RITORNO IN EGITTO (2008)

Di Mamdouh AbdEl Kawi Dello Russo


E’ la sesta volta che decido di prendere l’aereo per il Cairo ed ogni volta che mi reco in questo paese immenso mi sorprendo sempre più. Il Cairo non me lo ricordavo così caotico, l’Egitto non era –se la mia memoria non mente- così immerso nella miseria. Credo che l’aumento dei prezzi e quindi del costo della vita abbia impoverito sempre di più le persone. Nel n. 14 del 2006 avevo scritto per “Etnomondi” un articolo dal titolo “L’Egitto che sta cambiando” ebbene, oggi potrei benissimo scrivere “L’Egitto che non cambia per niente… se non in peggio”. Ho sempre amato questo paese, per la storia, per la gente, per il cibo e soprattutto per le moschee, però una miseria simile e soprattutto un traffico allucinante –quello del Cairo, ma dicono anche ad Alessandria- non me li ricordavo davvero. Non solo ci si mette il traffico, anche il caldo torrido verso i 40 gradi, impensabile per essere nel mese di Maggio. Mi dicono che sarà così fino ad Agosto… posso immaginarlo.

Al Cairo è un continuo correre, verso il lavoro, verso i soldi, è uno strombettare continuo, si sentono solo clacson fino alla nausea, ed il caldo, più il traffico aumenta, diventa davvero insopportabile. L’unica quiete la trovo solo in moschea, quasi lontana dallo smog, da tutto quel rumore. C’è vita, anche troppa al Cairo, quasi 24 ore su 24, tutto si calma solo poco prima della preghiera dell’alba “Al Fajr” dalle 5 di mattina fino alle 7, per poi riprendere di nuovo. Ed aumenta così il caldo, il traffico e quello strombettare continuo che quasi quasi agli egiziani non dispiace affatto. Suonano il clacson forse quasi per divertimento, non so. Stanno svegli tutta la notte, fino alle 5, anche i bambini, già in vacanza dalla scuola davanti alla Tv che trasmette cartoon anche a notte inoltrata –impazziscono per “Sonic” e i mostri-. È proprio un altro tipo di vita, che io non amo  e che non centra nulla con l’Islam. Come il mangiare abbondantemente e più volte al giorno: colazione ultra-abbondante a base di crema di fave (ful), uova (sode o frittata), falafel, formaggio; pranzo qualche ora dopo anch’esso abbondante e cena a mezzanotte. Io ovviamente salto la cena. Ho notato che fanno molto uso di uova, carne e burro. Ho visto gente che chiede l’elemosina, purtroppo anche ladri, in questo modo non ho goduto il mio ritorno ai mercatini di Khan el Khalili e Bab Zuweila. Dieci anni fa non era così e nemmeno cinque anni fa, tutto cambia velocemente, in pochissimo tempo ed io mancavo dall’Egitto dal 2005, solo tre anni fa. Ovviamente troverete lì anche molta polvere, mosche, cani e gatti denutriti, spazzatura –Napoli vi assicuro che supera il Cairo in questo-.

Ci sono anche le zone più benestanti come Medina Nasr e Masr Jedida, ma l’Egitto vero – soprattutto il Cairo- è quello più povero, quello dei quartieri popolari. Ecco, la gente lì è generosa, gli egiziani sono simpatici di solito, buoni. Nei paesi arabi si trova la

sporcizia, il disordine, la disorganizzazione –tutte cose che non centrano con la religione- e l’arte di arrangiarsi, però non manca la cosa più importante… che è la spiritualità. In Occidente al contrario c’è l’organizzazione, la perfezione, l’igiene, l’alta tecnologia ma manca la cosa più importante, quella che i paesi più poveri hanno… la spiritualità. Se si unissero le due cose sarebbe tutto perfetto, forse troppo?

Se qualcuno si avvicina a voi per chiedere soldi fate attenzione, potrebbe essere un ladro, ed attenzione anche ai soliti venditori e tassisti che aumentano i prezzi. Vi consiglio di girare il Cairo di sera, un po’ più respirabile ed affascinante, evitate le ore più calde. Se vi dovesse venir in mente di affittare una casa al Cairo o ad Alessandria scordatevelo, purtroppo le affittano quasi esclusivamente agli egiziani, voi perché siete stranieri – me compreso- dovete per forza comprarla. Al Cairo costa sui 50 mila euro, un po’ fuori sui 20 o 30 mila euro. 8 pounds (ghenì) egiziane equivalgono ad 1 euro, e non confondete 50 piastres -pochi centesimi- con 50 pounds come è successo a me. Evitate l’acqua del rubinetto che proviene dal Nilo, comprate sempre acqua minerale imbottigliata e sigillata per bene come AquaFina associata con la Pepsi. Se volete sposare un’egiziana spesso vi chiedono la casa, il lavoro, l’età, il titolo di studio, tutte cose non richieste nell’Islam, purtroppo i tempi sono cambiati.

Se volete lavorare in Egitto altro problema, di solito c’è più opportunità proprio al Cairo. Per voi che non siete egiziani potrete lavorare tramite qualche ditta italiana in Egitto, ma quanto potrebbero pagarvi? Gli egiziani per guadagnarsi da vivere fanno spesso due o tre lavori, ecco perché molti di loro scappano verso l’Europa. Altro problema per noi non egiziani è che una volta trovato un lavoro dobbiamo iscriverci all’AIRE (Anagrafe italiani residenti all’Estero) tramite il consolato italiano al Cairo o in Alessandria. Sappiate però che perderemo molti dei nostri diritti, non solo non avremmo mai la pensione sia in Italia che in Egitto, anche la tessera sanitaria. L’unico diritto che non perderemmo è quello di poter votare in Italia… capirai… L’unico paese arabo dove non perderete i vostri diritti è la Tunisia, vi sembra giusto?

Se amate il caos andate al Cairo, se amate il mare andate ad Alessandria, lì si mangia un buon pesce, se volete stare in mezzo ad una marea d’italiani allora andate a Sharm El Sheikh, sembrerà quasi di essere a Riccione, se amate la campagna andate nei paesini, occhio alle zanzare però, se volete visitare qualche moschea anche se non siete musulmani potrete farlo, andate alla Moschea università Al Azhar – troverete molti libri gratuiti anche in italiano- o alla Moschea di Muhammed Alì, se volete pregare nelle chiese potrete farlo, ci sono molte chiese copte al Cairo e in Alessandria, se volete girare il Cairo con la metro, fatelo, occhio alle ore di punta però. La metro -regalata dai francesi- è molto più moderna della nostra, comprate un biglietto dicendo in arabo semplicemente “Taskara” lo pagherete 1 ghenì pound –una bottiglia di acqua grande è 2 ghenì- . Per andare al centro del Cairo scendete alla fermata della metro Attaba, poi prendete un taxi diretto a Khan el Khalili e pensate a noi.

E le piramidi? Basta prendere la linea gialla e scendere a Giza. Non dimenticate però che ci sono i vagoni della metro solo per donne e solo per uomini. Cos’altro dire? Buon Viaggio!

Tratto da “Etnomondi” n. 25 (Maggio- giugno 2008)

e da  “Mondo Islam” n. 5