SUL SUICIDIO: SI PUO’ PREGARE PER IL MORTO?

È consentito ai musulmani pregare per un musulmano che si è suicidato? Sappiamo benissimo che nell’Islam il suicidio non è ammesso e che porta direttamente all’Inferno, poiché la persona rifiuta la vita che Iddio L’Altissimo gli ha donato, solo Allah da la vita e decide di toglierla. Come dobbiamo considerare questi musulmani? Sono veri musulmani? Solo peccatori o addirittura miscredenti?

Sorgono questo tipo di domande. Nella Sunnah è consentito alle persone comuni offrire la preghiera funebre per il suicida ma non a persone di grosso rilievo nell’Islam come per esempio un Califfo, un governante, un grande Imam ecc. Questo perché colui che ricopre un ruolo di estrema importanza nella Ummah islamica deve scoraggiare i musulmani nel commettere quell’atto terribile quale è il suicidio.

E ‘stato narrato che Jaabir ibn Samurah disse: “Un uomo che si era ucciso con una freccia molto affilata è stato portato al Messaggero di Allah (pace e benedizioni su di lui) il quale non offrì la preghiera funebre per lui”. Narrato da Muslim

A Shaykh ‘Abd al-‘Azeez Ibn Baaz è stato chiesto: “E’ permesso a noi musulmani la preghiera funebre per il suicida?”

La sua risposta è la seguente:

“Alcuni musulmani dovrebbero pregare per lui, come per qualsiasi altro peccatore, perché è ancora un musulmano in base agli Ahl al-Sunnah”.

Ciò significa che il suicida è considerato un peccatore e non fuori dall’Islam e quindi miscredente.

Prosegue: “lui dovrebbe essere sepolto con i musulmani, perché è un peccatore, ma non è un kafer (miscredente); uccidere se stessi è un peccato, non è kufr”.

“Le figure importanti nell’Islam dovrebbero astenersi dall’offrire la preghiera funebre per lui come un atto di denuncia, affinché nessuno pensi che approvano ciò che ha fatto”.

La posizione della gente della sunna riguardo i musulmani che commettono peccati più gravi (kabair) saranno sotto la volontà di Allah (se perdonarli o castigarli) e non come le sette deviate dei khawarej (kharigiti) e mutaziliti che invece affermano che il musulmano che commette i peccati più gravi entrerà nell’inferno per l’eternità. Il suicidio è tra i peccati più gravi (kabair), Allah dice nel Sacro Corano: “… e non uccidetevi da voi stessi. Allah è misericordioso verso di voi”. (Sura An-Nisà/ Le donne, v. 29) e dice ancora: “… e non gettatevi con le vostre mani nella distruzione (di voi  stessi) (Sura Al Baqara/ La Giovenca, v. 195)

Abu Hurairah (che Allah sia soddisfatto di lui) narrò che il Messaggero di Allah (pace e benedizione su di lui) disse: “Chiunque si getti da una montagna e muore, è nel fuoco dell’Inferno, e continua a precipitare in esso perpetuamente e vi risiederà eternamente. Chiunque beve del veleno con l’intenzione di uccidersi (e muore a causa di questo), il veleno sarà sulla sua mano e lo berrà perpetuamente nel fuoco dell’Inferno, risiedendovi per sempre. Chiunque commette il suicidio con un arnese di ferro, questo stesso arnese sarà nella sua mano ed entrerà nel suo stomaco nel fuoco dell’inferno. E vi risiederà perpetuamente. “(Bukhari 1365).

Nonostante molti prendano letteralmente questo detto a prima lettura, la visione corretta è che colui che -musulmano e non miscredente- commette suicidio è sotto la volontà di Allah e di conseguenza la prova sta nel seguente detto; da Jabir che disse: “Quando emigrò il Profeta a Medina, oltre a lui emigrarono verso Medina Tofail ibn Amr e un uomo della sua tribù (di Tofail), una volta arrivati a Medina l’uomo si ammalò e spaventato dalla malattia si tagliò le articolazioni delle sue dita, di conseguenza il sangue scorreva dalle sue mani finché morì a causa di ciò. Dopo questo avvenimento accadde che Tufail sognò l’uomo che era con lui e che era morto, vedendolo in buono stato ma con le mani coperte. Dopodiché Tufail chiese all’uomo; “Come ti ha trattato il tuo Signore?” Disse l’uomo:“ Mi ha perdonato per aver emigrato verso il Suo Profeta”. Tufail chiese ancora: “Come mai hai le mani coperte?” Disse l’uomo: “Mi è stato detto (da Allah): Noi (cioè Allah) non correggeremo quello che hai corrotto (tagliando le mani)”. Tufail raccontò del sogno al Profeta (pace e benedizione su di lui) che disse di conseguenza: “O Allah perdona anche le sue mani”. (riportato da Muslim)

L’imam An-Nawawi nella spiegazione di questo hadith riportato da Muslim afferma che in esso c’è una prova per la gente della Sunnah che colui che si suicida o commette un peccato grave (kabair) e muore senza pentirsi non è un miscredente e non si può affermare che entrerà nel fuoco dell’Inferno. Se Allah lo Vorrà sarà perdonato o il contrario. Per cui questa narrazione è la spiegazione a molte altre narrazioni incomprese sulla questione dell’eternità della punizione per coloro che commettono i peccati più gravi.

Disse Shekh Bin Baz: “Il suicidio è tra i più ripugnanti peccati più gravi (kabair) e nonostante ciò la gente della tradizione e del gruppo (della Sunna e jamaa’a)  sono dell’opinione che chi commette tale peccato non diventi miscredente. Se era un musulmano che pregava ed era conosciuto per l’Islam, adorando Allah unicamente e credendo in Lui e in ciò che ha rivelato, anche se si è suicidato per qualche motivo come malattia, ferite o qualsiasi altra cosa simile a queste “giustificazioni” che sono comunque malevoli e fa parte dei peccati più gravi, nonostante ciò non esce dall’Islam se era musulmano prima di questo atto”.

E Allah ne sa di più.

Mamdouh AbdEl Kawi Dello Russo

Tratto da “Mondo Islam Magazine” n. 23