SEGNI PER GENTE CHE COMPRENDE

A cura di Mamdouh AbdEl Kawi Dello Russo

16-nilo0009_0024

Prima della morte di Faraone, Allah mandò sciami di cavallette che mangiavano qualunque cosa. Il popolo egizio corse da Mosè (pace su di lui), chiedendogli di invocare Allah per rimuovere questa afflizione ed essi promisero che avrebbero lasciato andare con lui [Mosè] i figli d’Israele.
Le cavallette sparirono, ma il popolo non mantenne la promessa fatta a Mosè (as).
Dopodichè arrivò un altro segno: i pidocchi, che si diffusero tra gli egiziani, portando malattie. Promisero di nuovo a Mosè (pace su di lui) di lasciare partire con lui i figli di Israele. Pregò Mosè (aleyhi salam) di nuovo Allah L’Altissimo di far cessare la diffusione dei pidocchi.
Ma il popolo ancora non mantenne la promessa!
Arrivò un terzo segno: le rane. La terra improvvisamente si riempì di rane. Si buttarono sul cibo degli Egiziani, invasero le loro case, e questo li angosciò molto. Gli egiziani andarono di nuovo da Mosè (as), promettendo di liberare i figli d’ Israele. Mosè (pace su di lui) pregò per la terza volta al suo Signore e Allah lo esaudì, le rane sparirono. Purtroppo il popolo non mantenne ancora la promessa!
Quarto segno: L’acqua del Nilo che diventò sangue
Il popolo si precipitò verso Mosè (pace su di lui) come al solito, non appena tutto tornò alla normalità, voltarono le spalle ad Allah.
Il popolo egizio ebbe quindi ben quattro segni:
le cavallette
i pidocchi
le rane
l’acqua del Nilo che diventò sangue
Nonostante tutto, non mantennero la promessa fatta a Mosè (pace su di lui) di lasciar partire lui con i figli d’Israele. “Colpimmo la gente di Faraone con anni di miseria e scarsità di frutti, affinché riflettessero. Quando veniva loro un bene dicevano: ‘Questo ci spetta’; mentre se li colpiva un male, vedevano in Mosè e in quelli che erano con lui uccelli di malaugurio. Non dipendeva da Allah la loro sorte? Ma la maggior parte di loro non sapeva. Dissero: ‘Qualunque segno addurrai per stregarci, noi non crederemo in te. Mandammo contro di loro l’inondazione e le cavallette, le pulci, le rane e il sangue, segni ben chiari. Ma furono orgogliosi e rimasero un popolo di perversi. Quando il castigo li toccava, dicevano: ‘O Mosè, invoca per noi il tuo Signore in forza del patto che ha fatto con te. Se allontanerai il castigo da noi, crederemo certamente in te e lasceremo partire con te i Figli di Israele’. Allontanammo da loro il tormento, ma quando giunse il termine che dovevano rispettare, ecco che mancarono al loro impegno”. (Sura Al Aràf, V. 130/135)

Mosè (pace su di lui) condusse la sua gente [i figli d’Israele] verso il Mar Rosso, e al mattino raggiunsero la spiaggia. Da allora il faraone fu a conoscenza della loro partenza, così mobilitò un enorme esercito.

I figli di Israele impazienti si agitarono e Joshua ( Yusha ) Ibn Nun, esclamò:
“Di fronte a noi c’è questa barriera invalicabile, il mare, e dietro di noi il nemico, e certamente la morte non può essere evitata!”. Mosè (pace su di lui) rispose che avrebbe aspettato ulteriori indicazioni da parte di Allah. Queste parole diedero a loro qualche speranza , ma l’uomo è sempre impaziente per i risultati: erano disposti ad arrendersi, tornare in schiavitù. In quel momento Allah rivelò a Mosè (pace su di lui): ” Percuoti il mare con il tuo bastone ! ”
Mosè (pace su di lui) fece come gli era stato comandato . Un forte vento soffiava , il sole splendeva, e in un lampo il mare si divise , le onde come montagne su ogni lato. Mosè (pace su di lui) condusse tutta la sua gente. Questo miracolo si è rivelato con l’affermazione ripetuta di Mosè (as). «In verità il mio Signore è con me! “Mentre guardavano indietro, videro il Faraone e il suo esercito avvicinarsi, con grande paura e panico, supplicarono Mosè (pace su di lui) di chiedere ad Allah per chiudere il mare. Tuttavia, Allah comandò a Mosè di non colpire il mare ancora con il suo bastone, Allah aveva già decretato. Il faraone disse ai suoi uomini: “Guardate, il mare si è diviso al mio comando, in modo che io possa seguire quei ribelli ed arrestarli!”. Si precipitarono attraverso le acque divise, e quando arrivarono a metà strada, Allah ordinò il mare di ritornare allo stato precedente, faraone rimase terrorizzato, e da lì comprese che la sua fine era ormai arrivata, e dichiarò:
“Credo che non ci sia nessun dio degno di culto tranne Allah, al quale i figli d’Israele credono, ed io sono di quelli che si arrendono a Lui”.
Ma Allah non accettò questa dichiarazione dal faraone, e le acque si chiusero sopra di lui, e il faraone e il suo esercito morirono annegati. Nonostante la morte del faraone, il tiranno lasciò una cattiva influenza nei figli d’ Israele. Lui li abituò ad umiliarsi. Il miracolo della divisione del mare era ancora fresco nelle loro menti, le sabbie umide del mare erano ancora impresse sulle loro suole, invece di essere indignati per l’oppressione degli idolatri volevano un idolo da venerare, erano gelosi delle altre persone e dei loro idoli, desideravano la stessa cosa per loro: un idolo, ecco perché costruirono un vitello d’oro. Quando avevano bisogno di acqua, Allah comandò a Mosè (pace su di lui) di colpire una roccia, e da li si divisero le dodici sorgenti d’acqua per le dodici tribù, in modo da non avere fra loro una disputa sulla carenza dell’acqua. Allah mantenne per loro persino i cieli nuvolosi per proteggerli dal sole cocente. Per alleviare la loro fame, Allah mandò a loro la manna ( l’essudato secco di alcune piante ) e le quaglie. Nonostante la generosità di Allah, si lamentarono con Mosè (pace su di lui), erano disgustati di questo alimento, desiderarono: cipolle, aglio, fagioli e lenticchie , che erano i cibi tradizionali degli egiziani.

Ecco perché i figli d’Israele chiesero al Profeta Mosè (as) di pregare Allah per avere questi alimenti dalla terra. Mosè (pace su di lui) ancora li ammonì della loro oppressione e per il loro desiderio di tornare a una vita di umiliazione in Egitto. Egli sottolineò che erano ingrati rifiutando il cibo più abbondante. Volevano il peggio invece del meglio. Allah L’Altissimo mandò a loro Mosè (pace su di lui) al quale fu affidata la Terra Promessa ( la Palestina) che era stata promessa ad Abramo (pace su di lui) come una terra in cui il pio e timorato di Allah avrebbe vissuto per sostenere la legge di Allah. I figli di Israele furono un popolo ingrato.

A dispetto di tutti i favori di Allah, non riuscirono a stare lontani dal male e continuarono a rifiutare le leggi di Allah. Mosè (pace su di lui) sapeva che il suo popolo non era buono a fare qualsiasi cosa. Faraone era morto, ma l’ effetto su di loro era ancora rimasto. Mosè (pace su di lui) tornò al suo Signore, dicendo che lui era responsabile solo per le sue azioni e quelle di suo fratello. Egli pregò il suo Signore per giudicare tra se e il suo popolo. Allah l’Altissimo aveva emesso la sua sentenza contro questa generazione la cui natura era stata corrotta dagli egiziani di quel tempo. Essi dovevano vagare nel deserto fino a quando questa generazione sarebbe morta o diventata vecchia e che avrebbe creato un’altra generazione, una generazione migliore. Mosè (as) così digiunò per quaranta giorni. I giorni di vagabondaggio iniziarono. Cominciarono a camminare senza alcuna destinazione, giorno e notte, mattina e sera. Salirono sul monte Sinai. Mosè (pace su di lui) venne nello stesso posto dove parlò ad Allah per la prima volta. Chiese ad Allah un orientamento nel giudicare il suo popolo. Allah lo istruì a purificarsi digiunando 30 giorni, dopo di che andò di nuovo sul Monte Sinai , dove avrebbe avuto la legge Torah per governare il suo popolo. Mosè ( pace su di lui ) così rimase lontano dal suo popolo per 40 giorni, ecco perché il popolo diventò irrequieto. Il Samiri, uomo deviato, suggerì ai figli di Israele di trovarsi un’altra guida, dicendo che Mosè aveva rotto la sua promessa. Così il Samiri disse a loro : “Per avere un vero orientamento, avete bisogno di un dio, che io vi farò avere “. Da lì costruirono il vitello d’oro.

Tratto da “Mondo Islam” n. 19