RIGUARDO LA PUNIZIONE DELLA RASATURA DEI CAPELLI

Recentemente i media hanno riportato un fatto accaduto ad una minorenne musulmana. Secondo le spiegazioni fornite dai giornali la ragazza è stata rasata a zero dalla madre come punizione per essersi opposta all’ordine di portare il velo islamico. La notizia poi è stata smentita dalla ragazza e dalla sorella, il motivo della rasatura è stato un altro e quindi non legato al hijab.

Le notizie riportate riguardano la 14enne originaria del Bangladesh che frequenta una scuola media di Bologna. Le insegnanti hanno raccolto la sua testimonianza… Sembrerebbe invece che sia stata la ragazza a chiedere alla madre di rasarle a zero il capo, per un taglio di capelli mal riuscito. Vero o non vero possiamo affermare che non è altrettanto giusto togliere la ragazza, estirparla dalla famiglia di origine per essere affidata ad un’altra con cultura, religione diversa. Questo episodio è stato usato dai media in modo ossessivo facendo passare in secondo piano altri fatti di cronaca.

Nell’Islam la rasatura dei capelli ad una donna è vietata, ancor peggio per punizione, per umiliarla, come si usava fare nel dopo guerra. Il velo è un diritto per una donna, un obbligo verso Dio, ma non la si costringe con le forze. Se fosse vero il fatto che l’hanno rasata per punizione in errore è la famiglia, che non conosce bene l’Islam e che lo vive in modo abitudinario senza comprendere il vero significato. In questi casi andrebbe l’intera famiglia rieducata, ma da imam competenti, prima ancora di pensare all’educazione della giovane donna.

Obbligare con le forze qualcuno a fare cose contro il proprio volere non fa altro che peggiorare le cose portando spesso ad un risultato opposto. Le conseguenza: odio per il velo e per l’Islam. Adesso la ragazza e le sue sorelle sono state date in affidamento, quale sarà il loro destino? Solo Iddio lo sa.

Mamdouh AbdEl Kawi Dello Russo

Tratto da “Mondo Islam Magazine” n. 23