SUMAYYAH: LA PRIMA MARTIRE

A cura di Mamdouh AbdEl Kawi Dello Russo

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La donna ha svolto un ruolo importante nella storia dell’Islam sin dagli inizi, è Sumayyah bint Khayyat (che Allah sia soddisfatto di lei), fu la prima martire dell’Islam.

Si conosce poco di Sumayyah (radiallahu anha) prima di diventare musulmana, tranne che fosse una schiava. Sposò Yasser ibn Amir (che Allah sia soddisfatto di lui) dal quale ebbe un figlio, Ammar (che Allah sia soddisfatto di lui). Tutti e tre furono tra i primi convertiti all’Islam. Yasser, come Sumayyah, fu torturato e ammazzato. Ammar continuò ad essere uno dei compagni del Profeta Muhammad (pace e benedizione su di lui) e morì nella battaglia di Siffin.

Nel 615 dC, il Profeta Muhammad (pace e benedizione su di lui) cominciò a predicare l’Islam pubblicamente. Ciò provocò la persecuzione verso la piccola comunità musulmana.
I primi ad essere presi di mira furono Sumayyah, Yasser [ormai anziani], e Ammar. Tutti e tre furono legati e picchiati. Sumayyah (ra) è stata poi accoltellata da Abu Jahl , capo della Mecca, quando rifiutò di abbandonare la sua fede, questo fece di lei la prima martire nell’Islam. Abu Jahl, continuò a torturare Sumayyah nei modi più umilianti, orribili, e disgustosi. Abu Jahl chiese alla donna più volte di abbandonare l’Islam, ma lei continuò a lottare senza rinunciare alla sua fede nonostante il dolore che sopportò fortemente. Finì accoltellata e morì martire. Il Profeta Muhammad (pace e benedizione su di lui) era molto turbato dalla persecuzione dei musulmani, in particolare per la famiglia di Ammar. Avrebbe cercato di confortarli: “Porta pazienza oh famiglia di Yasser, siete destinati al Paradiso.” (Sahih al-Tirmidhi).
Yasser (ra) morì a causa delle prolungate torture subite, e Sumayya (ra) a causa dei colpi della lancia di Abu Jahl al basso ventre della donna. Il figlio Ammar (ra) costruì la prima moschea, si offrì a costruirla raccogliendo le pietre, così nacque la moschea di Quba nei pressi di Medina. Ammar combatteva contro i nemici, durante una battaglia disse: “Presto incontrerò i miei amici, il Profeta Muhammad (pace e benedizione su di lui) e i suoi compagni”.
Chiese poi dell’acqua, gli fu dato il latte e disse: “Una volta l’Inviato di Allah (pace e benedizione su di lui) mi disse: ‘Il latte sarà l’ultima cosa che berrai in questa vita terrena’.” Combattè e morì , aveva ormai 94 anni.
Anche se Sumayyah (ra) non visse sufficientemente a lungo per vedere la comunità musulmana crescere, lei è ricordata per la sua forza, il coraggio e la fede in un periodo in cui i musulmani furono pesantemente perseguitati. Sumayyah scelse di essere una musulmana resistendo contro i meccani, rischiando la sua vita, ed ebbe la forza al punto tale che ispirò in seguito donne e uomini musulmani. È per questo motivo che lei è considerata un modello per tutti i musulmani.
Possa Allah concedere Sumayyah bint Khayyat il livello più alto del Paradiso. E che questa storia possa servirci per imparare da questa donna eroica molte cose, e ad avere anche solo un pò della sua resistenza e coraggio. Amìn.

Tratto da “Mondo Islam” n. 18