di lui) era così pudico che quando gli dispiaceva qualcosa, ce ne accorgevamo dal suo viso”
“Fatima bint Otba Ibn Rabea è andata al profeta (pace e benedizione su di lui) per abbracciare l’islam – con loro c’ era Aisha, la moglie del Profeta (pace e benedizione su di lui) – il Profeta disse a Fatima:”Fatima, promettimi di non associare altri ad Allah, di non rubare, di non commettere adulterio…” in quel preciso istante, la donna si vergognò a tal punto che abbassò la testa mettendo le mani su di essa.
Paragona questa situazione con ciò che accade oggigiorno. Qualche volta, ascoltando i discorsi delle ragazze, tu ti imbarazzi e ti si arrossa il viso, mentre Fatima si è vergognata , ha messo le mani sulla testa e l’ha abbassata, solo perchè ha sentito dire la parola”adulterio”.
Ecco un hadith raccontato da Aisha (Che Allah sia soddisfatto di lei): “Quando entravo in casa mia – nel periodo in cui vi furono sepolti il Messaggero di Allah (pace e benedizione su di lui) e Abu Bakr – [il padre di lei] – dicevo che essi erano mio padre e mio marito, e quindi non mi curavo di indossare il velo. Quando morì Omar Ibn al-Kattab e venne sepolto accanto al Profeta (pace e benedizione su di lui) e a mio padre, mi sono vergognata di non vestire il velo, anzi, mi curai di vestirmi completamente, pur essendo Omar morto.”. Quando si parla del pudore, pensiamo sempre alle ragazze, dalle quali ci aspettiamo maggiormente che lo applichino.
Vedi il pudore della ragazza incontrata dal Profeta Mose`(pace su di lui ) nella Sura “Al-Qasas” (Il Racconto). Allah l’Altissimo dice quel che può essere tradotto come: “Abbeverò per loro, poi si mise all’ombra e disse: «Davvero, Signore, ho molto bisogno di qualsiasi bene che farai scendere su di me». Una delle due donne gli si avvicinò timidamente . Disse: «Mio padre ti invita per ricompensarti di aver abbeverato per noi». Quando giunse al suo cospetto e gli raccontò la sua storia, disse [il vecchio]: « Non temere, sei sfuggito a gente ingiusta». “( Sura XXVIII, versetti 24-25).
Ci sono due letture del versetto: la prima tratta del modo pudico di camminare della ragazza, e la seconda collega il suo modo di camminare, il suo pudore e le sue parole. Il grado più alto e più sublime del pudore è quello che manifestiamo nei confronti di Allah. Tutti i peccati, piccoli o grandi, dell’uomo o della donna, dell’anziano o del ragazzo, convergono verso un punto comune: nel non avere pudore del fatto che Allah ci vede quando commettiamo i peccati. Se tenessimo a mente che Allah ci osserva in continuazione, non avremmo di sicuro commesso alcun peccato.
Ascolta ciò che Ibn Al-Qayim disse a proposito:
“La tua gioia di un peccato è più grave presso Allah del peccato stesso, a causa della mancanza di pudore verso Allah”. Quindi il piacere che provi mentre commetti un peccato è più grave per Allah del peccato stesso, e continua: “Il tuo dispiacere di perdere un’ occasione per commettere un peccato, è più grave per Allah del peccato stesso”.
C’è chi commette una colpa avendo paura di Allah, avendo rispetto verso di Lui, senza provare piacere della propria colpa. Indubbiamente Allah aiuterà questa persona a ravvedersi e la perdonerà. E invece c’è chi si augura di fare un peccato, fa di tutto per attuarlo e quando fallisce nell’ottenerlo si rattrista dolorosamente. Questa tristezza viene messa, nel Giorno dalla Resurrezione, sulla bilancia delle cattive azioni, e sarà più pesante del peccato stesso. Tutto ciò per l’impudenza verso Allah. Quando cerchi di nasconderti mentre fai un peccato, è più grave per Allah del peccato stesso, perché hai avuto riguardo verso la gente e non l’hai avuto verso Allah, il Creatore dei Mondi. Un uomo andò da Ibrahim Ben Al-Adham dicendo: “O imam, mi voglio pentire e abbandonare i peccati, dammi dei consigli che mi possano aiutare a non disobbedire ad Allah e per essere protetto dagli errori nei momenti di debolezza”. L’ imam Ibrahim disse: “Se vuoi disobbedire Allah, lo puoi fare però non sulla sua terra”. L’uomo disse: “Allora dove potrei disobbedirGli?”. L’Imam disse: “Fuori dalla Sua terra”. L’uomo disse: “Come faccio, tutta la terra è di Allah, Il Glorioso, Il Magnifico”. L’Imam disse: “Non hai vergogna, quindi, di disobbedire ad Allah sulla Sua terra! E se vuoi continuare a disobbedirGli, non mangiare il Suo cibo”. L’uomo replicò: “O Imam come faccio a vivere?” L’Imam rispose: “Non hai pudore, quindi, di mangiare il Suo cibo e di disubbidirGli nonostante il bene che ti ha donato! Ma se vuoi ancora dissubbidirGli, allora fallo in un luogo dove Allah non può vederti”. L’uomo chiese: “Come faccio? Allah è con noi, ovunque siamo”. L’Imam disse: “Non hai pudore, quindi, di disobbedirGli mentre è con te ovunque! Ma se vuoi ancora disobbedire ad Allah, allora, quando verrà l’Angelo della morte per prendere la tua anima, digli di attendere finché non ti sarai pentito”. L’uomo disse: “Chi ha il potere di fare questo?”. L’Imam rispose: “Non hai pudore? Morirai, e l’Angelo prenderà la tua anima mentre stai peccando. Se continui a voler disobbedire ad Allah, quando gli angeli dell’inferno ti verranno a portare nel fuoco dì loro: Non vengo con voi. Se puoi. Non hai ancora pudore?”. Tu mangi il Suo cibo, Gli disobbedisci sulla Sua terra, Gli disobbedisci mentre Egli ti vede, e può darsi che morirai mentre stai commettendo un peccato, e non potrai allontanare l’Angelo della morte o sottrarti dagli Angeli dell’inferno nell’Ultimo Giorno; non hai ancora pudore? Non abbassi ancora il tuo sguardo? Consumi ancora cibi illeciti? Non vuoi ancora portare il Hijab (il velo)? Dici ancora delle bugie? Sei ancora disonesto? Ancora non temi Allah? Non esegui ancora la preghiera come dovresti? Non vuoi ancora dare la Zakat? Non vuoi ancora vivere per Allah?
Allah l’Altissimo, in un altro Hadith, chiama Davide dicendo: “O Dawud! Se coloro che si allontanano da Me conoscessero il Mio amore per loro, il Mio attaccamento a loro e il Mio desiderio di vederli tornare, verrebbero verso di Me volando. O Dawud!
Se questo è per chi si allontana, secondo te, come sarà il Mio amore per coloro che vengono da Me?” La Gloria sia su Allah, l’ Unico.
Come fai a non avere pudore verso Allah, insistere ancora nel disobbedirGli e non ad amarLo??
Abu Mu’sa riporta un altro Hadith del Messaggero di Allah (pace e benedizione su di lui) che dice: “Allah distende la Sua mano di notte per permettere ai colpevoli di pentirsi dei misfatti commessi dall’alba al crepuscolo, e distende la Sua mano di giorno per permettere ai colpevoli di pentirsi dei misfatti commessi durante la notte”.
Pensa al pudore che proverai nel Giorno della Resurrezione davanti ad Allah se non riesci a ricordarLo in questa vita, nonostante sia con te in qualsiasi momento, Lui ti sente e ti vede. Ricordati di come sarai sottomesso davanti ad Allah, nel Giorno del Giudizio: mentre prenderai la pagina dove saranno scritti i tuoi misfatti, sarai misero, scalzo e nudo. La maggior parte di noi è disattenta, e non pensa a questa grave situazione, ma questo giorno è più vicino di quanto possiamo immaginare, come disse il Profeta (pace e benedizione su di lui).“Lo spazio che intercorre fra il mio tempo e il Giorno del Giudizio è piccolo quanto la distanza fra queste (avvicinando le sue due dita)”. Non dimenticare la vergogna che proverai mentre sarai tra le mani di Allah l’Altissimo. L’Imam Ali (che Allah si compiaccia di lui) disse: “Ci saranno persone nel Giorno del Giudizio la cui carne cadrà dai volti dalla vergogna, quando i loro peccati verranno presentati davanti ad Allah” Immagina questo giorno, quando l’Araldo chiamerà le persone con i loro nomi, uno per uno, per esporre ciò che avranno commesso. Immagina queste persone, che non potranno muoversi per il terrore e per il pudore. Ma gli Angeli li riconosceranno tra milioni, per la vergogna e per il timore di Allah che mostreranno. Allah l’Altissimo gli dirà (secondo un hadith del Profeta (pace e benedizione su di lui) “Oh Mio servo, che cosa ti hai ingannato circa il tuo Signore? Non hai pensato che Mi avresti incontrato oppure te lo sei dimenticato? Oh mio servo, non hai avuto pudore verso di Me mentre guardavi le cose proibite, mentre andavi verso il male, mentre prendevi ciò che era vietato? Servo Mio, Mi hai preso alla leggera? Sono stato poco importante per te? Ti comportavi nella maniera migliore nei confronti delle persone e ti presenti a Me soltanto con i tuoi disgustosi peccati? Mio servo, non ti ho fatto il dono del matrimonio? Non ti ho dato la salute? Non ti Ho provvisto della sussistenza? Non ti Ho…? Non ti Ho…? Mio servo, leggi il tuo libro. Prendi il tuo libro e leggi: ti accorgi di aver compiuto una buona azione, e si schiarisce il tuo viso, quindi di aver commesso un peccato, ed esso ti diventa nero… e prosegui così. Vuoi invece sapere come verrà trattato un buon credente nel Giorno del Giudizio? il Profeta (pace e benedizione su di lui) spiegò che Allah l’Altissimo si avvicinerà al Suo fedele servitore, e coprendolo per nasconderlo dagli altri, gli dirà: “Ti ricordi di questo peccato, di tale misfatto? Te li ho nascosti, e non ti Ho svergognato sulla terra, e oggi ti perdono.”
I sapienti parlano di sei tipi di pudore:
1. Il pudore dei peccatori “Al-Jinaya”: si tratta di un pudore che prova chi commette un enorme peccato; lo si paragona a quello di Adamo quando mangiò il frutto dall’albero. Adamo ed Eva corsero, dopo aver mangiato dall’albero proibito, in tutti gli angoli del Paradiso per nascondersi, dalla vergogna. Questo tipo di pudore, si manifesta quando commetti un peccato, e di seguito cerchi di riscattarlo facendo una buona azione.
2. Il pudore di coloro che sentono di non aver fatto abbastanza: in questo caso, ci si accorge, pur essendo religiosi, di essere ben lontani dal raggiungere il tipo di culto che Allah merita. Questo pudore, è come quello degli Angeli, che pregano Allah per centinaia di anni. Il Profeta, pace e benedizione su di lui, disse: “In cielo, davvero non c’è più posto. In ogni spazio di tre dita, c’è un angelo prosternato che sta pregando. E nel Giorno del Giudizio, gli Angeli diranno ad Allah che non l’hanno adorato come si doveva.”
3. Il pudore dei sottomessi: è il sentimento che prova chi ha capito di essere un servo di Allah l’Altissimo, di essere totalmente sottomesso a Lui, che fa quello che Egli ha comandato. Il miglior esempio di questo tipo di pudore è quello del Profeta, (pace e benedizione su di lui) che pur desiderando che la direzione della preghiera fosse verso la moschea Al-Haram (La Mecca) e non verso quella di Al-Aqsa, non chiese ad Allah l’Altissimo di cambiarla, perché il suo pudore glielo impediva
4. Il pudore che proviene dalla gratitudine nei confronti dei doni di Allah l’Altissimo: come quello che apparteneva, anche in questo caso, al Profeta, che aveva pudore di non riuscire a esprimere la sua gratitudine a sufficienza, visto la grandezza dei doni di Allah.
5. Il pudore che proviene dall’amore verso Allah l’Altissimo: se ami Allah profondamente, provi verso di Lui questo tipo di pudore. I tuoi occhi traboccano di lacrime, il tuo cuore trema e tutte le tue membra Gli si sottomettono. Questo sentimento è difficile da descrivere: solo colui che l’ha provato può capirlo. Il Profeta, pace e benedizione su di lui, diceva: “Oh Signore, concedimi di amarTi, di amare quelli che Ti amano e di amare ogni atto che possa compiacerTi.”
6. Il pudore che proviene dal riconoscimento della magnificenza di Allah l’Eccelso, il Maestoso: il miglior esempio è quello dell’angelo Gabriele (pace su di lui), che si palesò quando accompagnò il Profeta, pace e benedizione su di lui, fino al settimo cielo. Il Profeta (pace e benedizione su di lui) raccontò che quando si avvicinarono al Loto del Limite (un albero di loto, confine celeste oltre il quale nessuna creatura è mai passata), Gabriele si fermò, mostrando talmente tanto pudore e sottomissione verso la maestosità di Allah l’Altissimo da apparire come un cencio lacerato.

Allora, sicuramente adesso hai compreso come si manifesta il pudore verso Allah l’Altissimo. I sapienti dicono che chi è pudico verso Allah l’Altissimo raggiunge lo stato di “awlia” (persona devota, che Allah ama e protegge). Dunque, impara a essere rispettoso verso Allah l’Altissimo, che ti guarda e ti ode, qualunque cosa tu faccia e qualunque cosa tu dica.

Tratto da “Mondo Islam” n.8

ed anche da:

http://www.islam-online.it/2011/04/a-proposito-del-pudore/