SIRIA: QUANDO ANDIAMO IN PARADISO AL JANNAH?

Traduzione di Alfredo Abdurrahman Albany

Un Padre racconta di suo figlio caduto shahiid (martire) in Siria. Ci racconta questo padre: Un giorno ero seduto davanti al mio Pc e stavo guardando una foto…. Quella del piccolo shahiid Hamza Hatjib, mio figlio rimase anche lui a guardare questa foto, è mi chiese “chi e lui?!”. Gli risposi che lui è il
shahiid Hamza Hatjib. Mi chiese ancora! “dovè lui?!”. Gli risposi: “al jannah (Paradiso) insha’Allah”. Dopo mi chiese cosè il jannah?e gli spiegai cosè al jannah…!! Volse lo sguardo verso di me e mi disse : “anche io voglio andare al jannah!” Non sapevo cosa dirgli, gli accarezzai la testa e gli dissi sorridendo: “che sia lontano da te ogni male figlio mio”. E cominciarono le proteste contro il kafer Bashar Assad proprio davanti casa mia, urlavano: “al jannah andiamo in milioni” improvvisamente mio figlio di soli 5 anni si mise le scarpe e venne a chiamarmi: “Svegliati Papà andiamo al jannah”. Siamo usciti insieme io e mio figlio che era ancora molto piccolo, nelle proteste applaudivano tutti insieme con gli altri protestanti… durante il nostro rientro a casa, mio figlio si rivolse verso di me e mi disse! Papà! perche non siamo andati al jannah (Paradiso)? Lo guardai, non potevo rispondere, lo ripeteva diverse volte e cominciò a stringermi forte dicendo: “Vieni, voglio andare al jannah…… voglio andare al jannah…”. Non sapevo che dire, gli rispondevo “un’ altra volta insha’Allah”. Gli dissi così, in modo che lui si calmasse, è accettasse di venire a casa. E nel giorno della jumuah (del venerdi) cominciarono di nuovo le proteste, proprio davanti la nostra abitazione con le stesse urla, mio figlio corse a vestirsi e si rivolse a me: “Vuoi andare con me al jannah (in Paradiso)?” Cominciai a sorridere, e mi preparai anche io, e ci unimmo con gli altri protestanti, e sulle spalle tenevo mio figlio.
E più alte delle nostre urla, si sentivano gli spari dei kalashnikov dei soldati di Bashar, fin quando all’improvviso colpirono anche il corpo di mio figlio!!!
Pianse troppo dal grande dolore e dalla paura, dopo un pò si fermò e mi disse…
“O Padre mio, quando andremo al Jannah (in Paradiso)?”.
Piansi troppo, con me anche i medici che si impegnavano a salvare la sua vita, e piansero tutti i presenti nel pronto soccorso…. si impegnarono a salvargli la vita, ormai … era inutile. Prima che svenisse, mi disse! “O Padre mio, mi prendi anche a me al Jannah (in Paradiso)?!” Mossi la testa e miei occhi erano pieni di lacrime, risposi SI. Non riuscivo più a parlare. Poi.. chiuse i suoi occhi, con tutto l’impegno dei medici per salvargli la vita! Guardai il Medico e mi disse: Era sincero con Allah subhanahu wa teala, e Allah lo prese nella forma più bella come shahiid(martire). Dissi: HasbiyAllahu wa ni’amal waqiil.. ( Allah mi basta per ogni cosa, che buon protettore che Egli è) Da quel giorno non lasciai nessuna protesta. E ancora tutt’oggi non sono ancora andato al Jannah (in Paradiso).

Tratto da “Mondo Islam” n. 11